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  Premi per ascoltare l'articolo! Le organizzazioni italiane del Commercio Equo e Solidale hanno incontrato questo pomeriggio i senatori, in audizione alla 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo), per parlare della Legge sul Commercio Equo e Solidale. Un primo passo nel percorso che porta allapprovazione di una legge che si attende da molti anni e che da più parti è stata definita come centrale anche per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. I senatori, infatti, hanno rivolto delle domande sulla sostenibilità del sistema del commercio equo e sulla qualità dei prodotti. Nel 2016, il precedente disegno di legge sul Commercio Equo è stato approvato alla Camera e da lì ci si attendeva un passaggio al Senato che potesse portare a compimento liter legislativo e finalmente dar gambe alle proposte sul Commercio Equo e Solidale a livello italiano. Ma così non è stato, lapprovazione definitiva non cè stata e a causa del termine della Legislatura, le procedure di approvazione sono state rimandate ai futuri parlamentari. Non ci si è fermati, però. Nel febbraio scorso, le organizzazioni del Commercio Equo e Solidale attraverso lappello Lascio il segno sullequo, hanno indirizzato ai futuri eletti alcune richieste, tra le quali limpegno a riprendere il percorso per lapprovazione della legge e in particolare la discussione delle proposte e dei testidella stessa entro la fine del 2018. Lappuntamento di oggi al Senato è un primo e importante segnale di avvio di questo nuovo percorso, nel quale Equo Garantito, Fairtrade Italiae Associazione Botteghe del Mondo hanno condiviso priorità e principi alla base della proposta di legge e hanno fornito indicazioni su quale strada percorrere per un impegno concreto sul Commercio Equo e Solidale in Italia. “Il Commercio Equo e Solidale da oltre 50 anni, costruisce esperienze di sostenibilità ed equità nelle filiere e ha contaminato il contesto esterno al punto che oggi questi valori vengono proposti sempre di più dalle grandi imprese italiane”, sottolinea Giovanni Paganuzzi, presidente di Equo Garantito. “La ripresa dell’iter legislativo per l’approvazione di una Legge di promozione e disciplina del Commercio Equo e Solidale rappresenta un segnale della rilevanza che il commercio equo ha ormai acquisito anche nel nostro Paese, quale strumento che contribuisce allo sviluppo sostenibile offrendo migliori condizioni commerciali e garantendo i diritti dei produttori e dei lavoratori nelle aree di maggiore povertà del pianeta”, spiega Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia. E’ durata a lungo , è costata pazienza , questa legge. “La legge sul commercio equo è uno dei nostri obiettivi , essa assume simbolicamente una funzione di cerniera tra mercato globale e mondo delle economie trasformative solidali. Abbiamo bisogno di una legge a forte contenuto politico, delle norme che possano contrastare le disuguaglianze, le ingiustizie da un modello economico che non rappresenta l’uomo, l’ambiente, la cultura,” spiega Massimo Renno, presidente di Associazione Botteghe del Mondo. Il contenuto di questo testo (come di tutta la sezione “Comunicati Stampa”) non impegna la redazione de Lamiafinanza: la responsabilità dei comunicati stampa e delle informazioni in essi contenute è esclusivamente delle aziende, enti e associazioni che li firmano e che sono chiaramente indicati nel titolo del testo.

Le organizzazioni italiane del Commercio Equo e Solidale hanno incontrato questo pomeriggio i senatori, in audizione alla 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo), per parlare della Legge sul Commercio Equo e Solidale.

Un primo passo nel percorso che porta all'approvazione di una legge che si attende da molti anni e che da più parti è stata definita come centrale anche per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. I senatori, infatti, hanno rivolto delle domande sulla sostenibilità del sistema del commercio equo e sulla qualità dei prodotti.

Nel 2016, il precedente disegno di legge sul Commercio Equo è stato approvato alla Camera e da lì ci si attendeva un passaggio al Senato che potesse portare a compimento l'iter legislativo e finalmente dar gambe alle proposte sul Commercio Equo e Solidale a livello italiano.

Ma così non è stato, l'approvazione definitiva non c'è stata e a causa del termine della Legislatura, le procedure di approvazione sono state rimandate ai futuri parlamentari.

Non ci si è fermati, però. Nel febbraio scorso, le organizzazioni del Commercio Equo e Solidale attraverso l'appello "Lascio il segno sull'equo", hanno indirizzato ai futuri eletti alcune richieste, tra le quali l'impegno a riprendere il percorso per l'approvazione della legge e in particolare la discussione delle proposte e dei testidella stessa entro la fine del 2018.

L'appuntamento di oggi al Senato è un primo e importante segnale di avvio di questo nuovo percorso, nel quale Equo Garantito, Fairtrade Italiae Associazione Botteghe del Mondo hanno condiviso priorità e principi alla base della proposta di legge e hanno fornito indicazioni su quale strada percorrere per un impegno concreto sul Commercio Equo e Solidale in Italia.

“Il Commercio Equo e Solidale da oltre 50 anni, costruisce esperienze di sostenibilità ed equità nelle filiere e ha contaminato il contesto esterno al punto che oggi questi valori vengono proposti sempre di più dalle grandi imprese italiane”, sottolinea Giovanni Paganuzzi, presidente di Equo Garantito.

“La ripresa dell’iter legislativo per l’approvazione di una Legge di promozione e disciplina del Commercio Equo e Solidale rappresenta un segnale della rilevanza che il commercio equo ha ormai acquisito anche nel nostro Paese, quale strumento che contribuisce allo sviluppo sostenibile offrendo migliori condizioni commerciali e garantendo i diritti dei produttori e dei lavoratori nelle aree di maggiore povertà del pianeta”, spiega Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia. E’ durata a lungo , è costata pazienza , questa legge.

“La legge sul commercio equo è uno dei nostri obiettivi , essa assume simbolicamente una funzione di cerniera tra mercato globale e mondo delle economie trasformative solidali. Abbiamo bisogno di una legge a forte contenuto politico, delle norme che possano contrastare le disuguaglianze, le ingiustizie da un modello economico che non rappresenta l’uomo, l’ambiente, la cultura,” spiega Massimo Renno, presidente di Associazione Botteghe del Mondo.


Il contenuto di questo testo (come di tutta la sezione “Comunicati Stampa”) non impegna la redazione de Lamiafinanza: la responsabilità dei comunicati stampa e delle informazioni in essi contenute è esclusivamente delle aziende, enti e associazioni che li firmano e che sono chiaramente indicati nel titolo del testo.

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