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  Premi per ascoltare l'articolo! Quest’anno, con la rapida ascesa e successiva caduta del loro valore nel corso dei mesi, criptovalute come Bitcoin ed Ethereum hanno suscitato un grande dibattito. Diversamente dalle valute tradizionali che dipendono da un sistema di banche centrali, queste monete virtuali utilizzano la crittografia in modo che gli utenti possano effettuare transazioni economiche dirette in rete in maniera decentralizzata. Nonostante la comunità degli investitori rimanga in buona parte scettica riguardo alla natura speculativa di queste nuove valute, l’architettura sottostante, la tecnologia blockchain, sta suscitando grande interesse. Si stima che gli investimenti effettuati in tecnologia blockchain ammontino a 2,1 miliardi di dollari nel 2018, cioè il doppio del 2017, e si prevede che entro il 2021 sarà raggiunta la quota di 9,2 miliardi di dollari1. Abbiamo visto diverse società blue chip investire pesantemente in questa tecnologia con la prospettiva di sviluppare una gamma molto più ampia di applicazioni, tra le quali la possibilità di fornire soluzioni a molte delle questioni ambientali, sociali e di governo societario (ESG) che le aziende affrontano quotidianamente. Che cos’è la tecnologia blockchain? Nata più di dieci anni fa nell’ambito della progettazione del Bitcoin, la tecnologia blockchain consente di archiviare e condividere le informazioni tra più parti. In altre parole, può essere definita come una tecnologia di “registro distribuito”. Un “registro” è essenzialmente un elenco che raccoglie in un unico sito un insieme di transazioni e informazioni. L’aggettivo “distribuito” indica che il registro è condiviso tra una rete di utenti anziché essere centralizzato e amministrato da un’unica autorità. La tecnologia blockchain crea elenchi crescenti di informazioni, detti “blocchi”, che, collegati l’uno all’altro in sequenza, formano il registro. Ogni blocco è collegato al precedente attraverso la crittografia, applicata in modo praticamente impossibile da decodificare, e può contenere informazioni come la località o altri fattori. Ne consegue che all’interno di ogni blocco c’è la storia completa di tutto quello che è avvenuto nei blocchi precedenti. Queste informazioni sono archiviate tramite “hashing”, una tecnica di crittografia che trasforma un dato in una stringa di caratteri alfanumerici di lunghezza predefinita. Ogni volta che un utente vuole inserire un valore o creare un nuovo blocco, la transazione proposta viene trasmessa a tutti gli altri utenti della rete che la valutano utilizzando un algoritmo complesso (“proof-of-work”) o risolvendo un puzzle matematico, verificando la validità della transazione rispetto ad un insieme predefinito di criteri che evolvono al crescere del registro. Questa procedura è necessaria perché l’aggiunta di informazioni nella blockchain è consentita a ogni utente della rete, a prescindere dalla sua affidabilità, e, pertanto, è fondamentale che ogni nuova informazione sia verificata e confermata prima di essere accettata. Il consenso degli utenti è richiesto e ottenuto a maggioranza tra tutti quelli che singolarmente confermano che la transazione è valida rispetto a un insieme di criteri predefiniti. Il blocco viene quindi creato, datato e contrassegnato da un codice identificativo univoco. Alla fine della procedura ogni utente della rete riceve una versione aggiornata del registro comprensiva dell’ultima transazione. Il sistema blockchain opera in due tipi di rete. Le reti delle criptovalute sono pubbliche per natura, cioè tutti possono unirsi alla rete e consultare il registro o usarlo per effettuare transazioni. Le reti pubbliche normalmente assicurano agli utenti (ma non alle transazioni) l’anonimato. Gli utenti della rete che sono disponibili a contribuire al processo di costruzione e verifica dei blocchi mediante il meccanismo descritto in precedenza ricevono in premio monete o gettoni, come i Bitcoin, attraverso un accordo detto “mining”. Nelle reti private, invece, vige un controllo su chi può effettuare una transazione o accedere al registro; inoltre il contributo alla definizione di una transazione non viene premiato tramite il mining, anzi, chi effettua una transazione ne deve sopportare il costo. Che tipo di problemi può risolvere sotto il profilo ESG? Le aziende stanno cercando di sfruttare questa tecnologia a beneficio dei portatori di interessi in un certo numero di settori: Tracciabilità della filiera produttivaÈ comune a molte imprese avere una catena di approvvigionamento che coinvolge centinaia di fornitori con prodotti che transitano di mano in mano prima di raggiungere il consumatore finale. Questo sistema può rappresentare un grande problema per le imprese che vogliono mantenere alte le proprie aspettative di condotta e