L’investimento basato sui fattori è rapidamente divenuto una delle strategie più diffuse tra gli investitori passivi.

Nell’approccio fattoriale, gli investitori puntano su azioni con caratteristiche storicamente associate a una sovraperformance. Ad esempio, i portafogli value possono selezionare e sovrappesare azioni relativamente sottovalutate. Studi accademici suggeriscono che l’investimento fattoriale può aiutare gli investitori a raggiungere i propri obiettivi, quali l’incremento della performance e il contenimento del rischio in maniera più efficace.

Ma se concentrarsi su un singolo fattore rappresenta una valida strategia d’investimento, la selezione di molteplici fattori potrebbe essere ancora più efficiente?

A nostro giudizio, l’approccio multifattoriale all’investimento passivo è in grado di sovraperformare il mercato, migliorare lo Sharpe ratio di un portafoglio, limitare i drawdown e fornire una performance attribution trasparente*, il tutto con i benefici aggiuntivi dati dal costo contenuto degli ETF.

Gli ETF multifattoriali offrono numerosi vantaggi:

  • una (sovra)performance potenzialmente più stabile grazie alla diversificazione tra fattori ciclici e difensivi;
  • non è necessario cogliere il timing dei singoli fattori, in quanto la strategia è di tipo buy-and-hold (con ribilanciamento) su un orizzonte di lungo periodo;
  • vi sono vantaggi potenziali in termini di rotazione, in quanto il ribilanciamento avviene alla stessa data per tutti i fattori e alcune società passano da un singolo fattore a un altro.

Le strategie multifattoriali hanno rappresentato il 45% degli afflussi verso tutti gli ETF fattoriali in Europa lo scorso anno, dimostrando il forte interesse degli investitori passivi nei confronti di questi prodotti.

Gli investitori devono essere consapevoli del fatto che i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.