Le agevolazioni fiscali fanno volare le vendite delle case d’aste della Cina

Il mercato dell’arte cinese ripiega sull’offerta interna al Paese e punta ai lotti di fascia alta.
Queste le novità del 2016 del mercato dell’arte cinese, secondo lo studio dell’americana Artnet condotto in collaborazione con l’associazione delle case d’aste cinesi China Asssociation of Auctioneers .
Nel complesso il mercato dell’arte cinese, il terzo mercato dell’arte al mondo, ha subìto nel 2016 un calo del 5%, il terzo anno consecutivo di declino, ma in linea con il ridimensionamento del mercato dell’arte internazionale.
A favorire l’attività delle case d’aste che operano in Cina, rispetto a quelle che esercitano all’estero, è stato l’abbassamento della tassa d’importazione al 3% delle opere d’arte di provenienza d’oltre mare, nonché l’istituzione di zone di libero scambio a Shanghai, Pechino, Guangdong, Tianjin e Fujian.

Nel 2016 le vendite all’asta di arte cinese e oggetti di antiquariato hanno raggiunto i sei virgola sette miliardi di dollari, certo ben lontani dagli undici virgola cinque miliardi del 2011. Da allora il calo delle vendite è stato del 41%.

Mancati pagamenti delle opere

Persiste il problema dei mancati pagamenti delle opere d’arte acquistate in asta, che si verifica soprattutto nella fascia alta di mercato.

Secondo il report, solo la metà dei 4,8 miliardi di dollari di arte venduta all’asta è stata saldata : il fenomeno, ormai cronico, nel 2016 è risultato tuttavia in calo, dal 58% del valore del 2015 si è passati al 51%.

Lo scorso 16 novembre, ad esempio, a New Yorrk, da Phillips nell’asta serale, un’opera di Gerhard Richter “Dusenjager o Jet Fighter”, che descrive gli aerei della seconda guerra mondiale, è stata aggiudicata all’uomo d’affari cinese, di 28 anni e collezionista d’arte, Zhan Chang, per un’offerta irrevocabile di 24 milioni di dollari ( era stata stimata tra 25 milioni e 35 milioni di dollari).
L’opera non è stata saldata dal compratore, ma la casa d’asta ha dovuto pagare lo stesso il venditore. La casa d’asta Phillips ha avviato lo scorso maggio una causa legale per violazione del contratto.

Il mercato in Cina

Nel 2016 il mercato interno della Cina è cresciuto di valore grazie alle vendite di lotti di fascia alta : la percentuale di valore derivata dai lotti aggiudicati sopra i 10 milioni di Renmimbi ( 150.000 dollari circa) è arrivata al 29%, più del doppio rispetto a due anni fa, per cui il prezzo medio delle opere vendute all’asta in Cina è costantemente cresciuto dal 2013 fino ad arrivare ai 19.000 dollari attuali.

Il mercato fuori dalla Cina

Il mercato dell’arte e delle antichità cinesi all’estero nel 2016 si è contratto del 27% per un generale calo del mercato dell’arte internazionale (- 24%).

Il mercato dell’arte cinese si è concentrato ad Hong Kong dove le vendite son passate da 66% del 2015 al 78% del 2016.

Le case d’aste protagoniste nel 2016 sono state le tre di Pechino, Poly International, Beijing Council e China Guardian, seguite da Sotheby’s Asia e Christie’s Asia . Queste case d’aste si dividono il 46% delle vendite globali in Cina.

La categoria Fine Chinese Paintings and Calligraphy ( dipinti e calligrafie cinesi) sono state le opere d’arte più vendute in Cina, mentre a livello internazionale hanno dominato le antichità cinesi.
L’arte contemporanea cinese ha registrato un calo in termini di vendita dal 2014, a causa della paura di una bolla, tuttavia la fascia alta del mercato ha segnato un aumento dei lotti venduti.