qualità, come sicurezza, standard lavorativi e ambientali, lungo l’intera filiera.Utilizzando la tecnologia blockchain è possibile così tracciare il percorso di ogni prodotto con maggiore precisione risparmiando sui costi. Inserendo i fornitori nella rete, ogni volta che un dato prodotto cambia di mano nella filiera, la sua posizione fisica e temporale viene documentata attraverso la creazione di un blocco. Alla fine l’impresa potrà disporre di un registro in cui figura l’intera storia del prodotto, dalla produzione alla vendita.Dato l’elevato numero di fornitori, un processo centralizzato sarebbe difficile da gestire e richiederebbe l’intervento di intermediari per mettere in comunicazione le diverse parti. Con la blockchain, invece, ogni parte riceve le informazioni in maniera sincronizzata e ogni transazione è convalidata dagli altri utenti della rete. Tracciare con precisione il prodotto sin dall’origine ha un vantaggio inestimabile in termini di tempestività dei richiami o identificazione di un problema con un particolare fornitore.Recentemente il colosso alimentare Walmart ha spiegato come l’utilizzo della tecnologia blockchain gli abbia permesso di ridurre i tempi di tracciabilità dei prodotti freschi da sei giorni a due secondi. L’azienda cinese di e-commerce JD.com ha annunciato di voler avvalersi della tecnologia blockchain per monitorare la catena di approvvigionamento di carne in modo da risolvere il problema della carne di maiale proveniente da allevamenti che utilizzano farmaci illegali, una consuetudine che in Cina rappresenta una vera emergenza. Distribuzione di energie rinnovabiliAll’interno della rete elettrica è impossibile distinguere gli elettroni generati da energia rinnovabile da quelli generati dall’uso di combustibili fossili, il che rappresenta un aspetto rilevante per quei consumatori finali che vorrebbero utilizzare solo energia pulita. Per tracciare la quantità di energia pulita prodotta, le centrali di energia rinnovabile creano un sistema di certificati di lavoro scambiabili inserendo i dati sulla produzione in un foglio di lavoro che viene poi inviato al fornitore del registro. I dati vengono quindi inseriti in un sistema separato e viene emesso un certificato.La tecnologia blockchain, invece, consente ai piccoli produttori di energia di scambiare energia direttamente con i consumatori locali, anziché inserirla nella rete elettrica. Una tale iniziativa è stata lanciata sul mercato energetico locale dall’azienda britannica Centrica.Un sistema automatico riceve i dati sulla quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili, li registra, negozia il prezzo dell’energia e la invia nelle abitazioni attraverso la rete locale, registrando, al tempo stesso, i pagamenti ricevuti per l’energia acquistata. Attraverso contratti intelligenti che si eseguono automaticamente quando una serie di condizioni predefinite vengono rispettate, le transazioni possono essere effettuate e registrate nella blockchain senza l’intervento di un distributore centrale. Questo semplifica ciò che altrimenti sarebbe un sistema complesso fatto di produttori, operatori di sistemi di trasmissione, operatori di sistemi distributivi e fornitori, una molteplicità di attori e processi che si ripercuoterebbe negativamente sui costi delle transazioni. Anti riciclaggioPer le istituzioni finanziarie il processo di “know your customer” (KYC), che comporta l’adempimento di controlli sul passato dei clienti per individuare eventuali casi di frode o riciclaggio di denaro, può richiedere giorni o settimane per soddisfare i requisiti, sempre più stringenti, imposti dalle autorità regolamentari.Utilizzando la tecnologia blockchain, il monitoraggio in tempo reale sull’attività dei clienti può essere migliorato in modo sostenibile informando tutti gli interessati più tempestivamente. Data la natura condivisa del registro, una banca dati con le informazioni sulle attività attuali e passate dei clienti sarebbe accessibile per tutti gli utenti della rete e qualsiasi aggiornamento sullo stato del cliente o su eventuali transazioni fraudolente sarebbe disponibile praticamente in tempo reale.Questo sistema consentirebbe anche una migliore cooperazione tra diverse istituzioni finanziarie che potrebbero accedere alla stessa rete, dato che la crittografia può essere applicata in modo da consentire la condivisione delle sole informazioni sulle transazioni dei singoli clienti, senza rivelarne i dati riservati. Per creare un tale sistema, le istituzioni finanziare dovrebbero riflettere accuratamente su come tutelare i dati sensibili anche se, di fatto, con la giusta gestione dei dati e il controllo sugli accessi, questo problema può essere superato. In più, il rischio di non conformità dovuto a ritardi o inesattezza delle comunicazioni sarebbe ridotto. Sicurezza informaticaLa protezione