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  Premi per ascoltare l'articolo! Nel marzo 2018, la Commissione Europea ha adottato un Piano di azione per la Crescita dei finanziamenti sostenibili (“il Piano”) per rispettare gli impegni dellUE nellambito dellAccordo di Parigi sul cambiamento climatico e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, tra gli altri. Il Piano punta a riorientare i flussi di capitale verso investimenti sostenibili, inserendo la sostenibilità nella gestione dei rischi, oltre a promuovere strategie a lungo termine e trasparenza. Il Piano definisce dieci azioni per la Commissione Europea, quali il chiarimento degli obblighi di legge degli investitori, la creazione di indici che misurino la sostenibilità e linclusione della sostenibilità nei servizi di consulenza finanziaria. Il Piano afferma che uno dei compiti più importanti per promuovere una finanza sostenibile è favorire la diffusione di una comprensione condivisa del concetto di sostenibilità. Lazione pertanto prevede la definizione di un sistema di classificazione UE delle attività sostenibili, la tassonomia. Nel 2018 il TEG, Gruppo di Esperti Tecnici, composto da 35 eminenti esperti del settore, ha avviato le sue attività di definizione della tassonomia. Il TEG era composto da rappresentanti della finanza, dellindustria, delle NGO ed esponenti del mondo accademico. Inoltre, il TEG ha invitato altri 160 esperti a contribuire alle proprie attività. Nel luglio 2019, lUE ha pubblicato il lavoro del TEG, comprendente: Relazione sulla tassonomia UE (che comprende una guida alluso e un insieme dettagliato di criteri) Relazione sullEU green bond standard Relazione temporanea sugli indici UE relativi al clima e sulla divulgazione ESG degli indici Questo documento si occupa della tassonomia UE. Cosè la Tassonomia? La Tassonomia è un insieme di criteri volti a determinare se unattività economica è sostenibile e cerca di fornire un metodo per individuare se una data attività contribuisce agli obiettivi di salvaguardia ambientale. Gli obiettivi di salvaguardia ambientale presi in considerazione dalla tassonomia sono: Riduzione del cambiamento climatico Adattamento al cambiamento climatico Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marittime Passaggio a uneconomia circolare, che favorisca prevenzione degli sprechi e riciclo Prevenzione e controllo dellinquinamento Protezione degli ecosistemi salubri La Commissione Europea ha proposto unestensione della Tassonomia per comprendere anche questioni sociali. Perché unattività sia idonea ai fini della tassonomia, essa deve: Contribuire in modo sostanziale a uno o più obiettivi ambientali; Non essere significativamente dannosa per altri obiettivi ambientali; Rispettare i requisiti minimi di salvaguardia sociale ; e Rispettare i criteri di screening tecnico. La tassonomia definisce soglie e standard tecnici che dovrebbero permettere di individuare se unattività soddisfa i precedenti criteri. Il primo insieme di standard, relativo alla riduzione dei cambiamenti climatici, è stato pubblicato ed è disponibile per la consultazione. Consultando tali standard, si nota che essi pongono particolare attenzione ad alcune attività al limite, per le quali si nutrono dubbi se possano essere considerate sostenibili. In generale, il TEG ha adottato un approccio che lo colloca allestremità “verde scuro” dello spettro. Ad esempio, il TEG suggerisce di escludere i produttori di energia nucleare dagli investimenti sostenibili, ma anche i produttori di energia elettrica alimentata a gas, a meno che non abbiano un livello di CO2/mWh inferiore a una soglia che la tecnologia attuale difficilmente permette. Quale sarà lapplicazione della Tassonomia UE? La bozza legislativa proposta dalla Commissione Europea individua due destinatari della Tassonomia UE: Stati Membri o istituzioni UE per possibili futuri interventi politici (ad es. futuri provvedimenti di legge, regolamenti o linee guida potrebbero contenere riferimenti alla Tassonomia). Soggetti operanti sui mercati finanziari, quali fondi pensione, società di investimento, fornitori di prodotti di investimento di tipo assicurativo, gestori di fondi in capitali di rischio, in particolare in caso di investimenti su prodotti che riguardano aspetti ambientali. Per quanto riguarda gli investitori, la Commissione ha sottolineato il fatto che la tassonomia costituisce uno strumento di utilità, non obbligatorio. Tuttavia, la Commissione ritiene che la tassonomia debba essere adottata come base di riferimento per etichette, standard e definizioni. Ad esempio, la proposta per un EU Green Bond Standard fa riferimento alla tassonomia, come pure la proposta di unetichetta ecologica UE per prodotti e servizi finanziari. I gestori patrimoniali che pubblicizzano fondi ecologicamente sostenibili dovranno fare riferimento alla tassonomia, o a un processo equivalente, per sostenere la loro affermazione. Prime impressioni sulla tassonomia Uno dei principali ostacoli alla crescita degli investimenti sostenibili è rappresentato dalla mancanza di definizioni uniformi. Poiché quasi tutti i gestori patrimoniali usano definizioni differenti per termini quali ecologicamente sostenibile, verde e impatto, è difficile per i clienti finali individuare i più credibili. Questo è