Schroders: ecco perché abbiamo rivisto al rialzo le stime sul Pil globale

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Abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni sul Pil globale per il 2020 e stimiamo ora una contrazione pari al -4,6%, in miglioramento rispetto alla precedente stima del -5,4%.

Con l’allentamento dei lockdown a partire da maggio, soprattutto in Europa, l’attività economica ha iniziato a riprendersi. Gli Stati Uniti hanno visto una seconda ondata di contagi di Covid-19 e i casi in India e Brasile continuano a crescere rapidamente. Tuttavia, ci sono segnali che mostrano un miglioramento del virus, con una riduzione del tasso di mortalità.

La ripresa continua, ma a un ritmo più lento. I dati sugli spostamenti mostrano che, dopo un’iniziale impennata della domanda, la spesa sta ora crescendo più lentamente. Il settore dei beni ha beneficiato dell’allentamento delle restrizioni, ma quello dei servizi, come hotel e compagnie aeree, deve ancora adattarsi a un mondo di distanziamento sociale e limitazioni agli assembramenti.

 

 

Cosa ci ha spinto a rivedere al rialzo le stime sul Pil per il 2020?

L’economia Usa ha registrato performance migliori alle aspettative nel secondo trimestre del 2020, ed è proprio questo il principale fattore alla base del nostro aggiornamento. Abbiamo aumentato le stime anche per Giappone e mercati emergenti, riducendo tuttavia quelle per Eurozona e Regno Unito.

Ci aspettiamo di vedere un’ulteriore ripresa dell’economia globale nel terzo trimestre, prima che torni a rallentare negli ultimi tre mesi dell’anno.

Su un orizzonte più lungo, continuiamo a ritenere che l’economia globale vedrà una ripresa a ‘U’, quindi graduale, e non a ‘V’ come speravamo a inizio pandemia.

Tra gli altri fattori che abbiamo considerato vi è l’inflazione, che ci aspettiamo resterà contenuta. Ciò implica che le banche centrali probabilmente non alzeranno i tassi di interesse nel breve periodo.

Ci aspettiamo inoltre un cambiamento alla Casa Bianca, anche se il Congresso dovrebbe restare diviso anche dopo le elezioni. Ciò limiterà le possibilità del nuovo Presidente di usare le politiche fiscali per sostenere l’economia Usa. Tuttavia, le tensioni commerciali internazionali potrebbero attenuarsi, aiutando a stabilizzare le relazioni tra Usa e Cina. Continuiamo inoltre a considerare il rischio di una seconda ondata di casi di Covid-19.

Guardando al 2021

Per il 2021 le nostre previsioni sulla crescita globale sono ora a +5,1% (dal precedente +5,3%). Il ritorno a una crescita positiva sarà legato anche alle misure fiscali e monetarie di governi e banche centrali.

Abbiamo preso in considerazione anche l’arrivo di un vaccino a metà 2021 circa. Si tratta di un passo fondamentale per superare la fase di cautela delle imprese e dei consumatori, che altrimenti frenerebbe investimenti e spese.

Differenze tra le varie aree geografiche

Stati Uniti: dopo una performance migliore del previsto nel secondo trimestre, abbiamo rivisto al rialzo le nostre stime per gli Usa, da -8,2% a -4,1% per il 2020. Se Joe Biden vincerà le elezioni ci aspettiamo che la crescita vedrà un’ulteriore lieve spinta.

Eurozona: abbiamo rivisto al ribasso le nostre stime sulla crescita dal -6,1% al -7,8% per il 2020. Il secondo trimestre ha mostrato dati peggiori rispetto alle aspettative e in generale la porzione dell’economia europea impattata dal virus è stata maggiore rispetto a quanto ci aspettassimo.

Regno Unito: abbiamo tagliato le stime dal -8,5% al -10,4%. In modo simile all’Eurozona, il Pil del secondo trimestre si è contratto del 20,4%, il che significa che circa il 30% dell’economia ha subito gli effetti del lockdown, rispetto al 20% del primo trimestre.

Giappone: la seconda ondata di contagi ostacolerà la ripresa nel breve termine, ma il supporto fiscale, il rimbalzo del ciclo economico e la ripresa del commercio internazionale dovrebbero aiutare la crescita a raggiungere il -4,6% nel 2020, in rialzo rispetto alla nostra precedente stima del -5,4%.

Mercati emergenti: prima a entrare e a uscire dalla pandemia di Covid-19, la Cina ha visto il Pil tornare a crescere nel secondo trimestre. Anche l’India ha sorpreso al rialzo, portandoci a rivedere al rialzo le stime per la crescita dei mercati emergenti, al -2,7% per il 2020. Abbiamo alzato anche le stime per i BRIC al -1,6% (dal -2,2%).