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  Premi per ascoltare l'articolo! Dati finanziari come margini di profitto e obiettivi in materia di ricavi costituiranno sempre un indicatore fondamentale del successo delle imprese. Considerando però che l’atteggiamento degli investitori nei confronti dell’ambiente e del benessere sociale sta cambiando e il flusso di informazioni aziendali diventa più difficile da gestire, la misurazione della performance avrà a tendere un impatto minore sull’allocazione del capitale: sarà data sempre più una maggiore attenzione alle modalità con cui un’azienda integra i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) nella propria attività. Di fatto gli ESG iniziano ad avere un peso maggiore sulla capacità delle aziende di aumentare il capitale e generare profitto - le società sono sempre più consapevoli del fatto che, nel mondo in cui operano, un danno reputazionale può essere fatale. L’ambito ESG è diventato uno dei segmenti in più rapida crescita nel campo degli investimenti internazionali; gli asset che tengono conto di tali fattori crescono a un ritmo del 12% circa ogni anno. La velocità e la portata di questa ascesa ricalcano il successo degli investimenti passivi, che dal 2005 hanno sostenuto una crescita globale degli ETF di dieci volte. A nostro parere entro fine anno i fattori ESG saranno incorporati in più della metà degli AuM mondiali. Se dovesse mantenersi il ritmo di integrazione attuale degli ESG, entro il 2020 la quota raggiungerà i due terzi (anche se non tutti adotteranno un approccio sostenibile in egual misura). Grazie al sostegno normativo, sia dei governi che intendono lottare contro il cambiamento climatico e l’inquinamento, sia delle autorità di vigilanza e dei grandi investitori che promuovono standard elevati in materia di obblighi fiduciari, i criteri ESG hanno il potere di diventare la nuova norma. In tal caso, quale impatto avrebbero sulle strategie di business e sui mercati finanziari? Nuove responsabilità In un nuovo mondo più consapevole della problematica della sostenibilità, le aziende dovranno adottare i criteri ESG per attrarre clienti e investitori. Questo dovrebbe aiutarle a evitare un intervento imprevisto delle autorità, potenzialmente oneroso. Il rischio dell’inerzia è elevato, come sanno bene cinque delle principali società petrolifere, contro cui la città di New York, nel gennaio 2018, ha intentato una causa multimiliardaria, accusando l’intero settore di contribuire al riscaldamento globale. Ed è solo un esempio: ogni anno sono oltre 100 le cause legali connesse al cambiamento climatico. Tali pressioni attribuiscono una maggiore importanza al valore della legittimità e della fiducia nelle aziende. Le società tecnologiche, per esempio, stanno già rafforzando i controlli sulla privacy dei dati; in futuro potrebbero autoregolamentare i propri contenuti e collaborare con i governi sui temi legati alla sicurezza nazionale. I produttori di alimenti e bevande sono chiamati a ottemperare alle disposizioni in tema di salute pubblica tramite tasse sul cibo spazzatura e target per l’apporto calorico. L’ascesa dei criteri ESG non si ferma qui. Le tasse sui robot potrebbero compensare la perdita di posti di lavoro dovuta allautomazione e le società potrebbero svolgere un ruolo significativo nel garantire un reddito minimo per combattere le disuguaglianze. Si tratta di un’idea in fase di sperimentazione per alcuni programmi pilota, tra cui uno capeggiato dal cofondatore di Facebook Chris Hughes a Stockton, California. Le società che migliorano le proprie credenziali di sostenibilità possono generare rendimenti significativi.Alcuni studi associano ai criteri ESG una ridotta volatilità degli utili e un aumento del ROE, che a lungo termine dovrebbe sostenere le valutazioni di mercato. Per gli investitori questo tende a tradursi in un calo della volatilità dei rendimenti. I timori legati agli ESG influiscono anche sul costo del capitale sia azionario che obbligazionario Standard & Poor’s ha citato i rischi ambientali come uno dei principali motivi delle revisioni dei rating effettuate su 299 aziende su un periodo di due anni. Visto che i criteri ESG sono sempre più diffusi e stanno diventando di fatto il nuovo standard, gli investitori opteranno per le società verdi a discapito delle controparti meno sostenibili, favorendole al momento dell’asset allocation e attribuendo un valore maggiore ai loro beni immateriali; un contesto che avrà un impatto diretto sul costo del capitale. Se la tesi degli investimenti sostenibili (che si basa sulla selezione di aziende solide e “a prova di futuro”) prenderà piede, le realtà che non soddisferanno i requisiti necessari genereranno rendimenti inferiori. Questo a sua volta alimenterà i disinvestimenti sulla base dei fondamentali, e non solo per motivi di natura etica. La società di consulenza Mercer stima che la transizione agli investimenti ambientali potrebbe ridurre i rendimenti del settore del carbone dell’1,7% p.a., incrementando per contro i guadagni dell’area delle energie rinnovabili fino al 10,1%. Inoltre, i provider di indici potrebbero escludere dai principali benchmark alcune aziende come i produttori di armi controverse, in linea con l’attuale orientamento del mercato. In tal modo per queste realtà dovrebbe essere più difficile trovare dei finanziamenti. Le conseguenze dovrebbero essere ancora più significative, vista la recente crescita degli investimenti passivi. Esiste quindi la possibilità di creare un circolo virtuoso, dove l’attenzione alla sostenibilità premi aziende e investitori e mitighi parte delle tensioni attualmente in atto a livello globale: ma ciò sarà possibile solo se i criteri ESG non resteranno semplici parole, ma verranno applicati efficacemente. Le sfide da affrontare includono la necessità di una rendicontazione standardizzata e rigorosa per le aziende pubbliche e private che misuri accuratamente gli obiettivi di sostenibilità. Vi sono segnali che evidenziano che i governi in effetti già sostengono la necessità di tali cambiamenti. A fronte delle restrizioni fiscali e dell’aumento della spesa sociale, le autorità stanno infatti sempre più incoraggiando sia le aziende che gli investitori ad adottare i principi ESG. Se si persevera, una governance migliore non può che portare a ottimi risultati. Manuel Noia - Country Manager per l’Italia - Pictet Asset Management

