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  Premi per ascoltare l'articolo! La società di analisi di sostenibilità canadese ha attributo al colosso delle biotecnologie il punteggio più alto nella sua classifica Global 100. Nessuna italiana in graduatoria Biogen, gigante statunitense nel settore delle biotecnologie è, tra le blue chip mondiali, la società più sostenibile. Il riconoscimento arriva da Coprorate Knights, società di analisi canadese tra le più autorevoli a livello mondiale nella valutazione della sostenibilità delle imprese, che ha pubblicato la decima edizione del suo Global 100 Index. Il paniere comprende 100 società quotate nelle borse globali, con una capitalizzazione di mercato di almeno 2 miliardi di dollari, e selezionate per la loro sostenibilità e responsabilità ambientale e sociale. Al secondo posto si è piazzata la società farmaceutica americana Allergan, al suo debutto nel Global 100, e al terzo la tedesca Adidas, uno dei marchi più noti dell’abbigliamento sportivo. La top five è completata da Keppel Land, società immobiliare di Singapore, e da Kesko, multinazionale finlandese del commercio al dettaglio. Nessuna società italiana figura tra le 100 più sostenibili del mondo (l’anno scorso il nostro paese era rappresentato da Intesa Sanpaolo). Il Global 100, oltre che una classifica, è un indice di mercato, che consente di valutare la performance di borsa delle società più sostenibili. E per la prima volta quest’anno ha avuto una performance inferiore a quella del suo benchmark, il Msci All Country World Index: dal suo lancio, nel febbraio 2005, al 31 dicembre 2014, il Global 100 ha reso infatti il 90,76%, contro il 96,98% del Msci World. Secondo Corporate Knights, il dato è dovuto all’apprezzamento del dollaro, poiché l’81% delle azioni del Global 100 sono quotate in valute diverse dal dollaro, contro il 50% del Msci World.

La società di analisi di sostenibilità canadese ha attributo al colosso delle biotecnologie il punteggio più alto nella sua classifica Global 100. Nessuna italiana in graduatoria

Biogen, gigante statunitense nel settore delle biotecnologie è, tra le blue chip mondiali, la società più sostenibile. Il riconoscimento arriva da Coprorate Knights, società di analisi canadese tra le più autorevoli a livello mondiale nella valutazione della sostenibilità delle imprese, che ha pubblicato la decima edizione del suo Global 100 Index.

Il paniere comprende 100 società quotate nelle borse globali, con una capitalizzazione di mercato di almeno 2 miliardi di dollari, e selezionate per la loro sostenibilità e responsabilità ambientale e sociale.

Al secondo posto si è piazzata la società farmaceutica americana Allergan, al suo debutto nel Global 100, e al terzo la tedesca Adidas, uno dei marchi più noti dell’abbigliamento sportivo. La top five è completata da Keppel Land, società immobiliare di Singapore, e da Kesko, multinazionale finlandese del commercio al dettaglio. Nessuna società italiana figura tra le 100 più sostenibili del mondo (l’anno scorso il nostro paese era rappresentato da Intesa Sanpaolo).

Il Global 100, oltre che una classifica, è un indice di mercato, che consente di valutare la performance di borsa delle società più sostenibili. E per la prima volta quest’anno ha avuto una performance inferiore a quella del suo benchmark, il Msci All Country World Index: dal suo lancio, nel febbraio 2005, al 31 dicembre 2014, il Global 100 ha reso infatti il 90,76%, contro il 96,98% del Msci World.

Secondo Corporate Knights, il dato è dovuto all’apprezzamento del dollaro, poiché l’81% delle azioni del Global 100 sono quotate in valute diverse dal dollaro, contro il 50% del Msci World.

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