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  Premi per ascoltare l'articolo! In un contesto in cui i soci di minoranza assumono un ruolo sempre più rilevante – come dimostra il caso Telecom – Degroof Petercam Asset Management (DPAM) conferma la propria vocazione di investitore con approccio ESG e fa il punto sulla sua attività di voto nelle assemblee delle 507 società quotate a cui ha partecipato nel 2017, fornendo istruzioni di voto su 8.000 delibere a livello globale. In Italia DPAM ha espresso il proprio parere sui modelli di governance di 23 società, a larga (oltre 10 miliardi di euro), media (tra 2 e 10 miliardi di euro) e piccola (sotto i 2 miliardi di euro) capitalizzazione, attive principalmente nel settore finanziario e dei servizi di pubblica utilità (Unicredit, Generali, Telecom ed Enel, per citarne alcune). La regolamentazione in materia di responsabilità degli azionisti ha subito una notevole evoluzione. Essa obbliga gli investitori a far sentire la propria voce e a partecipare in misura crescente a una sana governance delle società in cui investono. Ciò è anche incluso nel secondo dei sei Principi per lInvestimento Responsabile promossi dalle Nazioni Unite: assumersi la propria responsabilità come azionisti di lungo termine e promuovere investimenti ESG sulla base di tale ruolo. DPAM ha sottoscritto questi principi già nel 2011 e nel 2017 ha avuto conferma del proprio impegno di investitore responsabile con l’ottenimento del rating A+, il più alto di tutti, per il loro rispetto e promozione. “Il dialogo costruttivo è la chiave del nostro approccio, poiché ci impegniamo sistematicamente a comunicare con le aziende quotate su diverse tematiche, quali la trasparenza dellinformazione, lindipendenza del consiglio di amministrazione, il principio ‘unazione, un voto, un dividendo’, la trasparenza della relazione sulla remunerazione delle funzioni esecutive e infine la disapprovazione verso misure anti-scalata”, commenta Ophélie Mortier, Responsabile degli Investimenti Responsabili di Degroof Petercam AM. La cultura aziendale si sta evolvendo rapidamente e agli azionisti viene chiesto sempre più spesso di esprimere il proprio parere sugli orientamenti aziendali e sulla capacità delle imprese di evitare i rischi. Per quanto riguarda il comportamento delle imprese, assistiamo a un crescente interesse per le questioni ambientali e sociali, come il cambiamento climatico e la gestione del capitale umano. Anche la prevenzione dei rischi è fondamentale, in particolare a seguito di vari scandali come le pratiche di vendita aggressive, la scarsa protezione dei dati personali o la corruzione. Alla luce di questo contesto, un consiglio di amministrazione diversificato ed equilibrato è diventato un elemento imprescindibile. “Limpegno degli azionisti, che sia sotto forma di dialogo costruttivo e strutturato, di voto in assemblea e/o semplice comunicazione con le società, è uno strumento di gestione a sé stante. Esso deve essere pienamente accolto dagli investitori che cercano di valutare meglio i rischi complessivi e di sostenere determinati valori e pratiche migliori, contribuendo in tal modo a rendere le società più sostenibili. Si tratta quindi di un processo a lungo termine che, a causa delleffetto valanga e a condizione che sia ben strutturato, crea valore aggiunto per le imprese, migliorandone i risultati così come la redditività degli investimenti nel lungo termine”, ha commentato Alessandro Fonzi, CFA, Country Head Italy e Deputy Head Institutional Sales International Degroof Petercam AM.

In un contesto in cui i soci di minoranza assumono un ruolo sempre più rilevante – come dimostra il caso Telecom – Degroof Petercam Asset Management (DPAM) conferma la propria vocazione di investitore con approccio ESG e fa il punto sulla sua attività di voto nelle assemblee delle 507 società quotate a cui ha partecipato nel 2017, fornendo istruzioni di voto su 8.000 delibere a livello globale.

In Italia DPAM ha espresso il proprio parere sui modelli di governance di 23 società, a larga (oltre 10 miliardi di euro), media (tra 2 e 10 miliardi di euro) e piccola (sotto i 2 miliardi di euro) capitalizzazione, attive principalmente nel settore finanziario e dei servizi di pubblica utilità (Unicredit, Generali, Telecom ed Enel, per citarne alcune).

La regolamentazione in materia di responsabilità degli azionisti ha subito una notevole evoluzione. Essa obbliga gli investitori a far sentire la propria voce e a partecipare in misura crescente a una sana governance delle società in cui investono. Ciò è anche incluso nel secondo dei sei Principi per l'Investimento Responsabile promossi dalle Nazioni Unite: assumersi la propria responsabilità come azionisti di lungo termine e promuovere investimenti ESG sulla base di tale ruolo. DPAM ha sottoscritto questi principi già nel 2011 e nel 2017 ha avuto conferma del proprio impegno di investitore responsabile con l’ottenimento del rating A+, il più alto di tutti, per il loro rispetto e promozione.

“Il dialogo costruttivo è la chiave del nostro approccio, poiché ci impegniamo sistematicamente a comunicare con le aziende quotate su diverse tematiche, quali la trasparenza dell'informazione, l'indipendenza del consiglio di amministrazione, il principio ‘un'azione, un voto, un dividendo’, la trasparenza della relazione sulla remunerazione delle funzioni esecutive e infine la disapprovazione verso misure anti-scalata”, commenta Ophélie Mortier, Responsabile degli Investimenti Responsabili di Degroof Petercam AM.

La cultura aziendale si sta evolvendo rapidamente e agli azionisti viene chiesto sempre più spesso di esprimere il proprio parere sugli orientamenti aziendali e sulla capacità delle imprese di evitare i rischi. Per quanto riguarda il comportamento delle imprese, assistiamo a un crescente interesse per le questioni ambientali e sociali, come il cambiamento climatico e la gestione del capitale umano. Anche la prevenzione dei rischi è fondamentale, in particolare a seguito di vari scandali come le pratiche di vendita aggressive, la scarsa protezione dei dati personali o la corruzione. Alla luce di questo contesto, un consiglio di amministrazione diversificato ed equilibrato è diventato un elemento imprescindibile.

“L'impegno degli azionisti, che sia sotto forma di dialogo costruttivo e strutturato, di voto in assemblea e/o semplice comunicazione con le società, è uno strumento di gestione a sé stante. Esso deve essere pienamente accolto dagli investitori che cercano di valutare meglio i rischi complessivi e di sostenere determinati valori e pratiche migliori, contribuendo in tal modo a rendere le società più sostenibili. Si tratta quindi di un processo a lungo termine che, a causa dell'effetto valanga e a condizione che sia ben strutturato, crea valore aggiunto per le imprese, migliorandone i risultati così come la redditività degli investimenti nel lungo termine”, ha commentato Alessandro Fonzi, CFA, Country Head Italy e Deputy Head Institutional Sales International Degroof Petercam AM.

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