particolarmente vero per investitori retail o per i sottoscrittori di fondi pensione individuali. La tassonomia offre criteri di misura oggettiva per cui tutti i fondi che sostengono di offrire benefici ambientali possono essere confrontati, facilitandone la scelta informata. La grande mole di lavoro tecnico svolta ha permesso di definire un approccio complessivo che fornisce agli investitori una fonte informativa attendibile per la verifica dei vantaggi ambientali di una data tecnologia. Tuttavia, luso della tassonomia pone alcuni problemi. La tassonomia è estremamente dettagliata: questo primo blocco di criteri occupa 300 pagine e copre 67 attività economiche, che hanno a che fare solo con il primo dei sei obiettivi ambientali. Le attuali attività divulgative delle società sul tema hanno un livello di dettaglio di gran lunga inferiore a quello richiesto per implementare in pieno la tassonomia. Le nuove linee guida sulle relazioni delle società in materia climatica contenute nella Direttiva sulle relazioni non finanziarie aiuteranno certamente le società europee quotate , ma ci sono ancora tanti sforzi da fare, poiché gli investitori devono ancora fare troppo affidamento su stime di dati fornite da terzi (il che ripropone il problema della mancanza di uniformità). La tassonomia è una definizione binaria, cioè ogni attività è compresa o esclusa. Molti hanno suggerito la necessità che il documento preveda maggiori livelli di verde, cioè un approccio che tenga conto del fatto che alcune soluzioni hanno maggiori impatti di altre, anche se questo può aumentarne la complessità. Ha suscitato perplessità il fatto che il carattere orientato al verde scuro della tassonomia porta allesclusione di attività che potrebbero contribuire positivamente alla transizione (ad esempio nel passaggio dal carbone al gas a elevata efficienza). Il giudizio sulle società dipende solo dal mix delle loro attività attuali, escludendo i loro obiettivi e strategie. Altri approcci, come quello delliniziativa Climate Action 100+, si interessano maggiormente alla gestione dei rischi implementata dalle società e alle loro strategie future.Per questo, sarebbe sbagliato considerare tale Tassonomia una soluzione unica e definitiva per la comprensione di tutti gli aspetti di sostenibilità ecologica. Tuttavia, la Commissione non ha mai sostenuto questo. Piuttosto si tratta di un utile insieme di definizioni standard di cui società e investitori possono servirsi per migliorare le proprie relazioni. Riteniamo che la Tassonomia sarà particolarmente utile per gli investimenti caratterizzati da un elevato livello di visibilità dei sottostanti progetti oggetto di finanziamento, quali green bonds e project finance. Lapplicazione a portafogli di titoli diversificati richiede prima la definizione di un approccio credibile per ridurre i limiti di divulgazione. Quali sono i prossimi passi? La relazione TEG sulla tassonomia UE è disponibile per la pubblica consultazione fino al 3 settembre 2019. Inoltre, il mandato del TEG è stato esteso fino alla fine del 2019, per dare tempo di valutare eventuali feedback sulle attività proposte per la riduzione del cambiamento climatico, sui principi e criteri di adattamento al cambiamento climatico, sullapplicabilità della tassonomia proposta e i suoi futuri sviluppi. LUE deve ancora approvare la legislazione che stabilisce gli usi facoltativi e obbligatori della tassonomia. Su questo le istituzioni Europee non hanno ancora trovato un accordo politico. Ad esempio, la Germania si è schierata contro una legislazione vincolante. Tuttavia, questo potrebbe cambiare grazie al nuovo presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, ex Ministro della Difesa tedesco, che nel proprio discorso di insediamento ha dichiarato che intende istituire una banca europea per gli investimenti sostenibili. Anche il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno posizioni variegate e proposte aggiuntive che devono essere armonizzate. Per cui non sorprende che le domande sullimplementazione della tassonomia non hanno ancora avuto risposta. Il livello di ambizione complessivo del Piano di Azione implica la necessità di innovazione e di una nuova mentalità per dare al settore degli investimenti una definitiva sterzata verso una sostenibilità globale. Le valutazioni e le considerazioni qui espresse sono basate su previsioni interne di BMO Global Asset Management e non devono essere intese come raccomandazione di investimento o proposta o sollecitazione ad acquistare o vendere gli strumenti finanziari menzionati. I fornitori e le fonti di informazioni impiegati in questo documento sono ritenuti affidabili e le informazioni, opinioni, stime e previsioni riportate possono essere oggetto di modifica in qualsiasi momento. © 2019 BMO Global Asset Management. Tutti i diritti riservati. BMO Global Asset Management e? un nome commerciale di BMO Global Asset Management Limited, societa? autorizzata e regolamentata nel Regno Unito dalla Financial Conduct Authority (FCA) e di BMO Asset Management Netherlands B.V., una societa? autorizzata e regolamentata in Olanda dalla Autoriteit Financie?le Markten (AFM) con Succursale in Italia, 20123 Milano, Via Santa Maria Valle, 3. Nina Roth – Director, Analyst, Responsible Investments - BMO Global Asset Management 

