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  Premi per ascoltare l'articolo! Il governo italiano ha lanciato un guanto di sfida alla Commissione Europea, con un budget piu espansivo di quanto inizialmente ci si aspettasse. Il risultato “moderato” che sia noi che il mercato prospettavamo non si è di fatto materializzato. Il deficit di bilancio previsto, che inizialmente si stimava tra l’1.6% ed il 2% del PIL, è stato fissato al 2.4% per i prossimi tre anni. Il ministro delle finanze Tria ha infine ceduto alle pressioni poste dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, con un deficit più ampio per finanziare manovre quali il reddito di cittadinanza, la flat tax e la riforma delle pensioni, capisaldi del programma elettorale dei due partiti. Il focus sulla spesa corrente piuttosto che su misure volte ad incrementare la capacità produttiva del Paese non aiuterà alla riduzione del deficit strutturale e del debito. Ciò è in contrasto con i commenti e le rassicurazioni date dal ministro Tria sia agli investitori che alla stessa Commissione Europea nelle ultime settimane. Ancora piu incerta a fronte del budget diventerà la traiettoria e sostenibilità del debito sovrano, che al momento si basa sul materializzarsi di uno scenario macroeconomico molto ottimista. La sensibilità del debito al PIL rimane estremamente elevata, e potrebbero bastare sorprese negative anche minime per portare di nuovo il rapporto deficit-PIL a crescere dopo la recente stabilizzazione. La reazione immediata dei mercati è stata comprensibilmente negativa per tutti gli assets italiani. L’Italia è ora in dirittura di scontro con Brusselles, con la Commissione Europea che con molta probabilità criticherà il piano economico approvato dal governo. Si attendono inoltre nelle prossime settimane le opinioni di Moody’s ed S&P sul rating sovrano. Un downgrade da parte di entrambe è probabile a questo punto, potenzialmente accompagnato da un outlook negativo. Nei prossimi giorni il mercato dei BTP rimarrà volatile, e sarà influenzato non poco dai commenti ed annunci che emergeranno dalle negoziazioni con la Commissione Europea. Lo spread BTP-Bund rimarrà pertanto sotto pressione. In questo contesto, il mercato del credito è meglio posizionato per navigare la volatilità che ci aspetta, anche nel caso di un downgrade di un notch da parte delle società di rating. Per quanto il credito corporate italiano non sarà certo immune alle sorti del BTP, la correlazione tra il mercato governativo e quello del credito sono scese nelle ultime settimane. Gli spread creditizi hanno in effetti reagito in maniera piuttosto ordinata all’annuncio del budget, senza segnali di panico evidenti. Ai livelli attuali, gli spread investment grade europei hanno già scontato buona parte delle sorprese che abbiamo avuto dal budget. Offriranno un cuscinetto importante a supporto dei total returns nei mesi incerti e volatili che ancora ci attendono. Andrea Iannelli - Investment Director obbligazionario - Fidelity International

Il governo italiano ha lanciato un guanto di sfida alla Commissione Europea, con un budget piu espansivo di quanto inizialmente ci si aspettasse.

Il risultato “moderato” che sia noi che il mercato prospettavamo non si è di fatto materializzato. Il deficit di bilancio previsto, che inizialmente si stimava tra l’1.6% ed il 2% del PIL, è stato fissato al 2.4% per i prossimi tre anni. Il ministro delle finanze Tria ha infine ceduto alle pressioni poste dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, con un deficit più ampio per finanziare manovre quali il reddito di cittadinanza, la flat tax e la riforma delle pensioni, capisaldi del programma elettorale dei due partiti.

Il focus sulla spesa corrente piuttosto che su misure volte ad incrementare la capacità produttiva del Paese non aiuterà alla riduzione del deficit strutturale e del debito. Ciò è in contrasto con i commenti e le rassicurazioni date dal ministro Tria sia agli investitori che alla stessa Commissione Europea nelle ultime settimane. Ancora piu incerta a fronte del budget diventerà la traiettoria e sostenibilità del debito sovrano, che al momento si basa sul materializzarsi di uno scenario macroeconomico molto ottimista. La sensibilità del debito al PIL rimane estremamente elevata, e potrebbero bastare sorprese negative anche minime per portare di nuovo il rapporto deficit-PIL a crescere dopo la recente stabilizzazione.

La reazione immediata dei mercati è stata comprensibilmente negativa per tutti gli assets italiani. L’Italia è ora in dirittura di scontro con Brusselles, con la Commissione Europea che con molta probabilità criticherà il piano economico approvato dal governo. Si attendono inoltre nelle prossime settimane le opinioni di Moody’s ed S&P sul rating sovrano. Un downgrade da parte di entrambe è probabile a questo punto, potenzialmente accompagnato da un outlook negativo.

Nei prossimi giorni il mercato dei BTP rimarrà volatile, e sarà influenzato non poco dai commenti ed annunci che emergeranno dalle negoziazioni con la Commissione Europea. Lo spread BTP-Bund rimarrà pertanto sotto pressione.

In questo contesto, il mercato del credito è meglio posizionato per navigare la volatilità che ci aspetta, anche nel caso di un downgrade di un notch da parte delle società di rating. Per quanto il credito corporate italiano non sarà certo immune alle sorti del BTP, la correlazione tra il mercato governativo e quello del credito sono scese nelle ultime settimane. Gli spread creditizi hanno in effetti reagito in maniera piuttosto ordinata all’annuncio del budget, senza segnali di panico evidenti. Ai livelli attuali, gli spread investment grade europei hanno già scontato buona parte delle sorprese che abbiamo avuto dal budget. Offriranno un cuscinetto importante a supporto dei total returns nei mesi incerti e volatili che ancora ci attendono.


Andrea Iannelli - Investment Director obbligazionario - Fidelity International

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