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  Premi per ascoltare l'articolo! Le performance dei fondi SRI è stata oggetto di studi estremamente approfonditi. Questi tipi di fondi tendono ad escludere titoli di settori come tabacco, alcol ecc. riducendo così luniverso di investimento. Secondo le teorie finanziarie tradizionali (Markowitz - 1952), la diversificazione riduce il rischio, il che significa che tutto ciò che limita luniverso investibile è, in teoria, negativo dal punto di vista della costruzione del portafoglio. Studi più recenti hanno evidenziato che, in pratica, tutti i gestori di fondi tradizionali applicano una qualche forma di selezione (ad esempio: capitalizzazione, liquidità, …) al fine di arrivare a una lista ristretta di titoli. Inoltre, il processo di screening ESG aggiunge informazioni rilevanti per linvestimento migliorandone il processo di selezione delle azioni Diverse analisi hanno evidenziato come questi fattori si sono comportati in pratica: nel 2015 Morgan Stanley ha confrontato oltre 10.000 fondi comuni di investimento statunitensi suddividendoli tra fondi sostenibili e tradizionali. I risultati hanno evidenziato che, negli ultimi sette anni, il 64% dei fondi azionari “sostenibili” hanno avuto, rispetto ai loro concorrenti tradizionali, rendimenti mediamente uguali o migliori con una volatilità media pari o inferiore. Carleton, sempre nel 2015, ha esaminato i fondi comuni canadesi e li ha suddivisi in SRI e mainstream. Nell’analisi non si sono trovate differenze di performance sistematiche, ma profili di rischio superiori per i fondi SRI (sula base degli indici di Sharpe e di Sortino). Gil-Bazo (et al. 2008) invece ha guardato il tema sotto un altro punto di vista: le caratteristiche delle società di gestione che gestiscono fondi SRI. Sono state rilevate performance superiori a quelle dei fondi convenzionali per le strategie gestite da società con una specializzazione SRI, mentre una sottoperformance per quelle non specialistiche. Sebbene la dimensione del campione sia stata relativamente piccola, ciò ha segnalato che è necessario un alto livello di competenza per gestire con successo i vincoli ESG. Queste analisi hanno studiato i rendimenti nel lungo periodo ma nella esperienza di BMO Global Asset Management si è rilevato anche che importanti elementi degli investimenti ESG possono avere influenza anche sulle performance di breve termine. Un fattore critico è, ad esempio, la correlazione con la “qualità”. La maggior parte dei fondi SRI hanno una preferenza per titoli di ‘qualità’ e dunque devono affrontare sfide quando sono predominanti altri stili di investimento. Il mercato post-Trump ne è stato un esempio: cè stato un passaggio verso le azioni “value” e di conseguenza le strategie di investimento orientate alla qualità (intrinseche in molti fondi ESG) hanno sottoperformato. Un altro fattore critico è quello relativo ai settori sottorappresentati, come la difesa o il tabacco, che di tanto in tanto vengono favoriti in dal mercato. Hvidkjær recentemente ha analizzato l’andamento delle sin stocks. Settori come il tabacco possono avere caratteristiche interessanti dal punto di vista degli investimenti, considerate le loro caratteristiche difensive in condizioni di mercato difficili. La partecipazione attiva o “engagement” può essere un potente strumento per spingere le logiche ESG Lapplicazione di un dialogo attivo (engagement) con le aziende può aiutare a sostenerne i rendimenti finanziari? Lipotesi è che se unazienda comunica costantemente indicando le carenze o i miglioramenti in termini di sostenibilità e governance, i gestori possono migliorare il profilo ESG del loro portafoglio, grazie al miglioramento della qualità delle aziende che possiedono. Esistono prove del fatto che la creazione di una dinamica positiva ESG può essere di supporto alla performance finanziaria. Nel 2013, MSCI ha costruito portafogli sintetici per determinare in che modo le prestazioni ESG delle aziende possono essere correlate ai rendimenti degli investimenti. Le informazioni sono state aggregate in tre modi diversi: (1) escludendo le aziende con i peggiori punteggi ESG, (2) sovrappesando le aziende con forti caratteristiche ESG, (3) sovrappesando i titoli i cui fattori ESG mostrano una dinamica positiva. I risultati ottenuti hanno dimostrato che tutte le simulazionii hanno ottenuto rendimenti positivi ma la terza ha avuto i rendimenti più significativi. Lo studio Dimson et al (2012), basato su dati di BMO Global Asset Management su un campione di societa americane nel periodo 1999-2009, mostra come un engagement di successo generi mediamente rendimenti superiori del 4,4% sull’investimento, mentre una partecipazione attiva deludente non ha alcun impatto sulle performance. Questa è unarea di ricerca nascente ma promettente. Se, come crediamo, la considerazione dei fattori ESG può supportare i rendimenti (corretti per il rischio) a lungo termine, allora è nellinteresse di tutti gli investitori e delle aziende lavorare insieme per innalzare il livello di una migliore gestione ESG. Fare progressi insieme può aiutare a sostenere le prestazioni, oltre a dare un contributo positivo agli obiettivi di sostenibilità del mondo. Vicki Bakhshi – Director, Governance and Sustainable Investment – BMO Global Asset ManagementThomas Hassl – Analyst, Governance and Sustainable Investment - BMO Global Asset Management

Le performance dei fondi SRI è stata oggetto di studi estremamente approfonditi. Questi tipi di fondi tendono ad escludere titoli di settori come tabacco, alcol ecc. riducendo così l'universo di investimento.