Nel marzo 2018, la Commissione Europea ha adottato un Piano di azione per la Crescita dei finanziamenti sostenibili (“il Piano”) per rispettare gli impegni dell'UE nell'ambito dell'Accordo di Parigi sul cambiamento climatico e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, tra gli altri.

Il Piano punta a riorientare i flussi di capitale verso investimenti sostenibili, inserendo la sostenibilità nella gestione dei rischi, oltre a promuovere strategie a lungo termine e trasparenza.

Il Piano definisce dieci azioni per la Commissione Europea, quali il chiarimento degli obblighi di legge degli investitori, la creazione di indici che misurino la sostenibilità e l'inclusione della sostenibilità nei servizi di consulenza finanziaria.

Il Piano afferma che uno dei compiti più importanti per promuovere una finanza sostenibile è favorire la diffusione di una comprensione condivisa del concetto di 'sostenibilità'. L'azione pertanto prevede la definizione di un "sistema di classificazione UE delle attività sostenibili", la tassonomia.

Nel 2018 il TEG, Gruppo di Esperti Tecnici, composto da 35 eminenti esperti del settore, ha avviato le sue attività di definizione della tassonomia. Il TEG era composto da rappresentanti della finanza, dell'industria, delle NGO ed esponenti del mondo accademico. Inoltre, il TEG ha invitato altri 160 esperti a contribuire alle proprie attività.

Nel luglio 2019, l'UE ha pubblicato il lavoro del TEG, comprendente:

Questo documento si occupa della tassonomia UE.

Cos'è la Tassonomia?

La Tassonomia è un insieme di criteri volti a determinare se un'attività economica è sostenibile e cerca di fornire un metodo per individuare se una data attività contribuisce agli obiettivi di salvaguardia ambientale. Gli obiettivi di salvaguardia ambientale presi in considerazione dalla tassonomia sono:

  1. Riduzione del cambiamento climatico
  2. Adattamento al cambiamento climatico
  3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marittime
  4. Passaggio a un'economia circolare, che favorisca prevenzione degli sprechi e riciclo
  5. Prevenzione e controllo dell'inquinamento
  6. Protezione degli ecosistemi salubri

La Commissione Europea ha proposto un'estensione della Tassonomia per comprendere anche questioni sociali.

