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  Premi per ascoltare l'articolo! Su questo tema, BMO Asset Management ha adottato una nuova strategia per la sua gamma di strategie di investimento responsabili, che prevede tra l’altro il disinvestimento di società con riserve di combustibili fossili e relativa comunicazione ai suoi investitori. La transizione verso uneconomia a basse emissioni di CO2 è una delle maggiori sfide e opportunità dei nostri tempi e BMO Responsible Strategies, nel maggio 2017, ha sviluppato un nuovo, ambizioso modello di approccio per dare il suo contributo a questa sfida. Questo nuovo modello è fondato su cinque elementi chiave ritenuti essenziali per la realizzazione di una strategia globale: Disinvestimento da aziende con riserve di combustibili fossili Valutazione caso per caso delladeguatezza delle strategie sui cambiamenti climatici in alcuni settori chiave ad alta emissione, come servizi pubblici, trasporti e industrie Investimenti in società operanti nel settore dellenergia pulita e dellefficiente gestione delle risorse, in istituti che finanziano tali attività e in “obbligazioni verdi” Incoraggiare le aziende a sviluppare la pianificazione della transizione e lanalisi degli scenari per garantire che siano solidi in previsione di futuri scenari energetici Trasparenza, dove oltre a pubblicare la nostra metodologia pubblicheremo il’ tasso di emissione di CO2 per la gamma delle strategie di investimento responsabili, in linea con le indicazioni della Taskforce istituita dal Financial Stability Board. La questione chiave nello sviluppare i criteri sopra descritti è il contesto in cui si trovano i mercati emergenti. Gli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” (SDG) delle Nazioni Unite, impongono alla comunità internazionale l’obbligo di lavorare a due obiettivi strettamente correlati: salvaguardia del clima (SDG 13) e energia accessibile e pulita (SDG 7), ma il disinvestimento tout court da fonti energetiche “tradizionali” è ancora prematuro poiché un miliardo di persone non hanno ancora accesso all’energia elettrica e per 3 miliardi di persone l’utilizzo di combustibili altamente inquinanti (ad es. biomassa) è essenziale per cucinare e per riscaldarsi. Tuttavia il dibattito si sta indirizzando sempre più oltre il semplice trade-off tra cambiamento climatico e sviluppo, verso uno sviluppo a basse emissioni di CO2 come miglior modello di crescita che sia più economico, più rispettoso dell’ambiente e più praticabile nel lungo termine. In questo senso, dal 2014 la strategia di BMO Responsible Global Emerging Markets, ha eliminato tutti gli investimenti in quelle aziende che hanno riserve di combustibili fossili; Più specificamente, nel secondo rapporto annuale prodotto da BMO sulle emissioni di CO2 della strategia “Responsible Emerging Markets”, si è riscontrato che nell’ultimo anno l’intensità di carbonio registrata è rimasta invariata rispetto all’anno precedente, con 55 tonnellate di CO2 per unità di dollaro fatturato. Nello stesso periodo limpronta del benchmark è invece aumentata, il che significa che lintensità di carbonio della strategia si trova ben al di sotto del benchmark, in particolare dell85,5% rispetto a quella generata dallindice MSCI Emerging Markets. Il motivo principale per cui la strategia adottata mantiene un basso tasso di intensità di carbonio è lallocazione settoriale. Approccio tematico, l’attenzione alla sostenibilità, un forte orientamento verso il settore finanziario e quello dei beni di consumo di prima necessità sono gli elementi distintivi di questa strategia a cui vengono associate poche partecipazioni nei settori ad alta intensità energetica (industria, energia …). A titolo di esempio, Taiwan Semiconductor Manufacturing Corporation, il più grande produttore specializzato di semiconduttori al mondo, fornisce il maggior contributo positivo al tasso di intensità di CO2 della strategia Responsible Emerging Markets. Nonostante lazienda disponga di grandi impianti di produzione e rappresenti pertanto un grande consumatore di energia, essa ha adottato una serie di politiche interne per la gestione e riduzione delle sue emissioni (incluse le emissioni di PFC), per acquisto di energia rinnovabile (la società è il più grande acquirente di energia rinnovabile di Taiwan) e di interazione costante con i suoi fornitori in ottica di impatto climatico.

