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  Premi per ascoltare l'articolo! Building Energy S.p.A., multinazionale italiana che opera come Global Integrated IPP (Independent Power Producer) nel settore delle energie rinnovabili, ha inaugurato il parco fotovoltaico di Annapolis, situato nella Contea di Anne Arundel, nel Maryland. Con i suoi 55.000 pannelli fotovoltaici e 18 MW di potenza installata su un’area di 32 ettari costituisce anche il più grande parco solare mai costruito su una discarica negli USA e uno dei più grandi al mondo. L’entrata in esercizio dell’impianto di Annapolis è stata celebrata con la cerimonia di taglio del nastro alla quale hanno partecipato Gavin Buckley, Sindaco di Annapolis, Steve Schuh, Governatore della Contea di Anne Arundel, Fabrizio Zago, CEO del Gruppo Building Energy, Andrea Braccialarghe, Managing Director North America di Building Energy e Jamie Resor, CEO di EDF Renewables Distributed Solutions. Ha preso parte all’evento anche una delegazione dell’Ambasciata Italiana rappresentata dal Vice-Ambasciatore Maurizio Greganti. L’intero progetto di sviluppo della centrale fotovoltaica si inserisce nell’ambito di una strategia di sviluppo locale ecosostenibile e nel progetto di valorizzazione energetica di un’area oramai compromessa, che non potrebbe accogliere nessun altro tipo di struttura, perché vincolata dalla gestione post-operativa della discarica. L’energia prodotta (24 GWh l’anno) sarà utilizzata dalla città di Annapolis, dalla Contea di Anne Arundel e dal Provveditorato agli studi della Contea che hanno sottoscritto un contratto di acquisto ventennale con Building Energy e che contano di avere significativi risparmi sulla bolletta elettrica. L’impianto, che sarà finanziato anche attraverso la vendita di Crediti da Energia Rinnovabile (REC), ha un valore di circa 36 milioni di dollari ed è entrato in piena operatività alla fine di giugno 2018. Grazie a questo progetto, la discarica di Annapolis, per la prima volta dalla sua chiusura avvenuta nel 1989, è diventata fonte di introiti per la città. L’impianto, oltre a portare benefici economici all’intera comunità, assicurerà una riduzione delle emissioni di CO2 a beneficio dei cittadini e dell’ambiente circostante. “Il parco fotovoltaico di Annapolis è il settimo impianto alimentato da fonti rinnovabili realizzato da Building Energy negli Stati Uniti e il più importante nel Nord America. - ha dichiarato Fabrizio Zago, CEO del Gruppo Building Energy - Produrre energia pulita non soltanto prepara a un futuro in cui saremo sempre meno dipendenti dai combustibili fossili e contribuisce a ridurre le emissioni di anidride carbonica, riducendo leffetto serra ma, in molti casi, può essere un modo intelligente ed economicamente vantaggioso per le pubbliche amministrazioni di riqualificare terreni in disuso.” Il contenuto di questo testo (come di tutta la sezione “Comunicati Stampa”) non impegna la redazione de Lamiafinanza: la responsabilità dei comunicati stampa e delle informazioni in essi contenute è esclusivamente delle aziende, enti e associazioni che li firmano e che sono chiaramente indicati nel titolo del testo.

Building Energy S.p.A., multinazionale italiana che opera come Global Integrated IPP (Independent Power Producer) nel settore delle energie rinnovabili, ha inaugurato il parco fotovoltaico di Annapolis, situato nella Contea di Anne Arundel, nel Maryland. Con i suoi 55.000 pannelli fotovoltaici e 18 MW di potenza installata su un’area di 32 ettari costituisce anche il più grande parco solare mai costruito su una discarica negli USA e uno dei più grandi al mondo.

L’entrata in esercizio dell’impianto di Annapolis è stata celebrata con la cerimonia di taglio del nastro alla quale hanno partecipato Gavin Buckley, Sindaco di Annapolis, Steve Schuh, Governatore della Contea di Anne Arundel, Fabrizio Zago, CEO del Gruppo Building Energy, Andrea Braccialarghe, Managing Director North America di Building Energy e Jamie Resor, CEO di EDF Renewables Distributed Solutions. Ha preso parte all’evento anche una delegazione dell’Ambasciata Italiana rappresentata dal Vice-Ambasciatore Maurizio Greganti.

L’intero progetto di sviluppo della centrale fotovoltaica si inserisce nell’ambito di una strategia di sviluppo locale ecosostenibile e nel progetto di valorizzazione energetica di un’area oramai compromessa, che non potrebbe accogliere nessun altro tipo di struttura, perché vincolata dalla gestione post-operativa della discarica. L’energia prodotta (24 GWh l’anno) sarà utilizzata dalla città di Annapolis, dalla Contea di Anne Arundel e dal Provveditorato agli studi della Contea che hanno sottoscritto un contratto di acquisto ventennale con Building Energy e che contano di avere significativi risparmi sulla bolletta elettrica. L’impianto, che sarà finanziato anche attraverso la vendita di Crediti da Energia Rinnovabile (REC), ha un valore di circa 36 milioni di dollari ed è entrato in piena operatività alla fine di giugno 2018. Grazie a questo progetto, la discarica di Annapolis, per la prima volta dalla sua chiusura avvenuta nel 1989, è diventata fonte di introiti per la città. L’impianto, oltre a portare benefici economici all’intera comunità, assicurerà una riduzione delle emissioni di CO2 a beneficio dei cittadini e dell’ambiente circostante.

“Il parco fotovoltaico di Annapolis è il settimo impianto alimentato da fonti rinnovabili realizzato da Building Energy negli Stati Uniti e il più importante nel Nord America. - ha dichiarato Fabrizio Zago, CEO del Gruppo Building Energy - Produrre energia pulita non soltanto prepara a un futuro in cui saremo sempre meno dipendenti dai combustibili fossili e contribuisce a ridurre le emissioni di anidride carbonica, riducendo l'effetto serra ma, in molti casi, può essere un modo intelligente ed economicamente vantaggioso per le pubbliche amministrazioni di riqualificare terreni in disuso.”


Il contenuto di questo testo (come di tutta la sezione “Comunicati Stampa”) non impegna la redazione de Lamiafinanza: la responsabilità dei comunicati stampa e delle informazioni in essi contenute è esclusivamente delle aziende, enti e associazioni che li firmano e che sono chiaramente indicati nel titolo del testo.

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