dei dati sensibili non è mai stata così importante per le aziende. Grazie all’archiviazione dei dati all’interno di una rete, la blockchain e il registro distribuito eliminano le vulnerabilità legate all’archiviazione centralizzata. Senza un unico punto di entrata è più difficile per gli hacker perpetrare il furto o la manomissione di dati a fini estorsivi.Dato che l’infrastruttura della tecnologia blockchain è distribuita tra diversi utenti, non esiste un unico punto di rottura e, pertanto, se il computer di un utente diventa indisponibile, l’integrità della rete non viene alterata e questo fintanto che almeno un utente rimane connesso. Voto per delegaL’esercizio del diritto di voto da parte di un azionista è uno strumento essenziale per adempiere alle proprie responsabilità di gestione e per responsabilizzare le imprese. Ciononostante, il sistema attuale di voto per delega può risultare macchinoso e inefficiente dal momento che le istruzioni di voto sono trasmesse da una serie di intermediari non collegati tra loro. Inoltre, l’attuale sistema di voto per delega non permette facilmente la verifica e la riconciliazione dei voti espressi alle assemblee degli azionisti dato che i partecipanti alla procedura, come ad esempio subdepositari, depositari e registri delle imprese, hanno sistemi informativi diversi.Nel 2018 si è assistito per la prima volta all’utilizzo della tecnologia blockchain a un’assemblea di azionisti, con Broadridge Financial Solutions che ha fornito tale servizio all’assemblea generale degli azionisti del 2018 di Banco Santander’s. Utilizzando la blockchain un’azienda può creare e distribuire un registro per ogni assemblea generale trasformando tutti gli azionisti con diritto al voto utenti della rete. Ogni volta che viene generata un’istruzione di voto, alla blockchain si aggiunge un ulteriore blocco contenente le nuove istruzioni. Il principale vantaggio della tecnologia blockchain risiede nell’essere a prova di manomissione e il fatto di utilizzare un unico sistema di registrazione comporta che non sia necessario riconciliare database diversi. Inoltre, il tutto si traduce in un aumento della fiducia sull’integrità del voto risultante dall’assemblea. Rischi connessi alla tecnologia blockchain Nonostante i grandi benefici che possono derivare dall’impiego della tecnologia blockchain nella soluzione di molti problemi aziendali, trattandosi di una tecnologia emergente, ci sono ancora dei rischi da scongiurare prima che possa esprimere appieno tutto il suo potenziale. Elevato dispendio energetico – Data la necessità di complessi calcoli crittografici che ogni utente deve effettuare singolarmente e del requisito dell’estrazione ai fini della funzionalità del sistema, il fabbisogno energetico (energia elettrica) per il funzionamento di una rete blockchain è considerevole. Solo per fare un esempio, alcune stime indicano che l’anno scorso la rete del Bitcoin ha consumato circa 32 TWh, più del consumo energetico necessario nello stesso periodo a un paese come la Danimarca. Carenza di regolamentazione – Trattandosi di una tecnologia relativamente nuova, c’è ancora un divario regolamentare che deve essere colmato. Gli investimenti, quindi, comportano un alto tasso di rischio a causa dei costi elevati di compliance da sostenere nel caso in cui l’architettura odierna non sia in linea con il quadro normativo futuro. Mancanza di standard internazionali – Nonostante il concetto generale che definisce la rete blockchain sia stato fissato più o meno definitivamente, l’esatto funzionamento può variare considerevolmente. Ciò potrebbe comportare un isolamento delle diverse reti blockchain che si tradurrebbe nell’incapacità di metterle in comunicazione l’una con l’altra e, di conseguenza, nell’impossibilità di utilizzarle su larga scala. Inoltre, anche i costi di investimento sarebbero più elevati a causa delle difficoltà di progettazione, il che porterebbe a una situazione simile a quello che avviene oggi quando si deve creare una nuova app da utilizzare sia con Android che con iOS. Lentezza – Ogni volta che viene effettuato un cambiamento le applicazioni che utilizzano la tecnologia blockchain devono elaborare l’intera storia della rete, il che rende le transazioni più lente se paragonate ai tempi di elaborazione di un normale computer. Ad esempio, il Bitcoin gestisce sette transazioni al secondo ed Ethereum circa 13, mentre società di pagamenti come MasterCard sono in grado di elaborarne fino a 44.000 al secondo. Conformità alle leggi sulla protezione dati – Il diritto all’oblio, recentemente inserito nel Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (GDPR), pone una grande sfida a una tecnologia che, al contrario, garantisce che nulla verrà mai cancellato da una blockchain. David Sneyd - Analista, Responsible Investment - BMO Global Asset Management 

