• 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
I grandi temi
Maurizio Hazan
Studio Legale Taurini & Hazan
Punto di vista
Convegno GAM
"Investire nel futuro"
3 domande a
Alessandro Scorsone
Kruk Italia
L'analisi
Carlo Balzarini
BlackRock

Titoli più scambiati

Descrizione Valuta Chiusura
DB ZC 15OT21ITL94.2000
DB ZC 15OT26ITL81.4200
DB ZC 20GE32ITL67.0000
IBRD 4% 16AG18MXN97.0200
MORGAN GUARANTY TRUST ZC 21GE27ITL83.8200
IBRD ZC 26MZ18ITL100.1600
VENEZUELA 12.75% SINK 23AG22USD48.5800
UCG TV CALL SUB 03MG25EUR99.0200
BEI 7.5% 16LG19RUB101.7500
BTP 3.25% 01ST46EUR101.9000

In giugno, rileva l’Istat, il dato è in flessione sia su base mensile (meno 1,1%) sia su base annuale (meno 0,3%). Resta positiva la variazione del semestre

 

Battuta d’arresto, in giugno, per la produzione industriale calata, secondo l’Istat, sia rispetto a maggio (meno 1,1%) sia rispetto a un anno prima (meno 0,3%). I primi sei mesi del 2015 mantengono tuttavia una variazione positiva, pari allo 0,4%, rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.

La frenata di giugno, che gli economisti dell’Istat attribuiscono in parte al “ponte” del 2 giugno, arriva dopo l’ottimo risultato di maggio, quando la produzione dell’industria italiana ha segnato un aumento dello 0,9% mensile e del 3,1% annuo.

La flessione del mese di giugno riguarda tutti i raggruppamenti di industrie. Diminuiscono, infatti, i beni intermedi (-1,7%), i beni strumentali (-1,3%), l'energia (-1,0%) e i beni di consumo (-0,8%).

Su base annua si registra un solo aumento, nel comparto dei beni strumentali (+3,3%); diminuiscono invece i beni intermedi (-2,8%), i beni di consumo (-1,6%) e, in misura più lieve, l'energia (-0,5%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a giugno 2015, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+13,7%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+11,0%), e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,1%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-9,8%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-6,5%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,9%), conclude l’Istat.