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assicurazioni e previdenza
19/07/2010
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Fondi pensione deboli nel primo semestre
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di redazione
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Le casse negoziali hanno reso, al 30 giugno, lo 0,6%, contro l'1,2% del Tfr. Ma restano convenienti grazie ai contributi dell'azienda
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Nei primi sei mesi del 2010 hanno reso, in media, appena lo 0,6%. Il dato, comunicato da Assofondipensione e relativo ai fondi pensione "chiusi", pone i fondi negoziali dietro al Tfr, il trattamento di fine rapporto che, nello stesso periodo, ha reso l'1,2%.
La spiegazione sta ovviamente nel cattivo andamento dei mercati finanziari. E anzi, Assofondipensione sottolinea come il 77% dei comparti abbia ottenuto risultati positivi, superiori, nel 53% dei casi, a quelli del benchmark. Grazie alla quota piuttosto ridotta di azioni, inoltre, le perdite sono decisamente più ridotte rispetto a quelle accusate dalle Borse.
Negli ultimi cinque anni, a partire dal 30 giugno 2005, i fondi chiusi hanno offerto un rendimento medio composto del 2,1% contro il 2% del Tfr.
Tra il primo gennaio 2000 e il 30 giugno 2010 il Tfr ha reso invece il 33%, e i comparti (tutti bilanciati) esistenti dieci anni fa hanno reso meno: il migliore è stato Cometa con il 30,3%, Fondenergia il 30,2%, Fonchim il 28,2%.
Se però nel calcolo si tiene conto del contributo del datore di lavoro (in media tra l'1,2% e l'1,5% della retribuzione lorda), la bilancia pende decisamente a favore dei fondi. Per esempio, un lavoratore che si fosse iscritto a Fonchim nel marzo '97, quando il fondo è nato, avrebbe accumulato (ipotizzando una retribuzione lorda di 30 mila euro) un "montante" di 50.122 euro, contro i 39.159 euro che spetterebbero di liquidazione a un collega con lo stesso stipendio che avesse scelto il Tfr invece della pensione integrativa.
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