Quest’anno, con la rapida ascesa e successiva caduta del loro valore nel corso dei mesi, criptovalute come Bitcoin ed Ethereum hanno suscitato un grande dibattito. Diversamente dalle valute tradizionali che dipendono da un sistema di banche centrali, queste monete virtuali utilizzano la crittografia in modo che gli utenti possano effettuare transazioni economiche dirette in rete in maniera decentralizzata.

Nonostante la comunità degli investitori rimanga in buona parte scettica riguardo alla natura speculativa di queste nuove valute, l’architettura sottostante, la tecnologia blockchain, sta suscitando grande interesse. Si stima che gli investimenti effettuati in tecnologia blockchain ammontino a 2,1 miliardi di dollari nel 2018, cioè il doppio del 2017, e si prevede che entro il 2021 sarà raggiunta la quota di 9,2 miliardi di dollari1. Abbiamo visto diverse società blue chip investire pesantemente in questa tecnologia con la prospettiva di sviluppare una gamma molto più ampia di applicazioni, tra le quali la possibilità di fornire soluzioni a molte delle questioni ambientali, sociali e di governo societario (ESG) che le aziende affrontano quotidianamente.

Che cos’è la tecnologia blockchain?

Nata più di dieci anni fa nell’ambito della progettazione del Bitcoin, la tecnologia blockchain consente di archiviare e condividere le informazioni tra più parti.

In altre parole, può essere definita come una tecnologia di “registro distribuito”. Un “registro” è essenzialmente un elenco che raccoglie in un unico sito un insieme di transazioni e informazioni. L’aggettivo “distribuito” indica che il registro è condiviso tra una rete di utenti anziché essere centralizzato e amministrato da un’unica autorità.

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La tecnologia blockchain crea elenchi crescenti di informazioni, detti “blocchi”, che, collegati l’uno all’altro in sequenza, formano il registro. Ogni blocco è collegato al precedente attraverso la crittografia, applicata in modo praticamente impossibile da decodificare, e può contenere informazioni come la località o altri fattori. Ne consegue che all’interno di ogni blocco c’è la storia completa di tutto quello che è avvenuto nei blocchi precedenti. Queste informazioni sono archiviate tramite “hashing”, una tecnica di crittografia che trasforma un dato in una stringa di caratteri alfanumerici di lunghezza predefinita.

