Premi per ascoltare l'articolo!

Premi per aprire il sito LMF International

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15

  Premi per ascoltare l'articolo! Agenzie specializzate si occupano di valutare le imprese in base alla loro sostenibilità dal punto di vista sociale, ambientale e di governance. Per aiutare gli investitori nelle loro scelte Un giudizio sintetico e immediato della qualità “etica” di un’impresa (ma anche di uno Stato o di un ente sovranazionale), ovvero della sua attenzione ai principi della sostenibilità ambientale, sociale e di governance. In estrema sintesi è questo il senso dei “rating etici”, che agenzie specializzate attribuiscono dopo un’attenta analisi e aggiornano periodicamente. Lo scopo è fornire agli investitori – a cominciare dagli istituzionali – uno strumento utile per selezionare i titoli, azioni e obbligazioni, che possono essere inseriti in un portafoglio che vuole essere improntato ai criteri della Csr, la corporate & social responsability. Il richiamo evidente è ai rating finanziari: quelli valutano la solidità e la solvibilità degli emittenti, questi la loro qualità etica. I principi su cui si basano la selezione e i giudizi sono ovviamente quelli della finanza etica. Possono essere criteri negativi, o di esclusione: produzione di beni quali armamenti, tabacco, gioco d’azzardo; mancato rispetto dei diritti umani, sindacali e sociali e così via. O criteri positivi, di inclusione , che premiano le imprese e gli enti che mostrano maggiore attenzione alle tematiche Esg: environment (ambiente), sociale e governance. Spesso, di una combinazione dei due. I parametri utilizzati dalle agenzie per costruire i loro giudizi sono numerosissimi: vediamo qualche esempio. Per quanto riguarda il primo punto, l’ambiente, si valuta la quantità di emissioni di Co2 da parte delle imprese, il risparmio energetico, l’impatto ambientale, il ricorso a fonti rinnovabili. Sul fronte sociale, si guarda alla promozione del lavoro femminile o di minoranze, all’esclusione del lavoro infantile, al rispetto dei diritti umani e sindacali, alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e così via. Sul piano della governance pesa il numero dei consiglieri indipendenti nei consigli di amministrazione, la tutela dei diritti anche dei piccoli azionisti, la trasparenza nella retribuzione dei vertici aziendali. Naturalmente le cose all’interno delle singole aziende possono evolvere nel corso degli anni: ed esattamente come accade con i rating tradizionali, anche quelli etici vengono sottoposti a una verifica e a una revisione costante.

Agenzie specializzate si occupano di valutare le imprese in base alla loro sostenibilità dal punto di vista sociale, ambientale e di governance. Per aiutare gli investitori nelle loro scelte

Un giudizio sintetico e immediato della qualità “etica” di un’impresa (ma anche di uno Stato o di un ente sovranazionale), ovvero della sua attenzione ai principi della sostenibilità ambientale, sociale e di governance.

In estrema sintesi è questo il senso dei “rating etici”, che agenzie specializzate attribuiscono dopo un’attenta analisi e aggiornano periodicamente.
Lo scopo è fornire agli investitori – a cominciare dagli istituzionali – uno strumento utile per selezionare i titoli, azioni e obbligazioni, che possono essere inseriti in un portafoglio che vuole essere improntato ai criteri della Csr, la corporate & social responsability.

Il richiamo evidente è ai rating finanziari: quelli valutano la solidità e la solvibilità degli emittenti, questi la loro qualità etica.

I principi su cui si basano la selezione e i giudizi sono ovviamente quelli della finanza etica.

Possono essere criteri negativi, o di esclusione: produzione di beni quali armamenti, tabacco, gioco d’azzardo; mancato rispetto dei diritti umani, sindacali e sociali e così via. O criteri positivi, di inclusione , che premiano le imprese e gli enti che mostrano maggiore attenzione alle tematiche Esg: environment (ambiente), sociale e governance. Spesso, di una combinazione dei due.

I parametri utilizzati dalle agenzie per costruire i loro giudizi sono numerosissimi: vediamo qualche esempio.

Per quanto riguarda il primo punto, l’ambiente, si valuta la quantità di emissioni di Co2 da parte delle imprese, il risparmio energetico, l’impatto ambientale, il ricorso a fonti rinnovabili.

Sul fronte sociale, si guarda alla promozione del lavoro femminile o di minoranze, all’esclusione del lavoro infantile, al rispetto dei diritti umani e sindacali, alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e così via.

Sul piano della governance pesa il numero dei consiglieri indipendenti nei consigli di amministrazione, la tutela dei diritti anche dei piccoli azionisti, la trasparenza nella retribuzione dei vertici aziendali.

Naturalmente le cose all’interno delle singole aziende possono evolvere nel corso degli anni: ed esattamente come accade con i rating tradizionali, anche quelli etici vengono sottoposti a una verifica e a una revisione costante.

Premi per ascoltare l'articolo!