Multinazionali contro Trump per i dazi: la battaglia legale alla Corte Suprema e la richiesta di rimborsi

-

Walmart, Toyota, Costco e altri colossi globali chiedono indietro miliardi di dollari: negli Stati Uniti il caso incrocia politica, tribunali e economia

Una delle più grandi controversie commerciali americane degli ultimi anni è diventata anche una grande battaglia giudiziaria. Decine di società globali – spesso tra le più influenti del pianeta – stanno portando l’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump davanti ai tribunali americani chiedendo il rimborso dei dazi doganali pagati nel corso del 2025 e 2026, dopo che la Supreme Court of the United States ha accettato di esaminare la legittimità delle tariffe imposte sotto il International Emergency Economic Powers Act (IEEPA).

Questa vertenza non riguarda solo piccole imprese o importatori locali: nomi come Costco, Toyota, BYD, Goodyear, Alcoa e altri gruppi della Fortune Global 500 hanno già depositato ricorsi o cause contro il governo statunitense contestando che la legge di emergenza del 1977 non autorizzi il presidente a introdurre dazi su vasta scala come se fossero tasse commerciali.

Il nodo giuridico: IEEPA e i limiti del potere esecutivo

Al centro della controversia c’è l’uso della International Emergency Economic Powers Act, una legge pensata durante la Guerra Fredda per consentire al presidente di adottare misure economiche drastiche in risposta a crisi eccezionali. Nel 2025 Trump ha invocato l’IEEPA per varare un pacchetto di tariffe – soprannominato “Liberation Day tariffs” – che imponeva dazi fino al **30% o oltre su una vastissima gamma di importazioni straniere.

Critici ed esperti legali contestano che l’IEEPA non contiene alcun riferimento alle “tariffe” o all’autorità di imporre nuove tasse doganali, potere che secondo la Costituzione americana spetta al Congresso, non all’esecutivo.

La controversia ha già raccolto una serie di sentenze a catena nei tribunali federali: una sentenza della Court of International Trade ha bocciato le tariffe nel maggio 2025 ritenendo che l’amministrazione avesse oltrepassato la sua autorità; la stessa posizione è stata confermata da una corte d’appello federale, pur con la decisione sospesa in attesa della revisione finale della Corte Suprema.

Le richieste di rimborso delle aziende

Per molte imprese, la posta in gioco è enorme. Le tariffe introdotte nel 2025 hanno spinto l’aliquota media sui beni importati negli Stati Uniti al 18%, il livello più alto dagli anni ’30, con costi che in alcuni settori hanno raggiunto centinaia di miliardi di dollari.

Le società che hanno già pagato queste tariffe ora cercano rimborsi. Costco, ad esempio, si è schierata come uno dei principali promotori delle cause legali, sostenendo che l’IEEPA non conferisce legittimamente al presidente il potere di imporre tariffe. Altre aziende come Toyota e la cinese BYD avvertono che se i dazi verranno “liquidati” prima che la Corte si pronunci, perderanno il diritto al rimborso su somme potenzialmente superiori a un miliardo di dollari in pochi mesi.

Non si tratta più solo di piccoli contenziosi: secondo stime e fonti legali, le somme versate sotto la controversa autorità IEEPA potrebbero superare quota 130–150 miliardi di dollari.

Cosa dicono i principali quotidiani americani

La stampa statunitense ha seguito con attenzione il caso, inserendolo nel quadro più ampio del ruolo dei poteri esecutivi e delle relazioni tra politica e diritto commerciale.

The New York Times ha evidenziato come la disputa non sia soltanto una questione di normative doganali, ma una battaglia sui confini costituzionali tra Congresso e Casa Bianca, sottolineando lo scetticismo mostrato dalla Corte Suprema durante le udienze sulla capacità di un presidente di imporre tariffe senza l’esplicita autorizzazione legislativa.

The Wall Street Journal ha analizzato il fronte delle imprese, osservando che grandi importatori e produttori globali temono non solo l’applicazione dei dazi ma anche l’impatto sui costi di supply chain e sui prezzi al consumatore, nonché la possibile incertezza normativa che un eventuale stop ai dazi potrebbe generare sul commercio internazionale.

CBS News e altri network come CNN hanno spiegato come, indipendentemente dal verdetto della Corte Suprema, alcune tariffe potrebbero rimanere in vigore per altri motivi giuridici se l’amministrazione dovesse invocare strumenti alternativi come la Section 232 o la Section 301 del Trade Act, opzioni che però richiedono procedimenti più lunghi e strutturati.

Implicazioni economiche e geopolitiche

Se la Corte Suprema dovesse dichiarare illegittimi i dazi imposti con l’IEEPA, il governo americano potrebbe dover affrontare un’ondata di richieste di rimborso da parte delle aziende che hanno pagato le tariffe, con un impatto potenziale sulle casse federali e sulla politica commerciale degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, come sottolineano analisti e operatori, una pronuncia negativa potrebbe aumentare l’incertezza negli scambi globali, influenzando catene di approvvigionamento, investimenti esteri e mercato dei consumatori.

In questo senso, la vertenza legale americana non è solo una battaglia di principio tra imprese e governo, ma un banco di prova sulla disciplina costituzionale delle tariffe, sui limiti dei poteri esecutivi e sulla relazione tra politica commerciale e diritto internazionale. La decisione attesa nei prossimi mesi potrebbe avere ripercussioni durevoli per l’economia globale.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.