Ogni volta che un utente vuole inserire un valore o creare un nuovo blocco, la transazione proposta viene trasmessa a tutti gli altri utenti della rete che la valutano utilizzando un algoritmo complesso (“proof-of-work”) o risolvendo un puzzle matematico, verificando la validità della transazione rispetto ad un insieme predefinito di criteri che evolvono al crescere del registro. Questa procedura è necessaria perché l’aggiunta di informazioni nella blockchain è consentita a ogni utente della rete, a prescindere dalla sua affidabilità, e, pertanto, è fondamentale che ogni nuova informazione sia verificata e confermata prima di essere accettata. Il consenso degli utenti è richiesto e ottenuto a maggioranza tra tutti quelli che singolarmente confermano che la transazione è valida rispetto a un insieme di criteri predefiniti. Il blocco viene quindi creato, datato e contrassegnato da un codice identificativo univoco. Alla fine della procedura ogni utente della rete riceve una versione aggiornata del registro comprensiva dell’ultima transazione.

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Il sistema blockchain opera in due tipi di rete. Le reti delle criptovalute sono pubbliche per natura, cioè tutti possono unirsi alla rete e consultare il registro o usarlo per effettuare transazioni. Le reti pubbliche normalmente assicurano agli utenti (ma non alle transazioni) l’anonimato. Gli utenti della rete che sono disponibili a contribuire al processo di costruzione e verifica dei blocchi mediante il meccanismo descritto in precedenza ricevono in premio monete o gettoni, come i Bitcoin, attraverso un accordo detto “mining”.

Nelle reti private, invece, vige un controllo su chi può effettuare una transazione o accedere al registro; inoltre il contributo alla definizione di una transazione non viene premiato tramite il mining, anzi, chi effettua una transazione ne deve sopportare il costo.

Che tipo di problemi può risolvere sotto il profilo ESG?

Le aziende stanno cercando di sfruttare questa tecnologia a beneficio dei portatori di interessi in un certo numero di settori:

Tracciabilità della filiera produttiva
È comune a molte imprese avere una catena di approvvigionamento che coinvolge centinaia di fornitori con prodotti che transitano di mano in mano prima di raggiungere il consumatore finale. Questo sistema può rappresentare un grande problema per le imprese che vogliono mantenere alte le proprie aspettative di condotta e qualità, come sicurezza, standard lavorativi e ambientali, lungo l’intera filiera.
Utilizzando la tecnologia blockchain è possibile così tracciare il percorso di ogni prodotto con maggiore precisione risparmiando sui costi. Inserendo i fornitori nella rete, ogni volta che un dato prodotto cambia di mano nella filiera, la sua posizione fisica e temporale viene documentata attraverso la creazione di un blocco. Alla fine l’impresa potrà disporre di un registro in cui figura l’intera storia del prodotto, dalla produzione alla vendita.
Dato l’elevato numero di fornitori, un processo centralizzato sarebbe difficile da gestire e richiederebbe l’intervento di intermediari per mettere in comunicazione le diverse parti. Con la blockchain, invece, ogni parte riceve le informazioni in maniera sincronizzata e ogni transazione è convalidata dagli altri utenti della rete. Tracciare con precisione il prodotto sin dall’origine ha un vantaggio inestimabile in termini di tempestività dei richiami o identificazione di un problema con un particolare fornitore.
Recentemente il colosso alimentare Walmart ha spiegato come l’utilizzo della tecnologia blockchain gli abbia permesso di ridurre i tempi di tracciabilità dei prodotti freschi da sei giorni a due secondi. L’azienda cinese di e-commerce JD.com ha annunciato di voler avvalersi della tecnologia blockchain per monitorare la catena di approvvigionamento di carne in modo da risolvere il problema della carne di maiale proveniente da allevamenti che utilizzano farmaci illegali, una consuetudine che in Cina rappresenta una vera emergenza.

