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  Premi per ascoltare l'articolo! Rilancio della previdenza complementare con il ripristino del silenzio-assenso per l’adesione come nel 2007 Sarà un autunno caldo per la previdenza a ben vedere l’agenda dei lavori concordata da Governo e sindacati, in ballo previdenza integrativa per i giovani, stop all’innalzamento dell’età pensionabile, accesso più facile all’Ape sociale, rivalutazione degli assegni, decontribuzione. Tanta roba così da costringere le parti a organizzare 5 tavoli tecnici con un calendario serrato. Si partirà Il 30 agosto con due gruppi di lavoro : su previdenza dei giovani e pensioni integrative; il secondo sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e sul tagliando all’Ape sociale. Il 31 agosto il confronto tecnico si svilupperà su altre due tavoli: politiche passive, ammortizzatori e garanzia giovani; rappresentanza sindacale e nuova governance dell’Inps. Il 7 settembre, infine, verrà affrontata la questione della rivalutazione delle pensioni. Infine a ottobre si discuterà del possibile blocco all’aumento automatico dell’età pensionabile per effetto dell’aspettativa di vita. Giovani Al tavolo tra Governo e Sindacati si parlerà di una pensione di garanzia per i giovani che ricadono nel sistema contributivo. Previdenza complementare Per dare una spinta alla previdenza integrativa si prevede di rendere il fisco più favorevole a questo strumento e di varare un nuovo meccanismo di silenzio- assenso ( entro 6 mesi ) per l’adesione e il conferimento del Tfr per tutti i lavoratori del settore privato, come accadde nel 2007 . Ape sociale Riguardo allo strumento dell’Ape sociale si dibatterà circa la possibilità di rendere più facile l’accesso ovvero con meno anni ( 2 o 3 anni ) di contributi, in particolare per le donne che hanno carriere discontinue anche perché impegnate in lavori di cura. Rivalutazione assegni Si parlerà di un ritorno dal 2019 alla perequazione dei trattamenti con il sistema degli scaglioni. Stop aspettativa di vita Il nodo del blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile, per effetto dell’aspettativa di vita (nel 2019 a 67 anni di età), potrà essere sciolto solo a ottobre dopo aver valutato i nuovi dati dell’Istat .I Sindacati sostengono che il blocco dovrebbe valere per tutti i lavoratori e le lavoratrici, mentre per il Governo solo per lavori usuranti. Decontribuzione L’intenzione è di prevedere una decontribuzione mirata sui giovani che però dovrà essere permanente.

Rilancio della previdenza complementare con il ripristino del silenzio-assenso per l’adesione come nel 2007

Sarà un autunno caldo per la previdenza a ben vedere l’agenda dei lavori concordata da Governo e sindacati, in ballo previdenza integrativa per i giovani, stop all’innalzamento dell’età pensionabile, accesso più facile all’Ape sociale, rivalutazione degli assegni, decontribuzione.

Tanta roba così da costringere le parti a organizzare 5 tavoli tecnici con un calendario serrato.

Si partirà Il 30 agosto con due gruppi di lavoro : su previdenza dei giovani e pensioni integrative; il secondo sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e sul tagliando all’Ape sociale.

Il 31 agosto il confronto tecnico si svilupperà su altre due tavoli: politiche passive, ammortizzatori e garanzia giovani; rappresentanza sindacale e nuova governance dell’Inps.

Il 7 settembre, infine, verrà affrontata la questione della rivalutazione delle pensioni.

Infine a ottobre si discuterà del possibile blocco all’aumento automatico dell’età pensionabile per effetto dell’aspettativa di vita.

Giovani
Al tavolo tra Governo e Sindacati si parlerà di una pensione di garanzia per i giovani che ricadono nel sistema contributivo.

Previdenza complementare
Per dare una spinta alla previdenza integrativa si prevede di rendere il fisco più favorevole a questo strumento e di varare un nuovo meccanismo di silenzio- assenso ( entro 6 mesi ) per l’adesione e il conferimento del Tfr per tutti i lavoratori del settore privato, come accadde nel 2007 .

Ape sociale
Riguardo allo strumento dell’Ape sociale si dibatterà circa la possibilità di rendere più facile l’accesso ovvero con meno anni ( 2 o 3 anni ) di contributi, in particolare per le donne che hanno carriere discontinue anche perché impegnate in lavori di cura.

Rivalutazione assegni
Si parlerà di un ritorno dal 2019 alla perequazione dei trattamenti con il sistema degli scaglioni.

Stop aspettativa di vita
Il nodo del blocco dell’aumento automatico dell’età pensionabile, per effetto dell’aspettativa di vita (nel 2019 a 67 anni di età), potrà essere sciolto solo a ottobre dopo aver valutato i nuovi dati dell’Istat .
I Sindacati sostengono che il blocco dovrebbe valere per tutti i lavoratori e le lavoratrici, mentre per il Governo solo per lavori usuranti.

Decontribuzione
L’intenzione è di prevedere una decontribuzione mirata sui giovani che però dovrà essere permanente.

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