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  Premi per ascoltare l'articolo! La Coppa della Perugina negli anni venti è stata una corsa automobilistica di caratura internazionale, inventata e voluta da Giovanni Buitoni, l’allora patron dell’azienda dolciaria “La Perugina”. Oggi è un evento rievocativo, riservato ad automobili storiche prodotte sino al 1968, che si svolge in Umbria, il Cuore Verde d’Italia. Possono essere iscritte al massimo 100 automobili storiche di cui 20 con carrozzeria aperta, prodotte fino al 1930. Due le classifiche finali: una per le auto anni venti e una per le auto post anni trenta. Nelle tre giornate dell’evento si alterneranno diversi momenti di abilità, cultura e divertimento Da sempre l’obiettivo principale dell’organizzazione è quello di lasciare un piacevole ricordo nei partecipanti che sono considerati a tutti gli effetti gli “ambasciatori” della Coppa della Perugina in Italia e nel Mondo. Grazie ad un territorio particolarmente vocato e alle tante opportunità turistiche e culturali che riesce ad offrire, l’evento ogni anno riesce a progredire e a regalare momenti indimenticabili. Protagonista assoluta la Cioccolata con la sua arte e la sua energia!      La storia (1924-1927) Prima corsa di velocità in assoluto disputata in Umbria, fortemente voluta dai componenti il Consiglio di Amministrazione dell’Auto-moto-club di Perugia per poter far vivere, in primis ai perugini, le forti emozioni legate alle corse delle automobili. La gara nei suoi quattro anni di storia riesce nel suo intento soprattutto grazie alla lungimiranza manageriale di Giovanni Buitoni, il giovane rampollo della famiglia proprietaria della S.A. Perugina, che promuoverà il nome dell’Azienda che gli è stata affidata per il lancio nel mercato nazionale. Un bel tracciato sicuro e veloce, connubio vincente per i piloti dell’epoca, definito il percorso più veloce d’Europa, le curve sopraelevate, la torre direzione gara alta dodici metri, il fissaggio della polvere con i residui di raffinazione del petrolio, i collegamenti telefonici sul percorso, quelli radiofonici nel centro della città, le riprese cinematografiche, i cioccolatini prodotti dall’Azienda e distribuiti gratuitamente, le tribune mobili realizzate con le carrozze ferroviarie, il favoloso montepremi fino a 250.000lire sono gli indovinati ingredienti di quel lussuoso “pacchetto” che la città di Perugia riesce ad offrire al mondo sportivo dal 1924 al 1927. Di anno in anno sia le presenze dei piloti che del pubblico aumentano considerevolmente, portando quel giusto riconoscimento agli sforzi di una manifestazione che all’epoca offre le stesse garanzie, ed ha lo stesso successo e richiamo spettacolare della Targa Florio e del Gran Premio di Monza. La prima edizione del 1924, ospitata sui 16.700 metri di polverosa strada sulla quale già si corre il Circuito motociclistico di Perugia, prende il via accompagnata da un poderoso colpo di cannone e l’intera percorrenza dei suoi 15 giri dura esattamente 2h 46’27?3/5 il tempo che impiega il graffiante ibrido, autocostruito dal toscano Emilio Materassi utilizzando un motore di aereo Ispano Suiza ed il telaio di una Itala. Nel 1925, con l’organizzazione passata dall’ AMC all’AC di Perugia, nel quale sono confluiti gli stessi uomini, la conoscenza del percorso e l’esperienza, non sono però sufficienti a Materassi per contenere lo slancio e la foga impressa alla corsa dalla Ballot, di 4350cc e 140CV di potenza, dell’altro toscano Gastone Brilli Peri che al termine dei diciotto giri, compiuti in 2h 46’14”4/5, va a vince alla media di 106,540Km/h relegandolo in seconda posizione. L’anno successivo ai nastri di partenza, oltre ai due toscani, vincitori delle passate edizioni, si segnala la presenza di una donna, la Baronessa Antonietta Avanzo, la quale dopo aver rotto la propria Isotta nel corso delle prove, e avuta in prestito da Cesaroni la sua Mercedes, la conduce al traguardo affatto intimorita dalla presenza di tanti e poco accondiscendenti cavalieri. Al termine della bella sfida, che ha visto l’incredibile iniziale battaglia tra l’ Avanzo, Brilli Peri e Materassi, la bandiera a scacchi del direttore di gara, sventolerà per prima davanti al cofano dell’Itala di Materassi. Al richiamo motoristico del 1927, offerto ai partecipanti più ricco e smagliante degli anni precedenti, non sa resistere neanche Tazio Nuvolari che scende nella città dei baci per confrontarsi con una celeste Bugatti appena acquistata. Ancora una volta, non appena i piloti si saranno lasciati alle loro spalle i primi chilometri, è impressione comune che la vittoria non potrà sfuggire a uno dei due piloti che l’hanno già assaporata. Infatti a colpi di giri veloci e grazie alla particolare conoscenza del percorso, ancora una volta la coppia dei toscani si distacca dal gruppo degli avversari e bruciando le distanze si avvia verso il traguardo finale dove tra una nube di polvere emerge per la terza volta Emilio Materassi. Il settimo posto è del mantovano Nuvolari. Negli anni successivi la corsa potrebbe anche continuare, ma poiché l’impegno economico della fabbrica del cioccolato non sarà più supportato dalla CSACI, che ha invece preferito dirottare un solido contributo ad un’altra gara meno blasonata, il Consiglio dell’ AC di Perugia con un plateale gesto di protesta si dimette in blocco rinunciando all’organizzazione della Coppa e qualsiasi altro tipo di gara.