Perché un'attività sia idonea ai fini della tassonomia, essa deve:

  1. Contribuire in modo sostanziale a uno o più obiettivi ambientali;
  2. Non essere significativamente dannosa per altri obiettivi ambientali;
  3. Rispettare i requisiti minimi di salvaguardia sociale ; e
  4. Rispettare i criteri di screening tecnico.

La tassonomia definisce soglie e standard tecnici che dovrebbero permettere di individuare se un'attività soddisfa i precedenti criteri.

Il primo insieme di standard, relativo alla riduzione dei cambiamenti climatici, è stato pubblicato ed è disponibile per la consultazione. Consultando tali standard, si nota che essi pongono particolare attenzione ad alcune attività al limite, per le quali si nutrono dubbi se possano essere considerate "sostenibili". In generale, il TEG ha adottato un approccio che lo colloca all'estremità “verde scuro” dello spettro. Ad esempio, il TEG suggerisce di escludere i produttori di energia nucleare dagli investimenti sostenibili, ma anche i produttori di energia elettrica alimentata a gas, a meno che non abbiano un livello di CO2/mWh inferiore a una soglia che la tecnologia attuale difficilmente permette.

Quale sarà l'applicazione della Tassonomia UE?

La bozza legislativa proposta dalla Commissione Europea individua due destinatari della Tassonomia UE:

  1. Stati Membri o istituzioni UE per possibili futuri interventi politici (ad es. futuri provvedimenti di legge, regolamenti o linee guida potrebbero contenere riferimenti alla Tassonomia).
  2. Soggetti operanti sui mercati finanziari, quali fondi pensione, società di investimento, fornitori di prodotti di investimento di tipo assicurativo, gestori di fondi in capitali di rischio, in particolare in caso di investimenti su prodotti che riguardano aspetti ambientali.

Per quanto riguarda gli investitori, la Commissione ha sottolineato il fatto che la tassonomia costituisce uno strumento di utilità, non obbligatorio. Tuttavia, la Commissione ritiene che la tassonomia debba essere adottata come base di riferimento per etichette, standard e definizioni. Ad esempio, la proposta per un EU Green Bond Standard fa riferimento alla tassonomia, come pure la proposta di un'etichetta ecologica UE per prodotti e servizi finanziari. I gestori patrimoniali che pubblicizzano fondi "ecologicamente sostenibili" dovranno fare riferimento alla tassonomia, o a un processo equivalente, per sostenere la loro affermazione.

Prime impressioni sulla tassonomia

Uno dei principali ostacoli alla crescita degli investimenti sostenibili è rappresentato dalla mancanza di definizioni uniformi. Poiché quasi tutti i gestori patrimoniali usano definizioni differenti per termini quali "ecologicamente sostenibile", "verde" e "impatto", è difficile per i clienti finali individuare i più credibili. Questo è particolarmente vero per investitori retail o per i sottoscrittori di fondi pensione individuali.

La tassonomia offre criteri di misura oggettiva per cui tutti i fondi che sostengono di offrire benefici ambientali possono essere confrontati, facilitandone la scelta informata. La grande mole di lavoro tecnico svolta ha permesso di definire un approccio complessivo che fornisce agli investitori una fonte informativa attendibile per la verifica dei vantaggi ambientali di una data tecnologia.

Tuttavia, l'uso della tassonomia pone alcuni problemi.