Su questo tema, BMO Asset Management ha adottato una nuova strategia per la sua gamma di strategie di investimento responsabili, che prevede tra l’altro il disinvestimento di società con riserve di combustibili fossili e relativa comunicazione ai suoi investitori.

La transizione verso un'economia a basse emissioni di CO2 è una delle maggiori sfide e opportunità dei nostri tempi e BMO Responsible Strategies, nel maggio 2017, ha sviluppato un nuovo, ambizioso modello di approccio per dare il suo contributo a questa sfida.

Questo nuovo modello è fondato su cinque elementi chiave ritenuti essenziali per la realizzazione di una strategia globale:

  • Disinvestimento da aziende con riserve di combustibili fossili
  • Valutazione caso per caso dell'adeguatezza delle strategie sui cambiamenti climatici in alcuni settori chiave ad alta emissione, come servizi pubblici, trasporti e industrie
  • Investimenti in società operanti nel settore dell'energia pulita e dell'efficiente gestione delle risorse, in istituti che finanziano tali attività e in “obbligazioni verdi”
  • Incoraggiare le aziende a sviluppare la pianificazione della transizione e l'analisi degli scenari per garantire che siano solidi in previsione di futuri scenari energetici
  • Trasparenza, dove oltre a pubblicare la nostra metodologia pubblicheremo il’ tasso di emissione di CO2 per la gamma delle strategie di investimento responsabili, in linea con le indicazioni della Taskforce istituita dal Financial Stability Board.

La questione chiave nello sviluppare i criteri sopra descritti è il contesto in cui si trovano i mercati emergenti. Gli “Obiettivi di sviluppo sostenibile” (SDG) delle Nazioni Unite, impongono alla comunità internazionale l’obbligo di lavorare a due obiettivi strettamente correlati: salvaguardia del clima (SDG 13) e energia accessibile e pulita (SDG 7), ma il disinvestimento tout court da fonti energetiche “tradizionali” è ancora prematuro poiché un miliardo di persone non hanno ancora accesso all’energia elettrica e per 3 miliardi di persone l’utilizzo di combustibili altamente inquinanti (ad es. biomassa) è essenziale per cucinare e per riscaldarsi.

Tuttavia il dibattito si sta indirizzando sempre più oltre il semplice trade-off tra cambiamento climatico e sviluppo, verso uno sviluppo a basse emissioni di CO2 come miglior modello di crescita che sia più economico, più rispettoso dell’ambiente e più praticabile nel lungo termine.

In questo senso, dal 2014 la strategia di BMO Responsible Global Emerging Markets, ha eliminato tutti gli investimenti in quelle aziende che hanno riserve di combustibili fossili;

Più specificamente, nel secondo rapporto annuale prodotto da BMO sulle emissioni di CO2 della strategia “Responsible Emerging Markets”, si è riscontrato che nell’ultimo anno l’intensità di carbonio registrata è rimasta invariata rispetto all’anno precedente, con 55 tonnellate di CO2 per unità di dollaro fatturato. Nello stesso periodo l'impronta del benchmark è invece aumentata, il che significa che l'intensità di carbonio della strategia si trova ben al di sotto del benchmark, in particolare dell'85,5% rispetto a quella generata dall'indice MSCI Emerging Markets.

Il motivo principale per cui la strategia adottata mantiene un basso tasso di intensità di carbonio è l'allocazione settoriale. Approccio tematico, l’attenzione alla sostenibilità, un forte orientamento verso il settore finanziario e quello dei beni di consumo di prima necessità sono gli elementi distintivi di questa strategia a cui vengono associate poche partecipazioni nei settori ad alta intensità energetica (industria, energia …).

A titolo di esempio, Taiwan Semiconductor Manufacturing Corporation, il più grande produttore specializzato di semiconduttori al mondo, fornisce il maggior contributo positivo al tasso di intensità di CO2 della strategia Responsible Emerging Markets. Nonostante l'azienda disponga di grandi impianti di produzione e rappresenti pertanto un grande consumatore di energia, essa ha adottato una serie di politiche interne per la gestione e riduzione delle sue emissioni (incluse le emissioni di PFC), per acquisto di energia rinnovabile (la società è il più grande acquirente di energia rinnovabile di Taiwan) e di interazione costante con i suoi fornitori in ottica di impatto climatico.

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