ANALISI pelo & contropelo

Petrolio, prezzi di nuovo a picco

Il Brent a New York viaggia poco sopra i 50 dollari, il Wti americano segna 47,7 dollari. Nonostante i tagli Opec, i sauditi hanno riportato la produzione sopra i 10 milioni di barili

I tagli decisi dai paesi Opec e da alcuni grandi produttori di greggio fuori dal cartello viennese non bastano a rianimare i prezzi del petrolio e neppure a dare al barile un po’ di stabilità nelle quotazioni.
Non solo: l'Arabia Saudita ha riportato a febbraio la sua produzione oltre i 10 milioni di barili al giorno e la mossa sembra aver aggravato i ribassi.

L’oro nero perde terreno sul listino Nymex americano, con il Brent che viaggia poco sopra i 50 dollari e il Wti statunitense che segna 47,7 dollari al barile.
Nella sola seduta odierna i ribassi per le due qualità di greggio sono rispettivamente di -1,11% per il petrolio del mare del Nord e di -1,40% per il Wti.

Come si ricorderà, l'Opec a febbraio ha complessivamente tagliato la sua produzione di 139.500 barili al giorno. Ma l'aumento della produzione Saudita, pur rimanendo al di sotto della soglia concordata con l'accordo viennese dello scorso anno, suona come un avvertimento agli altri Paesi che non si stanno impegnando nel ridurre l’output e mette a rischio la sforzo globale per sostenere i prezzi.

Ora il mercato è in attesa dei dati sulle scorte Usa, che secondo gli analisti sarebbero aumentate di tre milioni di barili.

fidelity education
aberdeen education
euro tlx tutorial
unipol eos education