Distribuzione di energie rinnovabili
All’interno della rete elettrica è impossibile distinguere gli elettroni generati da energia rinnovabile da quelli generati dall’uso di combustibili fossili, il che rappresenta un aspetto rilevante per quei consumatori finali che vorrebbero utilizzare solo energia pulita. Per tracciare la quantità di energia pulita prodotta, le centrali di energia rinnovabile creano un sistema di certificati di lavoro scambiabili inserendo i dati sulla produzione in un foglio di lavoro che viene poi inviato al fornitore del registro. I dati vengono quindi inseriti in un sistema separato e viene emesso un certificato.
La tecnologia blockchain, invece, consente ai piccoli produttori di energia di scambiare energia direttamente con i consumatori locali, anziché inserirla nella rete elettrica. Una tale iniziativa è stata lanciata sul mercato energetico locale dall’azienda britannica Centrica.
Un sistema automatico riceve i dati sulla quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili, li registra, negozia il prezzo dell’energia e la invia nelle abitazioni attraverso la rete locale, registrando, al tempo stesso, i pagamenti ricevuti per l’energia acquistata. Attraverso contratti intelligenti che si eseguono automaticamente quando una serie di condizioni predefinite vengono rispettate, le transazioni possono essere effettuate e registrate nella blockchain senza l’intervento di un distributore centrale. Questo semplifica ciò che altrimenti sarebbe un sistema complesso fatto di produttori, operatori di sistemi di trasmissione, operatori di sistemi distributivi e fornitori, una molteplicità di attori e processi che si ripercuoterebbe negativamente sui costi delle transazioni.

Anti riciclaggio
Per le istituzioni finanziarie il processo di “know your customer” (KYC), che comporta l’adempimento di controlli sul passato dei clienti per individuare eventuali casi di frode o riciclaggio di denaro, può richiedere giorni o settimane per soddisfare i requisiti, sempre più stringenti, imposti dalle autorità regolamentari.
Utilizzando la tecnologia blockchain, il monitoraggio in tempo reale sull’attività dei clienti può essere migliorato in modo sostenibile informando tutti gli interessati più tempestivamente. Data la natura condivisa del registro, una banca dati con le informazioni sulle attività attuali e passate dei clienti sarebbe accessibile per tutti gli utenti della rete e qualsiasi aggiornamento sullo stato del cliente o su eventuali transazioni fraudolente sarebbe disponibile praticamente in tempo reale.
Questo sistema consentirebbe anche una migliore cooperazione tra diverse istituzioni finanziarie che potrebbero accedere alla stessa rete, dato che la crittografia può essere applicata in modo da consentire la condivisione delle sole informazioni sulle transazioni dei singoli clienti, senza rivelarne i dati riservati. Per creare un tale sistema, le istituzioni finanziare dovrebbero riflettere accuratamente su come tutelare i dati sensibili anche se, di fatto, con la giusta gestione dei dati e il controllo sugli accessi, questo problema può essere superato. In più, il rischio di non conformità dovuto a ritardi o inesattezza delle comunicazioni sarebbe ridotto.

Sicurezza informatica
La protezione dei dati sensibili non è mai stata così importante per le aziende. Grazie all’archiviazione dei dati all’interno di una rete, la blockchain e il registro distribuito eliminano le vulnerabilità legate all’archiviazione centralizzata. Senza un unico punto di entrata è più difficile per gli hacker perpetrare il furto o la manomissione di dati a fini estorsivi.
Dato che l’infrastruttura della tecnologia blockchain è distribuita tra diversi utenti, non esiste un unico punto di rottura e, pertanto, se il computer di un utente diventa indisponibile, l’integrità della rete non viene alterata e questo fintanto che almeno un utente rimane connesso.

