Aspettando il via libera ai consumi nell’Eurozona

-

I dati sull’attività economica nell’Eurozona questa settimana sono stati abbastanza deboli. La produzione industriale ha registrato una flessione dell’1% nel mese di febbraio, rispecchiando un calo diffuso in tutti i Paesi europei. Ciononostante, il settore manifatturiero ha fatto meglio del settore dei servizi e sembra destinato ad una solida traiettoria di ripresa nel corso dei prossimi mesi, a giudicare dai sondaggi in materia. Nello secifico il PMI manifatturiero ha toccat un massimo storico attestandosi a 62,5 a marzo.

Allo stesso tempo, le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono cresciute del 3% a febbraio, ma dopo la contrazione del 5,2% registrata nel mese di gennaio. Le prospettive in materia di consumi sembrano ancora relativamente deboli, dato che la pandemia non ha di certo ancora abbandondato il Vecchio Continente. Finora le famiglie hanno per lo più preferito mettere da parte le quote di guadagno extra derivante dai trasferimenti fiscali piuttosto che spenderle, riflettendo verosimilmente un atteggiamento precauzionale dinanzi ad uno scenario dominato da elevata incertezza e dall’indisponibilità di servizi quali ad esempio ristoranti, hospitality, intrattenimento e viaggi.

La riapertura dell’attività economica in condizioni di sicurezza è quindi una precondizione per sbloccare la domanda repressa e un potenziale “sblocco” della quota di risparmio accumulato in via precauzionale. Da questo punto di vista, l’Eurozona è in una posizione più debole rispetto agli Stati Uniti: mentre il piano dell’amministrazione statunitense di somministrare la prima dose di vaccino alla maggior parte della popolazione adulta entro la fine di giugno è sulla buona strada, l’Eurozona si trova ad affrontare carenze di dosi e ampie sfide di attuazione dei piani vaccinali.