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  Premi per ascoltare l'articolo! Secondo uno studio dell’Agenzia europea per l’ambiente, si potrebbero tagliare centinaia di milioni di tonnellate di Co2 equivalente all’anno Un taglio di centinaia di milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente ogni anno: potrebbe essere il primo, più vistoso risultato di una svolta dell’Europa verso un modello di economia circolare. A fare i conti è l’Agenzia europea per l’ambiente, che ha recentemente pubblicato il suo rapporto Circular economy in Europe - Developing the knowledge base. L’economia circolare, ricorda il rapporto, punta a sostituire l’approccio delleconomia lineare take-make-consume-dispose (prendi-produci-consuma-butta), con un modello basato sul riciclo e sul rinnovo delle risorse, e a ridurre dunque il consumo di materie prime e di energia. Eco-design, sharing economy, riutilizzo, riparazione e riciclo dei prodotti e dei materiali sono le strategie fondamentali dell’economia circolare. Secondo il rapporto, con il riciclo dei rifiuti urbani e da imballaggio e con la riduzione dei rifiuti smaltiti in discarica il taglio delle emissioni di gas serra potrebbe arrivare fino a circa 424-617 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente entro il 2030. Altri tagli delle emissioni, per circa 100-200 milioni di tonnellate l’anno, potrebbero venire dall’adozione di misure di maggiore efficienza nelluso delle risorse nei settori alimentare, della fabbricazione di metalli e dellospitalità. Leconomia circolare consentirebbe inoltre importanti risparmi economici a diversi settori industriali. Nell’industria che produce in Europa beni durevoli complessi, potrebbe portare a un risparmio sul costo delle materie prime di 340-630 miliardi di dollari. Altri benefici si avrebbero nella creazione di posti di lavoro. L’Europa inoltre sarebbe meno esposta ai rischi connessi con l’approvvigionamento di risorse naturali. Ogni anno, calcola lo studio, nell’Unione europea vengono estratte 11,5 tonnellate di materie prime per ciascun abitante, mentre altre tre tonnellate pro capite vengono importate. Quanto ai rifiuti, ogni anno, per ciascun europeo 2,2 tonnellate sono inviate alle discariche e 0,3 tonnellate agli inceneritori. Ed è proprio su questi grandi numeri che si gioca la sfida della circular economy.

Secondo uno studio dell’Agenzia europea per l’ambiente, si potrebbero tagliare centinaia di milioni di tonnellate di Co2 equivalente all’anno

Un taglio di centinaia di milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente ogni anno: potrebbe essere il primo, più vistoso risultato di una svolta dell’Europa verso un modello di economia circolare. A fare i conti è l’Agenzia europea per l’ambiente, che ha recentemente pubblicato il suo rapporto Circular economy in Europe - Developing the knowledge base.

L’economia circolare, ricorda il rapporto, punta a sostituire l’approccio dell'economia lineare take-make-consume-dispose (prendi-produci-consuma-butta), con un modello basato sul riciclo e sul rinnovo delle risorse, e a ridurre dunque il consumo di materie prime e di energia. Eco-design, sharing economy, riutilizzo, riparazione e riciclo dei prodotti e dei materiali sono le strategie fondamentali dell’economia circolare.

Secondo il rapporto, con il riciclo dei rifiuti urbani e da imballaggio e con la riduzione dei rifiuti smaltiti in discarica il taglio delle emissioni di gas serra potrebbe arrivare fino a circa 424-617 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente entro il 2030.

Altri tagli delle emissioni, per circa 100-200 milioni di tonnellate l’anno, potrebbero venire dall’adozione di misure di maggiore efficienza nell'uso delle risorse nei settori alimentare, della fabbricazione di metalli e dell'ospitalità.

L'economia circolare consentirebbe inoltre importanti risparmi economici a diversi settori industriali. Nell’industria che produce in Europa beni durevoli complessi, potrebbe portare a un risparmio sul costo delle materie prime di 340-630 miliardi di dollari. Altri benefici si avrebbero nella creazione di posti di lavoro. L’Europa inoltre sarebbe meno esposta ai rischi connessi con l’approvvigionamento di risorse naturali.

Ogni anno, calcola lo studio, nell’Unione europea vengono estratte 11,5 tonnellate di materie prime per ciascun abitante, mentre altre tre tonnellate pro capite vengono importate.

Quanto ai rifiuti, ogni anno, per ciascun europeo 2,2 tonnellate sono inviate alle discariche e 0,3 tonnellate agli inceneritori. Ed è proprio su questi grandi numeri che si gioca la sfida della circular economy.

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