  1. La tassonomia è estremamente dettagliata: questo primo blocco di criteri occupa 300 pagine e copre 67 attività economiche, che hanno a che fare solo con il primo dei sei obiettivi ambientali. Le attuali attività divulgative delle società sul tema hanno un livello di dettaglio di gran lunga inferiore a quello richiesto per implementare in pieno la tassonomia. Le nuove linee guida sulle relazioni delle società in materia climatica contenute nella Direttiva sulle relazioni non finanziarie aiuteranno certamente le società europee quotate , ma ci sono ancora tanti sforzi da fare, poiché gli investitori devono ancora fare troppo affidamento su stime di dati fornite da terzi (il che ripropone il problema della mancanza di uniformità).
  2. La tassonomia è una definizione binaria, cioè ogni attività è compresa o esclusa. Molti hanno suggerito la necessità che il documento preveda maggiori 'livelli di verde', cioè un approccio che tenga conto del fatto che alcune soluzioni hanno maggiori impatti di altre, anche se questo può aumentarne la complessità. Ha suscitato perplessità il fatto che il carattere orientato al "verde scuro" della tassonomia porta all'esclusione di attività che potrebbero contribuire positivamente alla transizione (ad esempio nel passaggio dal carbone al gas a elevata efficienza).
  3. Il giudizio sulle società dipende solo dal mix delle loro attività attuali, escludendo i loro obiettivi e strategie. Altri approcci, come quello dell'iniziativa Climate Action 100+, si interessano maggiormente alla gestione dei rischi implementata dalle società e alle loro strategie future.
    Per questo, sarebbe sbagliato considerare tale Tassonomia una soluzione unica e definitiva per la comprensione di tutti gli aspetti di sostenibilità ecologica. Tuttavia, la Commissione non ha mai sostenuto questo. Piuttosto si tratta di un utile insieme di definizioni standard di cui società e investitori possono servirsi per migliorare le proprie relazioni.

Riteniamo che la Tassonomia sarà particolarmente utile per gli investimenti caratterizzati da un elevato livello di visibilità dei sottostanti progetti oggetto di finanziamento, quali green bonds e project finance. L'applicazione a portafogli di titoli diversificati richiede prima la definizione di un approccio credibile per ridurre i limiti di divulgazione.

Quali sono i prossimi passi?

La relazione TEG sulla tassonomia UE è disponibile per la pubblica consultazione fino al 3 settembre 2019. Inoltre, il mandato del TEG è stato esteso fino alla fine del 2019, per dare tempo di valutare eventuali feedback sulle attività proposte per la riduzione del cambiamento climatico, sui principi e criteri di adattamento al cambiamento climatico, sull'applicabilità della tassonomia proposta e i suoi futuri sviluppi.

L'UE deve ancora approvare la legislazione che stabilisce gli usi facoltativi e obbligatori della tassonomia. Su questo le istituzioni Europee non hanno ancora trovato un accordo politico. Ad esempio, la Germania si è schierata contro una legislazione vincolante. Tuttavia, questo potrebbe cambiare grazie al nuovo presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, ex Ministro della Difesa tedesco, che nel proprio discorso di insediamento ha dichiarato che intende istituire "una banca europea per gli investimenti sostenibili".

Anche il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno posizioni variegate e proposte aggiuntive che devono essere armonizzate.

Per cui non sorprende che le domande sull'implementazione della tassonomia non hanno ancora avuto risposta. Il livello di ambizione complessivo del Piano di Azione implica la necessità di innovazione e di una nuova mentalità per dare al settore degli investimenti una definitiva sterzata verso una sostenibilità globale.


Le valutazioni e le considerazioni qui espresse sono basate su previsioni interne di BMO Global Asset Management e non devono essere intese come raccomandazione di investimento o proposta o sollecitazione ad acquistare o vendere gli strumenti finanziari menzionati.

I fornitori e le fonti di informazioni impiegati in questo documento sono ritenuti affidabili e le informazioni, opinioni, stime e previsioni riportate possono essere oggetto di modifica in qualsiasi momento.

© 2019 BMO Global Asset Management. Tutti i diritti riservati. BMO Global Asset Management e? un nome commerciale di BMO Global Asset Management Limited, societa? autorizzata e regolamentata nel Regno Unito dalla Financial Conduct Authority (FCA) e di BMO Asset Management Netherlands B.V., una societa? autorizzata e regolamentata in Olanda dalla Autoriteit Financie?le Markten (AFM) con Succursale in Italia, 20123 Milano, Via Santa Maria Valle, 3.


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