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il focus di Fidelity
21/07/2010
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Così i consumi sostengono l’Emea
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di Fidelity International
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La regione che comprende Europa emergente, Medio oriente e Africa continua a crescere a ritmi sostenuti. Ecco cosa ne pensa Nick Price, gestore di Fidelity
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Il rallentamento della crescita nelle economie sviluppate ha fatto preoccupare gli investitori, evidenziando però in termini più decisi il contrasto con le regioni del mondo che continuano a crescere a ritmi sostenuti. In questa congiuntura, i titoli della regione Emea – Europa emergente, Medio oriente e Africa – rappresentano un mercato molto interessante per gli investitori che vogliono reperire una crescita autentica. Nick Price, gestore del portafoglio di Fidelity Funds Emea Fund, illustra i motivi che fanno della regione un mercato allettante in cui investire e ne descrive le opportunità migliori.
Cosa rende la regione Emea un investimento interessante? Gli investitori sono sempre più consapevoli che l’effetto perdurante della crisi finanziaria sulle economie occidentali richiederà del tempo per dissolversi e che l’indebitamento accumulato dai governi avrà un impatto negativo sui tassi di crescita dell’economia. Per contro, l’eccezionale sviluppo economico che caratterizza l’universo Emea è sempre più interessante. La maggior parte dei paesi nella regione vantano partite correnti e riserve valutarie notevolmente più solide, poiché sono usciti dalla crisi del credito in una posizione di gran lunga migliore. A questo si aggiungono, ovviamente, i fattori trainanti di lungo periodo, il cui apporto resta invariato, come il miglioramento delle infrastrutture, l’aumento dei consumi e dell’urbanizzazione nonché un profilo demografico favorevole.
Come stanno andando questi temi di investimento nella regione? In Sudafrica è stato dato grande rilievo all’organizzazione della Coppa del Mondo di calcio. Sebbene sia improbabile che l’evento in sé possa generare benefici significativi e durevoli per l’economia, alcuni interventi infrastrutturali effettuati in previsione del Mondiale avranno senz’altro un effetto a lungo termine. Una nuova centrale elettrica da 4.500 megawatt, un nuovo gasdotto e oleodotto fra Durban e Johannesburg e la posa di tre nuovi cavi in fibra ottica miglioreranno la rete energetica e di telecomunicazioni al servizio dell’economia.
Gli sviluppi infrastrutturali possono offrire eccellenti opportunità d’investimento ma il trend di crescita a lungo termine che dovrebbe convincere gli investitori è quello dei consumi. La crescita sostenuta e costante del Pil negli ultimi anni è stata accompagnata da un incremento dei redditi e dall’ascesa della classe media in molte economie. Il margine di crescita dei consumi è considerevole in tutto l’universo Emea, ma principalmente in Russia e Africa.
Con i suoi 140 milioni di abitanti, la Russia è un mercato enorme con un tasso relativamente ridotto di penetrazione in numerosi settori dei beni di consumo nonché in quello bancario e dei mutui. Sberbank, la principale banca di deposito nel mercato russo, è uno dei titoli che prediligo maggiormente nel fondo. Ex banca di stato, paga molto poco per i depositi, e ha margine per conseguire una crescita organica tramite prodotti bancari standard per la clientela retail come prestiti, carte di credito e mutui.
E l’Africa? L’Africa è una regione molto interessante. I titoli sono scarsamente seguiti e sussistono alcune percezioni negative fra gli investitori, a indicare che le valutazioni sono tipicamente più convenienti su base relativa. Se a questo aggiungiamo il fatto che i fondamentali sono più interessanti a fronte di un significativo margine di crescita degli utili e la mancanza di competizione, le motivazioni a sostegno dell’investimento in determinati titoli cominciano a farsi davvero convincenti.
Molte economie africane hanno messo a segno una crescita economica costante negli ultimi anni che ha favorito livelli più elevati di urbanizzazione e consumi. Il margine di crescita di questi ultimi è immenso. Le modalità di shopping all’occidentale si stanno diffondendo maggiormente in quella che per tradizione è sempre stata un’economia fondata sul baratto. L’aspetto importante che gli investitori dovrebbero tenere presente è il consolidamento di posizioni forti da parte di alcune società in un mercato privo di reali concorrenti.
Un buon esempio è Shoprite, una catena di supermercati con sede in Sudafrica che sta ampliando il suo raggio d’azione all’Africa sub-sahariana. Ogni mese, circa 60 milioni di consumatori fanno acquisti nei suoi punti vendita, facendo crescere i ricavi della società a un tasso annuo del 30%. Shoprite ha un solo negozio a Lagos, ma con una popolazione pari a 8 milioni di abitanti, un’ulteriore espansione appare quasi certa.
Quale impatto ha avuto sul fondo la riclassificazione di Israele da mercato emergente a mercato sviluppato? Il mercato israeliano non ha mai incontrato in modo particolare il mio favore. Tendenzialmente, ho optato per una posizione di sottopeso strutturale su questo paese, pertanto l’impatto sul fondo è stato piuttosto limitato. Ho tuttavia monitorato l’effetto della riclassificazione di Israele sul benchmark complessivo per accertarmi che il fondo mantenga una ponderazione appropriata in altri mercati.
In portafoglio sono presenti due titoli israeliani, Teva Pharmaceuticals e Mizrahi Bank. Per ora, preferisco detenerli come posizioni fuori benchmark, poiché credo molto nella tesi d’investimento su cui si basa la loro selezione, e ritengo che possano ancora apportare valore al fondo. Molti fondi investiti nei mercati emergenti globali stanno vendendo i titoli israeliani, ma io sono dell’opinione che questa sia una buona occasione per incrementare l’esposizione poiché le valutazioni sono divenute più allettanti.
In quali settori si trovano le maggiori opportunità? La telefonia mobile e le emittenti televisive sono settori interessanti. Molti paesi emergenti non hanno fatto gli ingenti investimenti richiesti dalle telecomunicazioni su linea fissa, pertanto lo sviluppo di reti mobili dovrebbe dare un notevole incentivo alle loro economie. In Africa, il titolo che prediligo è Mtn, che conta oltre 100 milioni di abbonati e sta crescendo ancora a un ritmo sostenuto. In Russia, sono interessato a Vimpelcom, che ha un buon track record di crescita dei suoi margini di profitto.
La società di media sudafricana Naspers costituisce un’altra partecipazione chiave del fondo. Trasmette canali via satellite a un bacino di utenti africani in un mercato dove la concorrenza è limitata, e può quindi addebitare ai consumatori un canone di circa 40 sterline al mese, più di quanto paghino molti europei. Inoltre, Naspers non deve sostenere spese onerose per i diritti Tv come le emittenti satellitari europee per la ritrasmissione delle partite di calcio. I suoi abbonati oltre i confini del Sudafrica stanno aumentando a un ritmo di 80 mila nuove sottoscrizioni all’anno. La società vanta pertanto un profilo molto allettante di crescita degli utili.
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