La casa bavarese ha smentito, ma lo scandalo Volkswagen rischia di affossare l’intero settore dell’auto e l’economia tedesca. Londra avvia una propria inchiesta

Il rimbalzo delle Borse europee, stamattina tutte in recupero dopo la batosta di ieri, non fuga i timori che lo scandalo ‘Dieselgate’ ha diffuso sui mercati.
Dopo che il quotidiano tedesco Bild, citando dati del International Council on clean transportation (Icct) ha scritto che alcuni modelli di Bmw avrebbero violato le norme sui tetti di emissione dei gas di scarico, anche la casa bavarese è entrata nell’occhio del ciclone, nonostante la sua pronta smentita.

Ciò che i mercati temono è che lo scandalo Volkswagen possa affossare l’intero settore dell’auto, non solo tedesco.
Quanto alle ripercussioni in Italia, il presidente dell'Aci Angelo Sticchi Damiani, ha detto che la truffa delle emissioni potrebbe produrre un forte effetto di freno per la ripresa del mercato nazionale dell'auto. Secondo Sticchi Damiani, "esiste il timore fondato che quello che sta accadendo possa frenare quel vento, seppure debole, di ripresa, che sembrava essere tornato a soffiare su un settore fermo da anni”.

Intanto il Ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, ha dichiarato a Fox News che Volkswagen ha manipolato i test sulle emissioni anche in Europa, anche se non è ancora chiaro quanti veicoli dotati di motori diesel 1.6 e 2.0 siano stati manomessi.

Oltre all’Ue, che ha annunciato inchieste, ora si muovono anche i singoli paesi. Il governo britannico ha manifestato la chiara intenzione di avviare una propria inchiesta sulle emissioni di CO2 degli autoveicoli, senza attendere le mosse dell’Unione Europea.