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  Premi per ascoltare l'articolo! Con l’avvicinarsi della Conferenza di Parigi il prossimo 30 novembre, 78 amministratori delegati invitano a introdurre un costo per chi inquina Con l’avvicinarsi della XXI Conferenza delle Parti (la Cop 21) per la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a Parigi dal prossimo 30 novembre (fino all’11 dicembre), gli amministratori delegati di 78 grandi multinazionali di 150 paesi hanno firmato un documento in cui chiedono ai leader mondiali, che tra poco si incontreranno di fare il massimo sforzo per raggiungere un accordo ambizioso sul clima che creerà posti di lavoro e alimenterà la crescita in tutto il mondo. La coalizione, promossa dal World Economic Forum, raduna imprese attive nei settori più diversi: banche, imprese manifatturiere, costruzioni e compagnie energetiche. Si va da Akzo Nobel e Unilever a Ikea, da Microsoft a Nestlé, da Pepsi a Toshiba fino ad Allianz e Ubs. Per l’Italia presente solo Enel con Francesco Starace. Nella lettera, le imprese invitano i leader politici a includere forme di carbon pricing, secondo il principio chi inquina paga.Secondo i firmatari del documento, il meccanismo, che dovrebbe prevedere il pagamento di un corrispettivo in cambio del diritto di emettere una tonnellata equivalente di Co2 in atmosfera, potrebbe assumere varie forme, purché il ricavato vada a finanziare gli investimenti nelle tecnologie sostenibili e nelle energie rinnovabili. I 78 rappresentanti delle grandi aziende mondiali, che vantano complessivamente un fatturato di 2,1 miliardi di dollari, chiedono anche la fine della deforestazione, maggiore trasparenza nelle pratiche delle aziende inquinanti, e nuovi strumenti finanziari, come i green bond, riservati alleconomia verde. L’appello delle multinazionali per un accordo in grado di ridurre le emissioni inquinanti e i consumi energetici in modo sostanziale è stato accolto favorevolmente da Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici dal 2010.

Con l’avvicinarsi della Conferenza di Parigi il prossimo 30 novembre, 78 amministratori delegati invitano a introdurre un costo per chi inquina


Con l’avvicinarsi della XXI Conferenza delle Parti (la Cop 21) per la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si terrà a Parigi dal prossimo 30 novembre (fino all’11 dicembre), gli amministratori delegati di 78 grandi multinazionali di 150 paesi hanno firmato un documento in cui chiedono ai leader mondiali, che tra poco si incontreranno di fare il massimo sforzo per raggiungere un "accordo ambizioso sul clima" che "creerà posti di lavoro e alimenterà la crescita" in tutto il mondo.

La coalizione, promossa dal World Economic Forum, raduna imprese attive nei settori più diversi: banche, imprese manifatturiere, costruzioni e compagnie energetiche. Si va da Akzo Nobel e Unilever a Ikea, da Microsoft a Nestlé, da Pepsi a Toshiba fino ad Allianz e Ubs. Per l’Italia presente solo Enel con Francesco Starace.

Nella lettera, le imprese invitano i leader politici a includere forme di carbon pricing, secondo il principio "chi inquina paga".
Secondo i firmatari del documento, il meccanismo, che dovrebbe prevedere il pagamento di un corrispettivo in cambio del diritto di emettere una tonnellata equivalente di Co2 in atmosfera, potrebbe assumere varie forme, purché il ricavato vada a finanziare gli investimenti nelle tecnologie sostenibili e nelle energie rinnovabili.

I 78 rappresentanti delle grandi aziende mondiali, che vantano complessivamente un fatturato di 2,1 miliardi di dollari, chiedono anche la fine della deforestazione, maggiore trasparenza nelle pratiche delle aziende inquinanti, e nuovi strumenti finanziari, come i green bond, riservati all'economia verde.

L’appello delle multinazionali per un accordo in grado di ridurre le emissioni inquinanti e i consumi energetici in modo sostanziale è stato accolto favorevolmente da Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici dal 2010.

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