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  Premi per ascoltare l'articolo! Jair Bolsonaro ha vinto facilmente il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Brasile, con un margine del 55% contro il 45% ottenuto dal candidato del Partito dei Lavoratori Fernando Haddad. Il risultato era stato largamente previsto, con i sondaggi che suggerivano un grosso margine di vittoria per Bolsonaro nelle ultime tre settimane. Queste elezioni sono state senza dubbio le più controverse nella storia del Brasile democratico e hanno dimostrato la profonda polarizzazione della politica interna negli ultimi mesi. Con uno sviluppo del fenomeno riscontrabile in molti altri Paesi nel mondo, queste elezioni hanno confermato il drammatico declino dell’establishment politico brasiliano, con i partiti tradizionali quali il Partito del Movimento Democratico brasiliano, il Partito della Social Democrazia brasiliana e il Partito dei Lavoratori in grosse difficoltà a raggiungere la popolazione. Gli asset rischiosi in Brasile hanno goduto di un forte rialzo negli ultimi due mesi in quanto i mercati erano sicuramente più favorevoli ad una vittoria di Bolsonaro che ad un ritorno al potere del Partito dei Lavoratori, il che è comprensibile dati i recenti avvenimenti con la Presidente Dilma, l’eccessivo allentamento fiscale e il diffondersi dello scandalo sulla corruzione Lava Jato. Il discorso post-vittoria di Bolsonaro è stato un segnale positivo per i mercati, in quanto il neo-eletto Presidente ha fatto riferimento ad un’agenda che prevede di unire il Paese, combattere la corruzione e concentrarsi sulla tanto agognata riforma fiscale. Questi segnali sono interpretati come incoraggianti e il recente rialzo degli asset rischiosi in Brasile probabilmente continuerà nel breve periodo, in quanto Bolsonaro godrà di una breve luna di miele all’inizio del suo mandato. I prossimi indicatori strategici da tenere d’occhio nella politica del Brasile saranno le nomine dei vari Ministri, in particolare il Presidente della Camera, e chi ricoprirà la carica di nuovo Governatore della Banca Centrale brasiliana, nel caso in cui quello attuale non dovesse essere ri-confermato. L’attuale Presidente della Camera, Rodrigo Maia, è uno dei pochi candidati per quel ruolo che potrebbe riunire tutti i partiti a votare la riforma finanziaria. Anche la dirigenza delle maggiori compagnie statali quali Petrobras e Electrobras saranno importanti da monitorare, così come l’intenzione di Bolsonaro di privatizzare i beni statali. Prevediamo che nel lungo termine i fondamentali del Paese saranno messi sotto pressione e rimaniamo preoccupati per la traiettoria dei bilanci fiscali. Non crediamo nella possibilità di riforme fiscali sostanziali, specialmente per pensioni, previdenza sociale e riforma delle tasse, che è invece quello di cui il Brasile necessita per tenere sotto controllo ulteriori downgrade nel rating dalle agenzie di credito nel 2019. Temiamo che le controversie e le divisioni sull’agenda politica di Bolsonaro, oltre all’alta percentuale di dissenso, gli impediranno di far passare i disegni di legge in Congresso. Ci aspettiamo che il Brasile mantenga il suo livello di crescita inferiore rispetto alle sue possibilità e che l’inflazione si alzi nel 2019, cosa che spingerà la Banca Centrale ad aumentare i tassi. Paul Greer - Gestore di FF Emerging Market Debt Fund - Fidelity International

Jair Bolsonaro ha vinto facilmente il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Brasile, con un margine del 55% contro il 45% ottenuto dal candidato del Partito dei Lavoratori Fernando Haddad. Il risultato era stato largamente previsto, con i sondaggi che suggerivano un grosso margine di vittoria per Bolsonaro nelle ultime tre settimane.

Queste elezioni sono state senza dubbio le più controverse nella storia del Brasile democratico e hanno dimostrato la profonda polarizzazione della politica interna negli ultimi mesi. Con uno sviluppo del fenomeno riscontrabile in molti altri Paesi nel mondo, queste elezioni hanno confermato il drammatico declino dell’establishment politico brasiliano, con i partiti tradizionali quali il Partito del Movimento Democratico brasiliano, il Partito della Social Democrazia brasiliana e il Partito dei Lavoratori in grosse difficoltà a raggiungere la popolazione.

Gli asset rischiosi in Brasile hanno goduto di un forte rialzo negli ultimi due mesi in quanto i mercati erano sicuramente più favorevoli ad una vittoria di Bolsonaro che ad un ritorno al potere del Partito dei Lavoratori, il che è comprensibile dati i recenti avvenimenti con la Presidente Dilma, l’eccessivo allentamento fiscale e il diffondersi dello scandalo sulla corruzione Lava Jato.

Il discorso post-vittoria di Bolsonaro è stato un segnale positivo per i mercati, in quanto il neo-eletto Presidente ha fatto riferimento ad un’agenda che prevede di unire il Paese, combattere la corruzione e concentrarsi sulla tanto agognata riforma fiscale. Questi segnali sono interpretati come incoraggianti e il recente rialzo degli asset rischiosi in Brasile probabilmente continuerà nel breve periodo, in quanto Bolsonaro godrà di una breve luna di miele all’inizio del suo mandato.

I prossimi indicatori strategici da tenere d’occhio nella politica del Brasile saranno le nomine dei vari Ministri, in particolare il Presidente della Camera, e chi ricoprirà la carica di nuovo Governatore della Banca Centrale brasiliana, nel caso in cui quello attuale non dovesse essere ri-confermato. L’attuale Presidente della Camera, Rodrigo Maia, è uno dei pochi candidati per quel ruolo che potrebbe riunire tutti i partiti a votare la riforma finanziaria. Anche la dirigenza delle maggiori compagnie statali quali Petrobras e Electrobras saranno importanti da monitorare, così come l’intenzione di Bolsonaro di privatizzare i beni statali.

Prevediamo che nel lungo termine i fondamentali del Paese saranno messi sotto pressione e rimaniamo preoccupati per la traiettoria dei bilanci fiscali. Non crediamo nella possibilità di riforme fiscali sostanziali, specialmente per pensioni, previdenza sociale e riforma delle tasse, che è invece quello di cui il Brasile necessita per tenere sotto controllo ulteriori downgrade nel rating dalle agenzie di credito nel 2019. Temiamo che le controversie e le divisioni sull’agenda politica di Bolsonaro, oltre all’alta percentuale di dissenso, gli impediranno di far passare i disegni di legge in Congresso.

Ci aspettiamo che il Brasile mantenga il suo livello di crescita inferiore rispetto alle sue possibilità e che l’inflazione si alzi nel 2019, cosa che spingerà la Banca Centrale ad aumentare i tassi.


Paul Greer - Gestore di FF Emerging Market Debt Fund - Fidelity International

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