Investire in Cina è una strategia a lungo termine

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L’allora presidente Deng Xiaoping ha una volta affermato “diventare ricchi è glorioso”. Tale dichiarazione ha segnato un punto di svolta per la Cina. Il Paese era pronto a emergere. Ma ciò di cui siamo stati testimoni non è stato una semplice fuoriuscita dall’ombra, bensì un’esplosione economica. È stata una spinta propulsiva così potente che ha portato la Cina a superare le economie più sviluppate, rendendola la seconda economia in termini di grandezza dopo gli Stati Uniti.

E i progressi fatti da allora sono stupefacenti. Secondo la Banca Mondiale, negli anni ’90 in Cina 750 milioni di persone vivevano sotto la soglia di povertà internazionale, il che corrisponde a circa due terzi della popolazione. Nel 2012, tale cifra si è ridotta a 90 milioni. Nel 2016, il numero è sceso ulteriormente a soli 7,2 milioni di persone2.

La Cina è passata dall’essere un Paese con un’economia appena più grande dell’Italia al volgere del millennio a un possibile primato in termini di grandezza a livello globale. Ha già consolidato la sua posizione di esportatore più grande del mondo, prendendo il posto degli USA.

 

La sua influenza economica globale è pertanto fuori discussione. Si è trasformata in una componente talmente importante dei mercati e dell’economia mondiale che un portafoglio globale, per dirsi ben bilanciato, non può fare a meno di prevedere una cospicua allocazione nei suoi asset nazionali.

A onor del vero, bisogna anche dire che diventare semplicemente ricchi non è così glorioso come ai tempi di Deng Xiaoping. Lo sviluppo del Paese è arrivato a un punto tale da spingere i decisori politici a volgere l’attenzione sulla condivisione della prosperità, nel tentativo di introdurre un maggiore equilibrio tra crescita e politiche sociali espansive.

Nonostante il peso delle considerazioni geopolitiche e la perdurante evoluzione del panorama regolamentare, la sua narrativa di lungo termine si mantiene intatta. L’influenza materiale, sociale, culturale ed economica della Cina plasmerà la forma del mondo futuro in cui vivremo.

Il vigore dell’economia cinese dovrebbe mostrarsi persistente

Per decenni, la Cina ha rifornito il mondo di beni di consumo a buon mercato e di alta qualità. Il gigante asiatico, di per sé, ospita oltre un miliardo di consumatori impazienti di spendere denaro in articoli di moda, gadget e beni immobili. La sua emergente classe media aspira agli stessi elevati standard di vita dei mercati sviluppati. Di conseguenza, gusti e mode sono in mutamento, favorendo diete più ricche di proteine e beni di consumo.

Il breve termine, tuttavia, è adombrato da incertezze in merito all’evoluzione della pandemia. Resta ancora da vedere se e in quale misura verranno reintrodotti lockdown. In ogni eventualità, comunque, gli effetti sull’economia non saranno drasticamente negativi. La prosecuzione o addirittura l’inasprimento delle restrizioni dovrebbe generare una maggiore domanda latente. E, sommandola all’accumulo di risparmio globale risultante dai precedenti lockdown, al termine della pandemia avremo buone probabilità di osservare un forte aumento nella domanda di beni manifatturieri cinesi.

Il recente periodo di calma relativa che ha seguito le campagne di vaccinazione può darci qualche indizio su ciò che accadrà. Il settore retail del Paese, ad esempio, ha registrato un netto balzo in avanti, con una crescita delle vendite al dettaglio online del 12,1% anno su anno a giugno 2021 3.

Il Paese continua a infrangere nuove barriere

La borsa valori cinese ha raggiunto una capitalizzazione di 10 000 miliardi di USD 4. Il Paese conta oltre 850 milioni di utenti Internet (dati del primo trimestre 2021), un record a livello mondiale.5 Secondo una proiezione della Banca Mondiale, nel 2021 la Cina registrerà una crescita del PIL reale pari all’8,5%, seguita da un 5,4% nel 2022 e dal 5,3% nel 2023. Il gigante asiatico potrebbe conquistare il podio di più grande economia del mondo, superando gli Stati Uniti, già entro il 2028.6

In effetti, in un’ottica di lungo termine vi sono molte ragioni per avere aspettative rialziste nei confronti del Paese. La sua economia ha attraversato la pandemia senza particolari contraccolpi. Le sue fabbriche hanno riaperto prima di qualsiasi altro Paese, beneficiando del vantaggio del first mover. Quando la maggior parte del mondo era in lockdown, la Cina è stata in grado di fornire equipaggiamenti medici e informatici, molto richiesti soprattutto all’apice dei contagi.

L’economia del Paese, già oggi ampia e diversificata, continua il suo percorso di crescita sostenuta, alimentata da una miriade di settori e fattori. La sua nutrita classe media continua a sua volta a ingrandirsi, contribuendo positivamente ai consumi privati.