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finanza immobiliare
28/05/2008
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Mutui, rinegoziare o rottamare?
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di redazione
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Con la convenzione Abi - ministero dell'Economia, sarà possibile ridurre l'importo delle rate. Ma questo comporterà un probabile allungamento del finanziamento, e quindi maggiori interessi. Un'analisi di MutuiOnline mostra come sia più conveniente la surroga del prestito
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La convenzione fra l’Abi, l’associazione delle banche italiane, e il ministero dell’Economia per la possibile rinegoziazione dei mutui a tasso variabile è stata aspramente criticata dalle associazioni dei consumatori. La soluzione proposta ai mutuatari che si trovano in difficoltà dopo l’aumento dei tassi di interesse, e quindi delle rate dei finanziamenti a tasso variabile, dicono, non fa che allungare la durata dei finanziamenti, e quindi l’entità degli interessi da pagare alle banche.
A confermare la tesi, arriva ora un’attenta analisi di MutuiOnline. Sono state prese in considerazione tre ipotesi, relative a tre mutui, tutti da 100 mila euro ma diversi per durata: 15, 20 e 25 anni. Per ciascuno è stato calcolato cosa accadrebbe aderendo alla proposta della convenzione e cosa accadrebbe, invece, ricorrendo alla “surroga”, cioè “rottamando” il mutuo esistente per sostituirlo con uno più conveniente, mantenendo la durata originaria, oppure allungandola per allinearla a quella che si avrebbe con la convenzione. Il tutto applicando quattro scenari diversi: che l’Euribor (il tasso al quale sono indicizzati i mutui variabili) mantenga il livello attuale (4,37%); che aumenti al 5%; che cali al 3,70; che abbia un forte ribasso, al 3%.
I risultati, come si vede nelle tabelle che seguono, sono molto chiari: il risparmio in termini di tassi di interesse complessivamente pagati è in tutti i casi netto, e spesso molto consistente, quando si ricorre alla surroga. Certo, è condizione indispensabile che il mutuo di surroga offra condizioni decisamente più convenienti. Nella simulazione di MutuiOnline si fa riferimento a uno spread (la differenza tra il tasso Euribor e quello effettivamente pagato, che in pratica rappresenta il guadagno della banca) dello 0,90%, contro l’1,50% del mutuo originario.
Ma, sottolinea MutuiOnline, sono numerose le banche che offrono mutui di surroga con spread vantaggiosi e a reale costo zero.
Con la convenzione Abi-Ministero, invece, la rinegoziazione può essere chiesta solo alla banca che ha erogato il mutuo originario; i parametri di costo (tasso e spread) del mutuo originario non cambiano; gli interessi e le rate complessivamente pagate restano legate all’andamento del tasso variabile originario del mutuo: il mutuo, quindi, diventa a rata fissa ma rimane a tasso variabile; non è possibile predeterminare la durata complessiva del mutuo, che è legata all’evoluzione dei tassi, anche se è verosimile prevedere un allungamento nell’attuale scenario.
La convenzione propone in sostanza una sorta di dilazione di pagamento: si paga una rata di importo fisso e la differenza con quanto dovuto verrà pagata con ulteriori rate dopo la scadenza del mutuo originario (per una durata aggiuntiva non predeterminabile). In definitiva, una soluzione adatta ai consumatori in difficoltà con il rimborso del mutuo, ma anche con un limitato accesso, anche per eventuali problemi di credito, alle offerte di altre banche.
Per visualizzare le tabelle, cliccare sui link: Rinegoziazione o surroga - 15 anni.pdf Rinegoziazione o surroga - 20 anni.pdf Rinegoziazione o surroga - 25 anni.pdf
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