Unipol EOS - Le polizze catastrofali

Cambiamenti climatici e soluzioni win-win per assicurazioni, clienti e Stato

Il mercato assicurativo è pronto a fornire strumenti per gestire i rischi in modo vantaggioso per tutte le parti coinvolte


Il cambiamento climatico è un fenomeno destinato a produrre conseguenze assai rilevanti sul piano economico e sociale, così come sulla vita delle persone, delle imprese e delle nazioni, alterando profondamente le vocazioni di alcuni territori e la stessa percezione degli eventi climatici con i quali siamo abituati a convivere. Ormai lo sappiamo bene, anche per l'eco della Conferenza sul Clima a cui hanno partecipato a dicembre 2015 quasi tutti i Paesi della Terra. Ma le soluzioni per prevenire e gestire i relativi rischi in maniera efficace non mancherebbero. Anzi, la loro implementazione in Italia potrebbe generare, a conti fatti, vantaggi per tutti gli attori in campo. Perché l’ambito della protezione e della gestione dei rischi da cambiamenti climatici si presta molto bene a un rapporto assicurazione-cliente e assicurazione-Stato che generi soluzioni win-win, ovvero con vantaggi da entrambe le parti.

Per far fronte ai futuri eventi catastrofali è infatti indispensabile ma soprattutto vincente fare sistema: Stato, assicurazioni, organizzazioni dei consumatori, periti, ordini professionali devono realizzare un progetto comune. La via più attuabile sarebbe la creazione di un sistema misto pubblico-privato in cui una parte dei costi venga socializzato (diviso cioè tra le aree più a rischio e quelle meno a rischio) e una parte proporzionato alle caratteristiche peculiari del rischio stesso. Un sistema che trova la sua forza nel posizionamento strategico che stanno assumendo nel tempo le compagnie assicurative nei confronti dei rischi climatici.

Il posizionamento strategico delle assicurazioni
Oltre a partecipare in generale alla creazione di un modello di gestione del rischio più efficace e sostenibile, il settore assicurativo è oggi in grado di giocare un importante ruolo in termini di sensibilizzazione e promozione di comportamenti di prevenzione e protezione del rischio climatico, contribuendo ad aumentare la capacità di resilienza del sistema economico e sociale italiano.
Forte della sua esperienza nel campo dei rischi ambientali il settore assicurativo può infatti contribuire a favorire politiche efficienti di adattamento e di mitigazione che abbiano come obiettivo quello di ridurre le emissioni di gas serra, anche attraverso l’offerta di prodotti e meccanismi di pricing che incentivino la prevenzione e comportamenti responsabili, come ad esempio le polizze RC Auto “pay per use” o prodotti assicurativi che possano favorire lo sviluppo degli edifici a risparmio energetico o polizze dedicate all’utilizzo della bicicletta, o aderendo ai Principles for Sustainable Insurance (PSI) delle Nazioni Unite.

L’impresa assicurativa è orientata per la natura stessa del suo business, a ragionare nel lungo periodo. Un posizionamento ideale nel campo del cambiamento climatico, che per gli esperti persisterà nei secoli anche qualora le emissioni di CO2 dovessero essere interrotte. Per affrontare questo fenomeno sarà dunque necessario un impegno intergenerazionale che affronti la situazione tenendo conto del passato, del presente e del futuro, sia nella direzione della mitigazione che dell’adattamento. L'ottica di lungo periodo alle base delle strategie delle assicurazioni è quindi perfettamente coerente con le dinamiche temporali legate al cambiamento climatico, affinché possano sviluppare azioni di mitigazione e di adattamento che nel medio lungo termine siano tra loro complementari e non alternative, così da sovrapporsi ed avere un’azione sinergica. Non è certo un caso che le compagnie assicurative integrino sempre di più i rischi e le opportunità derivanti dai cambiamenti climatici in ogni fase della catena di creazione di valore nel proprio modello di business, sostenendo un impegno che richiede importanti investimenti in termini di tecnologia, know-how, formazione e comunicazione.