Dati finanziari come margini di profitto e obiettivi in materia di ricavi costituiranno sempre un indicatore fondamentale del successo delle imprese.

Considerando però che l’atteggiamento degli investitori nei confronti dell’ambiente e del benessere sociale sta cambiando e il flusso di informazioni aziendali diventa più difficile da gestire, la misurazione della performance avrà a tendere un impatto minore sull’allocazione del capitale: sarà data sempre più una maggiore attenzione alle modalità con cui un’azienda integra i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) nella propria attività. Di fatto gli ESG iniziano ad avere un peso maggiore sulla capacità delle aziende di aumentare il capitale e generare profitto - le società sono sempre più consapevoli del fatto che, nel mondo in cui operano, un danno reputazionale può essere fatale.

L’ambito ESG è diventato uno dei segmenti in più rapida crescita nel campo degli investimenti internazionali; gli asset che tengono conto di tali fattori crescono a un ritmo del 12% circa ogni anno. La velocità e la portata di questa ascesa ricalcano il successo degli investimenti passivi, che dal 2005 hanno sostenuto una crescita globale degli ETF di dieci volte.

A nostro parere entro fine anno i fattori ESG saranno incorporati in più della metà degli AuM mondiali. Se dovesse mantenersi il ritmo di integrazione attuale degli ESG, entro il 2020 la quota raggiungerà i due terzi (anche se non tutti adotteranno un approccio sostenibile in egual misura).

Grazie al sostegno normativo, sia dei governi che intendono lottare contro il cambiamento climatico e l’inquinamento, sia delle autorità di vigilanza e dei grandi investitori che promuovono standard elevati in materia di obblighi fiduciari, i criteri ESG hanno il potere di diventare la nuova norma. In tal caso, quale impatto avrebbero sulle strategie di business e sui mercati finanziari?

Nuove responsabilità

In un nuovo mondo più consapevole della problematica della sostenibilità, le aziende dovranno adottare i criteri ESG per attrarre clienti e investitori. Questo dovrebbe aiutarle a evitare un intervento imprevisto delle autorità, potenzialmente oneroso.

