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  Premi per ascoltare l'articolo! Attraverso l’aggregazione di progetti di medie dimensioni, i più diffusi in Italia, sarà possibile sfruttare le economie di scala e rendere l’investimento più appetibile Iris Fund, la Sicav di Arc Asset Management, dopo l’esperienza con il lancio di True Energy Wind, ha messo sul mercato Sunrise, il comparto di private equity di diritto lussemburghese dedicato al settore fotovoltaico. A caratterizzare il fondo sarà il modo in cui opererà, particolarmente adatto alla realtà italiana: Sunrise infatti aggregherà i progetti di media taglia (un MegaWatt), i più diffusi nel nostro paese, fino a raggiungere una potenza pari a 100Mw, ritenuta la massa critica ottimale per generare ritorni economici interessanti. Il fondo selezionerà sul mercato italiano l’ampia offerta di impianti fotovoltaici con una dimensione inferiore a un Mw, che possono essere acquisiti a costi convenienti anche per via delle difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese proprietarie. La struttura finanziaria del fondo si basa su azioni A, riservate a investitori istituzionali, su azioni B riservate a investitori che apportano nel fondo il proprio impianto, sull’emissione di minibond destinati a investitori istituzionali di media e grande dimensione, e su un bond internazionale per grandi investitori istituzionali italiani ed esteri. Complessivamente gli investimenti, sia in equity che in debito, saranno di circa 250 milioni di euro.

Attraverso l’aggregazione di progetti di medie dimensioni, i più diffusi in Italia, sarà possibile sfruttare le economie di scala e rendere l’investimento più appetibile

Iris Fund, la Sicav di Arc Asset Management, dopo l’esperienza con il lancio di True Energy Wind, ha messo sul mercato Sunrise, il comparto di private equity di diritto lussemburghese dedicato al settore fotovoltaico.

A caratterizzare il fondo sarà il modo in cui opererà, particolarmente adatto alla realtà italiana: Sunrise infatti aggregherà i progetti di media taglia (un MegaWatt), i più diffusi nel nostro paese, fino a raggiungere una potenza pari a 100Mw, ritenuta la massa critica ottimale per generare ritorni economici interessanti.

Il fondo selezionerà sul mercato italiano l’ampia offerta di impianti fotovoltaici con una dimensione inferiore a un Mw, che possono essere acquisiti a costi convenienti anche per via delle difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese proprietarie.

La struttura finanziaria del fondo si basa su azioni A, riservate a investitori istituzionali, su azioni B riservate a investitori che apportano nel fondo il proprio impianto, sull’emissione di minibond destinati a investitori istituzionali di media e grande dimensione, e su un bond internazionale per grandi investitori istituzionali italiani ed esteri. Complessivamente gli investimenti, sia in equity che in debito, saranno di circa 250 milioni di euro.

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