Le soluzioni win-win tra assicurazioni e clienti...
Il rapporto tra clienti e compagnia assicurativa nel campo dei rischi da cambiamenti climatici si presta molto bene a generare soluzioni win-win. L’assicurazione può offrire ai suoi clienti un’attività di consulenza per ridurre il rischio prima di assicurarlo. La chiave è il capitale di conoscenze accumulato dall’assicurazione nel campo dei danni da eventi naturali, un prezioso know how, che può essere messo a disposizione della clientela per aumentare il livello di consapevolezza e di protezione, ridurre il danno, e ripristinare la situazione pre-evento nel modo più efficace ed efficiente possibile. L’’innalzamento del livello di attenzione e conoscenza dei rischi legati al cambiamento climatico, innesca comportamenti virtuosi di tutela, prevenzione e adattamento. Il premio per un rischio è infatti determinato ponderando il livello di esposizione del singolo assicurato: più bassa è l’esposizione più basso sarà il costo della polizza. In sostanza, l’obiettivo è quello di creare valore condiviso.

Il trasferimento di conoscenza dal mondo assicurativo a quello della clientela genera dunque una condizione di vantaggio per entrambe le parti e getta le basi per una relazione stabile. Le conoscenze che una compagnia assicurativa può mettere a valore sono quelle del risk assessment e risk management per identificare nel modo corretto le esposizioni al rischio, valutare le vulnerabilità sulla base della condizione del singolo interlocutore, e poter quindi prevenire e gestire gli eventi catastrofali nel modo più corretto, adottando misure di salvaguardia in alcuni casi a costo zero, oppure sistemi di protezione con la finalità di minimizzare gli impatti. Un esempio? L’utilizzo di perizie prima di sottoscrivere il contratto permette alle compagnie di valutare con precisione il rischio e di proporre al cliente misure di prevenzione per mitigare la possibilità di sinistri.

...e con il settore pubblico
A differenza di altri Paesi Europei, l’Italia non ha ancora sviluppato un sistema misto pubblico-privato per la gestione del rischio di calamità naturali. Ma le potenzialità in termini di soluzioni win-win sono grandi. Costruire un modello di governance che preveda l’adozione di meccanismi assicurativi di natura pubblico-privata, sarà fondamentale per generare una serie di vantaggi: rendere più sostenibili per le casse dello Stato le spese legate agli eventi catastrofali e sollevare in questo modo la società dal doverne pagare i costi complessivi e favorire la collaborazione nella gestione delle emergenze e nella ricostruzione, dove le assicurazioni hanno capacità di intervento più rapida dello Stato.

Se da un lato dunque le compagnie assicurative possono svolgere un ruolo chiave nella ricostruzione dopo l’evento, dall'altro lo Stato può giocare un ruolo chiave nel favorire la penetrazione delle assicurazioni contro le calamità naturali. Come? Le strade sono diverse.

Ad esempio, può agevolare attraverso interventi di tipo normativo (favorendo per esempio l’aggregazione in un’unica polizza assicurativa di varie tipologie di rischi non correlati), oppure fiscale (riducendo l’aliquota fiscale sui premi per le coperture catastrofali, come già avviene per l’assicurazione RCAuto). Inoltre, lo Stato può svolgere il ruolo di riassicuratore per rendere assicurabili i danni dei soggetti privati causati dagli eventi estremi (con la probabilità bassa e danno molto elevato).

In sintesi la partnership pubblico-privato tra assicurazioni e Pubblica Amministrazione può essere lo strumento chiave per permettere la realizzazione di uno schema virtuoso di promozione dell’adattamento e della resilienza sul territorio nel nostro Paese, in quanto permette di mettere a valore gli strumenti e le competenze di entrambi i soggetti per un fine comune di interesse pubblico.

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