Il rischio dell’inerzia è elevato, come sanno bene cinque delle principali società petrolifere, contro cui la città di New York, nel gennaio 2018, ha intentato una causa multimiliardaria, accusando l’intero settore di contribuire al riscaldamento globale. Ed è solo un esempio: ogni anno sono oltre 100 le cause legali connesse al cambiamento climatico.

Tali pressioni attribuiscono una maggiore importanza al valore della legittimità e della fiducia nelle aziende. Le società tecnologiche, per esempio, stanno già rafforzando i controlli sulla privacy dei dati; in futuro potrebbero autoregolamentare i propri contenuti e collaborare con i governi sui temi legati alla sicurezza nazionale. I produttori di alimenti e bevande sono chiamati a ottemperare alle disposizioni in tema di salute pubblica tramite tasse sul cibo spazzatura e target per l’apporto calorico.

L’ascesa dei criteri ESG non si ferma qui. Le tasse sui robot potrebbero compensare la perdita di posti di lavoro dovuta all'automazione e le società potrebbero svolgere un ruolo significativo nel garantire un reddito minimo per combattere le disuguaglianze. Si tratta di un’idea in fase di sperimentazione per alcuni programmi pilota, tra cui uno capeggiato dal cofondatore di Facebook Chris Hughes a Stockton, California.

Le società che migliorano le proprie credenziali di sostenibilità possono generare rendimenti significativi.Alcuni studi associano ai criteri ESG una ridotta volatilità degli utili e un aumento del ROE, che a lungo termine dovrebbe sostenere le valutazioni di mercato. Per gli investitori questo tende a tradursi in un calo della volatilità dei rendimenti.

I timori legati agli ESG influiscono anche sul costo del capitale sia azionario che obbligazionario Standard & Poor’s ha citato i rischi ambientali come uno dei principali motivi delle revisioni dei rating effettuate su 299 aziende su un periodo di due anni.

Visto che i criteri ESG sono sempre più diffusi e stanno diventando di fatto il nuovo standard, gli investitori opteranno per le società verdi a discapito delle controparti meno sostenibili, favorendole al momento dell’asset allocation e attribuendo un valore maggiore ai loro beni immateriali; un contesto che avrà un impatto diretto sul costo del capitale.

Se la tesi degli investimenti sostenibili (che si basa sulla selezione di aziende solide e “a prova di futuro”) prenderà piede, le realtà che non soddisferanno i requisiti necessari genereranno rendimenti inferiori. Questo a sua volta alimenterà i disinvestimenti sulla base dei fondamentali, e non solo per motivi di natura etica. La società di consulenza Mercer stima che la transizione agli investimenti ambientali potrebbe ridurre i rendimenti del settore del carbone dell’1,7% p.a., incrementando per contro i guadagni dell’area delle energie rinnovabili fino al 10,1%.

Inoltre, i provider di indici potrebbero escludere dai principali benchmark alcune aziende come i produttori di armi controverse, in linea con l’attuale orientamento del mercato. In tal modo per queste realtà dovrebbe essere più difficile trovare dei finanziamenti. Le conseguenze dovrebbero essere ancora più significative, vista la recente crescita degli investimenti passivi.

Esiste quindi la possibilità di creare un circolo virtuoso, dove l’attenzione alla sostenibilità premi aziende e investitori e mitighi parte delle tensioni attualmente in atto a livello globale: ma ciò sarà possibile solo se i criteri ESG non resteranno semplici parole, ma verranno applicati efficacemente.

Le sfide da affrontare includono la necessità di una rendicontazione standardizzata e rigorosa per le aziende pubbliche e private che misuri accuratamente gli obiettivi di sostenibilità.

Vi sono segnali che evidenziano che i governi in effetti già sostengono la necessità di tali cambiamenti. A fronte delle restrizioni fiscali e dell’aumento della spesa sociale, le autorità stanno infatti sempre più incoraggiando sia le aziende che gli investitori ad adottare i principi ESG. Se si persevera, una governance migliore non può che portare a ottimi risultati.


Manuel Noia - Country Manager per l’Italia - Pictet Asset Management

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