La Coppa della Perugina negli anni venti è stata una corsa automobilistica di caratura internazionale, inventata e voluta da Giovanni Buitoni, l’allora patron dell’azienda dolciaria “La Perugina”.

Oggi è un evento rievocativo, riservato ad automobili storiche prodotte sino al 1968, che si svolge in Umbria, il Cuore Verde d’Italia.

Possono essere iscritte al massimo 100 automobili storiche di cui 20 con carrozzeria aperta, prodotte fino al 1930.

Due le classifiche finali: una per le auto anni venti e una per le auto post anni trenta.

Nelle tre giornate dell’evento si alterneranno diversi momenti di abilità, cultura e divertimento

Da sempre l’obiettivo principale dell’organizzazione è quello di lasciare un piacevole ricordo nei partecipanti che sono considerati a tutti gli effetti gli “ambasciatori” della Coppa della Perugina in Italia e nel Mondo.

Grazie ad un territorio particolarmente vocato e alle tante opportunità turistiche e culturali che riesce ad offrire, l’evento ogni anno riesce a progredire e a regalare momenti indimenticabili.

Protagonista assoluta la Cioccolata con la sua arte e la sua energia!

 

 

 La storia (1924-1927)

Prima corsa di velocità in assoluto disputata in Umbria, fortemente voluta dai componenti il Consiglio di Amministrazione dell’Auto-moto-club di Perugia per poter far vivere, in primis ai perugini, le forti emozioni legate alle corse delle automobili.

La gara nei suoi quattro anni di storia riesce nel suo intento soprattutto grazie alla lungimiranza manageriale di Giovanni Buitoni, il giovane rampollo della famiglia proprietaria della S.A. Perugina, che promuoverà il nome dell’Azienda che gli è stata affidata per il lancio nel mercato nazionale.

Un bel tracciato sicuro e veloce, connubio vincente per i piloti dell’epoca, definito il percorso più veloce d’Europa, le curve sopraelevate, la torre direzione gara alta dodici metri, il fissaggio della polvere con i residui di raffinazione del petrolio, i collegamenti telefonici sul percorso, quelli radiofonici nel centro della città, le riprese cinematografiche, i cioccolatini prodotti dall’Azienda e distribuiti gratuitamente, le tribune mobili realizzate con le carrozze ferroviarie, il favoloso montepremi fino a 250.000lire sono gli indovinati ingredienti di quel lussuoso “pacchetto” che la città di Perugia riesce ad offrire al mondo sportivo dal 1924 al 1927.

Di anno in anno sia le presenze dei piloti che del pubblico aumentano considerevolmente, portando quel giusto riconoscimento agli sforzi di una manifestazione che all’epoca offre le stesse garanzie, ed ha lo stesso successo e richiamo spettacolare della Targa Florio e del Gran Premio di Monza.

La prima edizione del 1924, ospitata sui 16.700 metri di polverosa strada sulla quale già si corre il Circuito motociclistico di Perugia, prende il via accompagnata da un poderoso colpo di cannone e l’intera percorrenza dei suoi 15 giri dura esattamente 2h 46’27?3/5 il tempo che impiega il graffiante ibrido, autocostruito dal toscano Emilio Materassi utilizzando un motore di aereo Ispano Suiza ed il telaio di una Itala.

Nel 1925, con l’organizzazione passata dall’ AMC all’AC di Perugia, nel quale sono confluiti gli stessi uomini, la conoscenza del percorso e l’esperienza, non sono però sufficienti a Materassi per contenere lo slancio e la foga impressa alla corsa dalla Ballot, di 4350cc e 140CV di potenza, dell’altro toscano Gastone Brilli Peri che al termine dei diciotto giri, compiuti in 2h 46’14”4/5, va a vince alla media di 106,540Km/h relegandolo in seconda posizione.

L’anno successivo ai nastri di partenza, oltre ai due toscani, vincitori delle passate edizioni, si segnala la presenza di una donna, la Baronessa Antonietta Avanzo, la quale dopo aver rotto la propria Isotta nel corso delle prove, e avuta in prestito da Cesaroni la sua Mercedes, la conduce al traguardo affatto intimorita dalla presenza di tanti e poco accondiscendenti cavalieri.

Al termine della bella sfida, che ha visto l’incredibile iniziale battaglia tra l’ Avanzo, Brilli Peri e Materassi, la bandiera a scacchi del direttore di gara, sventolerà per prima davanti al cofano dell’Itala di Materassi.

Al richiamo motoristico del 1927, offerto ai partecipanti più ricco e smagliante degli anni precedenti, non sa resistere neanche Tazio Nuvolari che scende nella città dei baci per confrontarsi con una celeste Bugatti appena acquistata. Ancora una volta, non appena i piloti si saranno lasciati alle loro spalle i primi chilometri, è impressione comune che la vittoria non potrà sfuggire a uno dei due piloti che l’hanno già assaporata.

Infatti a colpi di giri veloci e grazie alla particolare conoscenza del percorso, ancora una volta la coppia dei toscani si distacca dal gruppo degli avversari e bruciando le distanze si avvia verso il traguardo finale dove tra una nube di polvere emerge per la terza volta Emilio Materassi. Il settimo posto è del mantovano Nuvolari.

Negli anni successivi la corsa potrebbe anche continuare, ma poiché l’impegno economico della fabbrica del cioccolato non sarà più supportato dalla CSACI, che ha invece preferito dirottare un solido contributo ad un’altra gara meno blasonata, il Consiglio dell’ AC di Perugia con un plateale gesto di protesta si dimette in blocco rinunciando all’organizzazione della Coppa e qualsiasi altro tipo di gara.

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