Secondo le teorie finanziarie tradizionali (Markowitz - 1952), la diversificazione riduce il rischio, il che significa che tutto ciò che limita l'universo investibile è, in teoria, negativo dal punto di vista della costruzione del portafoglio.

Studi più recenti hanno evidenziato che, in pratica, tutti i gestori di fondi tradizionali applicano una qualche forma di selezione (ad esempio: capitalizzazione, liquidità, …) al fine di arrivare a una lista ristretta di titoli. Inoltre, il processo di screening ESG aggiunge informazioni rilevanti per l'investimento migliorandone il processo di selezione delle azioni

Diverse analisi hanno evidenziato come questi fattori si sono comportati in pratica:

  • nel 2015 Morgan Stanley ha confrontato oltre 10.000 fondi comuni di investimento statunitensi suddividendoli tra fondi sostenibili e tradizionali. I risultati hanno evidenziato che, negli ultimi sette anni, il 64% dei fondi azionari “sostenibili” hanno avuto, rispetto ai loro concorrenti tradizionali, rendimenti mediamente uguali o migliori con una volatilità media pari o inferiore.
  • Carleton, sempre nel 2015, ha esaminato i fondi comuni canadesi e li ha suddivisi in SRI e mainstream. Nell’analisi non si sono trovate differenze di performance sistematiche, ma profili di rischio superiori per i fondi SRI (sula base degli indici di Sharpe e di Sortino).
  • Gil-Bazo (et al. 2008) invece ha guardato il tema sotto un altro punto di vista: le caratteristiche delle società di gestione che gestiscono fondi SRI. Sono state rilevate performance superiori a quelle dei fondi convenzionali per le strategie gestite da società con una specializzazione SRI, mentre una sottoperformance per quelle non specialistiche. Sebbene la dimensione del campione sia stata relativamente piccola, ciò ha segnalato che è necessario un alto livello di competenza per gestire con successo i vincoli ESG.

Queste analisi hanno studiato i rendimenti nel lungo periodo ma nella esperienza di BMO Global Asset Management si è rilevato anche che importanti elementi degli investimenti ESG possono avere influenza anche sulle performance di breve termine.

Un fattore critico è, ad esempio, la correlazione con la “qualità”. La maggior parte dei fondi SRI hanno una preferenza per titoli di ‘qualità’ e dunque devono affrontare sfide quando sono predominanti altri stili di investimento. Il mercato post-Trump ne è stato un esempio: c'è stato un passaggio verso le azioni “value” e di conseguenza le strategie di investimento orientate alla qualità (intrinseche in molti fondi ESG) hanno sottoperformato.
Un altro fattore critico è quello relativo ai settori sottorappresentati, come la difesa o il tabacco, che di tanto in tanto vengono favoriti in dal mercato.

Hvidkjær recentemente ha analizzato l’andamento delle "sin stocks". Settori come il tabacco possono avere caratteristiche interessanti dal punto di vista degli investimenti, considerate le loro caratteristiche difensive in condizioni di mercato difficili.

La partecipazione attiva o “engagement” può essere un potente strumento per spingere le logiche ESG

L'applicazione di un dialogo attivo (engagement) con le aziende può aiutare a sostenerne i rendimenti finanziari?
L'ipotesi è che se un'azienda comunica costantemente indicando le carenze o i miglioramenti in termini di sostenibilità e governance, i gestori possono migliorare il profilo ESG del loro portafoglio, grazie al miglioramento della qualità delle aziende che possiedono.

Esistono prove del fatto che la creazione di una dinamica positiva ESG può essere di supporto alla performance finanziaria. Nel 2013, MSCI ha costruito portafogli sintetici per determinare in che modo le prestazioni ESG delle aziende possono essere correlate ai rendimenti degli investimenti. Le informazioni sono state aggregate in tre modi diversi: (1) escludendo le aziende con i peggiori punteggi ESG, (2) sovrappesando le aziende con forti caratteristiche ESG, (3) sovrappesando i titoli i cui fattori ESG mostrano una dinamica positiva. I risultati ottenuti hanno dimostrato che tutte le simulazionii hanno ottenuto rendimenti positivi ma la terza ha avuto i rendimenti più significativi.

Lo studio Dimson et al (2012), basato su dati di BMO Global Asset Management su un campione di societa americane nel periodo 1999-2009, mostra come un engagement di successo generi mediamente rendimenti superiori del 4,4% sull’investimento, mentre una partecipazione attiva deludente non ha alcun impatto sulle performance.

Questa è un'area di ricerca nascente ma promettente. Se, come crediamo, la considerazione dei fattori ESG può supportare i rendimenti (corretti per il rischio) a lungo termine, allora è nell'interesse di tutti gli investitori e delle aziende lavorare insieme per innalzare il livello di una migliore gestione ESG.

Fare progressi insieme può aiutare a sostenere le prestazioni, oltre a dare un contributo positivo agli obiettivi di sostenibilità del mondo.


Vicki Bakhshi – Director, Governance and Sustainable Investment – BMO Global Asset Management
Thomas Hassl – Analyst, Governance and Sustainable Investment - BMO Global Asset Management

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