Voto per delega
L’esercizio del diritto di voto da parte di un azionista è uno strumento essenziale per adempiere alle proprie responsabilità di gestione e per responsabilizzare le imprese. Ciononostante, il sistema attuale di voto per delega può risultare macchinoso e inefficiente dal momento che le istruzioni di voto sono trasmesse da una serie di intermediari non collegati tra loro. Inoltre, l’attuale sistema di voto per delega non permette facilmente la verifica e la riconciliazione dei voti espressi alle assemblee degli azionisti dato che i partecipanti alla procedura, come ad esempio subdepositari, depositari e registri delle imprese, hanno sistemi informativi diversi.
Nel 2018 si è assistito per la prima volta all’utilizzo della tecnologia blockchain a un’assemblea di azionisti, con Broadridge Financial Solutions che ha fornito tale servizio all’assemblea generale degli azionisti del 2018 di Banco Santander’s. Utilizzando la blockchain un’azienda può creare e distribuire un registro per ogni assemblea generale trasformando tutti gli azionisti con diritto al voto utenti della rete. Ogni volta che viene generata un’istruzione di voto, alla blockchain si aggiunge un ulteriore blocco contenente le nuove istruzioni. Il principale vantaggio della tecnologia blockchain risiede nell’essere a prova di manomissione e il fatto di utilizzare un unico sistema di registrazione comporta che non sia necessario riconciliare database diversi. Inoltre, il tutto si traduce in un aumento della fiducia sull’integrità del voto risultante dall’assemblea.

Rischi connessi alla tecnologia blockchain

Nonostante i grandi benefici che possono derivare dall’impiego della tecnologia blockchain nella soluzione di molti problemi aziendali, trattandosi di una tecnologia emergente, ci sono ancora dei rischi da scongiurare prima che possa esprimere appieno tutto il suo potenziale.

  • Elevato dispendio energetico – Data la necessità di complessi calcoli crittografici che ogni utente deve effettuare singolarmente e del requisito dell’estrazione ai fini della funzionalità del sistema, il fabbisogno energetico (energia elettrica) per il funzionamento di una rete blockchain è considerevole. Solo per fare un esempio, alcune stime indicano che l’anno scorso la rete del Bitcoin ha consumato circa 32 TWh, più del consumo energetico necessario nello stesso periodo a un paese come la Danimarca.
  • Carenza di regolamentazione – Trattandosi di una tecnologia relativamente nuova, c’è ancora un divario regolamentare che deve essere colmato. Gli investimenti, quindi, comportano un alto tasso di rischio a causa dei costi elevati di compliance da sostenere nel caso in cui l’architettura odierna non sia in linea con il quadro normativo futuro.
  • Mancanza di standard internazionali – Nonostante il concetto generale che definisce la rete blockchain sia stato fissato più o meno definitivamente, l’esatto funzionamento può variare considerevolmente. Ciò potrebbe comportare un isolamento delle diverse reti blockchain che si tradurrebbe nell’incapacità di metterle in comunicazione l’una con l’altra e, di conseguenza, nell’impossibilità di utilizzarle su larga scala. Inoltre, anche i costi di investimento sarebbero più elevati a causa delle difficoltà di progettazione, il che porterebbe a una situazione simile a quello che avviene oggi quando si deve creare una nuova app da utilizzare sia con Android che con iOS.
  • Lentezza – Ogni volta che viene effettuato un cambiamento le applicazioni che utilizzano la tecnologia blockchain devono elaborare l’intera storia della rete, il che rende le transazioni più lente se paragonate ai tempi di elaborazione di un normale computer. Ad esempio, il Bitcoin gestisce sette transazioni al secondo ed Ethereum circa 13, mentre società di pagamenti come MasterCard sono in grado di elaborarne fino a 44.000 al secondo.
  • Conformità alle leggi sulla protezione dati – Il diritto all’oblio, recentemente inserito nel Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (GDPR), pone una grande sfida a una tecnologia che, al contrario, garantisce che nulla verrà mai cancellato da una blockchain.

David Sneyd - Analista, Responsible Investment - BMO Global Asset Management 

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