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  Premi per ascoltare l'articolo! La diversità di genere è un tema sempre più importante nell’ambito della corporate governance a livello internazionale, e si è sempre registrata una correlazione positiva tra una gestione societaria di qualità ed una solida performance. Gli studi mostrano che una forza lavoro bilanciata dal punto di vista del genere supporta la performance societaria in termini di redditività, di riduzione del rischio o di andamento del titolo in borsa. Si è ipotizzato che la diversa sensibilità e percezione femminile bilancino l’attitudine prevalente e le tendenze del pensiero di gruppo. Questo può condurre a dibattiti più ricchi, a migliori decisioni e idee, e in ultima analisi, a migliori risultati. Le donne sono sotto-rappresentate all’interno dei board e nei ruoli apicali: nel 2018 solamente il 21,2% sedeva in un consiglio di amministrazione e circa il 5% ricopriva il ruolo di CEO nelle società statunitensi dello S&P 500, secondo l’organizzazione globale non-profit Catalyst. L’anno precedente, a livello globale la situazione era leggermente migliore: un terzo dei board globali includeva almeno tre donne. Tra le soluzioni possibili emerge l’istituzione di una quota obbligatoria, che rimane tuttavia una pratica controversa e che potrebbe rivelarsi dannosa nel caso in cui le società dovessero nominare figure non sufficientemente qualificate semplicemente per evitare di essere penalizzate dalla normativa. Inoltre, politiche così vincolanti potrebbero apparire poco eque agli altri colleghi e venire quindi accolte con una certa resistenza. Tuttavia, evitare le quote non ha portato ad un aumento significativo del numero di donne all’interno dei board. Molti investitori, che credono nell’efficacia di quote predefinite, hanno scelto di adottare questo approccio autonomamente, incoraggiando le società in cui investono ad aumentare le nomine di donne e dei gruppi di minoranza all’interno dei board. Un tema su cui invece il consenso è universale è l’eliminazione del divario retributivo di genere: a livello globale, le donne guadagnano il 40% in meno rispetto agli uomini per un incarico equivalente. Anche dopo aver preso in considerazione i diversi fattori che possono giustificare un certo grado di disparità nelle compensazioni, è evidente uno svantaggio nei confronti delle donne che rimane inspiegabile. Grazie alla gestione attiva e all’impegno sui temi legati alla diversità di genere messi in campo da Robeco, crediamo che una maggiore trasparenza su questi temi, inclusa la remunerazione, sia positiva per gli azionisti. I governi potrebbero richiedere comunicazione, disclosure e trasparenza sui processi di nomina dei membri del board, sulla retribuzione di management e dipendenti, sulle assunzioni e sui processi di selezione. Simili livelli di trasparenza permetterebbero a chi adotta pratiche realmente a favore della diversità di attrarre talenti e di ottenere un’attenzione positiva. Al tempo stesso, l’incapacità di affrontare questi temi si tradurrebbe in problematiche sul fonte legale, reputazionale e di fedeltà dei dipendenti per le società. Un approccio efficace, che sfrutta i mercati del capitale per favorire la parità di genere e la diversità, è quello di Gender Lens Investing, che investe in società e progetti solo nel caso in cui vengano rispettati specifici criteri basati sul genere. I veicoli di investimento incentrati sul genere hanno attirato l’attenzione e i capitali sia degli investitori retail che di quelli istituzionali, con il patrimonio globale in questi prodotti che è raddoppiato tra il 2017 e il 2018 raggiungendo i 4,65 miliardi di dollari, di cui 2,4 miliardi in prodotti riservati agli investitori individuali. La crescita del potere economico delle donne suggerisce che entro il 2020 il 32% del patrimonio privato a livello mondiale potrebbe essere in mani femminili. Tipicamente interessate alle cause sociali per una società e un futuro migliori, nel campo degli investimenti tendono a essere pazienti e avverse al rischio, il che si traduce in un interesse per i prodotti che promuovono l’equità, l’inclusione, la diversità e l’uguaglianza. Questo è particolarmente vero quando i prodotti in questione sono caratterizzati anche da una bassa volatilità e una solida performance sul lungo periodo. Anche gli investitori istituzionali stanno dando maggiore importanza alla diversità nelle proprie scelte di voto e di engagement, imponendo dei precisi ultimatum alle società che non stanno compiendo i necessari passi in avanti e richiedendo degli standard di mercato più elevati per quanto riguarda la reportistica e la disclosure. Indipendentemente dalle modalità adottate, migliorare la corporate governance e la performance delle società è nell’interesse di tutti, che si può raggiungere attraverso l’eliminazione delle discriminazioni sistematiche, facendo leva su talenti non sfruttati o migliorando le opportunità economiche di metà della popolazione mondiale. Il Gender Lens Investing è un ulteriore tassello del puzzle, che sfrutta il potere dei mercati finanziari per raggiungere un impatto positivo, generando allo stesso tempo rendimenti finanziari. Junwei Hafner-Cai - Portfolio Manager, RobecoSAM Global Gender Equality Impact Equities - RobecoSAM

La diversità di genere è un tema sempre più importante nell’ambito della corporate governance a livello internazionale, e si è sempre registrata una correlazione positiva tra una gestione societaria di qualità ed una solida performance.

Gli studi mostrano che una forza lavoro bilanciata dal punto di vista del genere supporta la performance societaria in termini di redditività, di riduzione del rischio o di andamento del titolo in borsa.

Si è ipotizzato che la diversa sensibilità e percezione femminile bilancino l’attitudine prevalente e le tendenze del "pensiero di gruppo". Questo può condurre a dibattiti più ricchi, a migliori decisioni e idee, e in ultima analisi, a migliori risultati.

Le donne sono sotto-rappresentate all’interno dei board e nei ruoli apicali: nel 2018 solamente il 21,2% sedeva in un consiglio di amministrazione e circa il 5% ricopriva il ruolo di CEO nelle società statunitensi dello S&P 500, secondo l’organizzazione globale non-profit Catalyst. L’anno precedente, a livello globale la situazione era leggermente migliore: un terzo dei board globali includeva almeno tre donne.

Tra le soluzioni possibili emerge l’istituzione di una quota obbligatoria, che rimane tuttavia una pratica controversa e che potrebbe rivelarsi dannosa nel caso in cui le società dovessero nominare figure non sufficientemente qualificate semplicemente per evitare di essere penalizzate dalla normativa. Inoltre, politiche così vincolanti potrebbero apparire poco eque agli altri colleghi e venire quindi accolte con una certa resistenza.

Tuttavia, evitare le quote non ha portato ad un aumento significativo del numero di donne all’interno dei board. Molti investitori, che credono nell’efficacia di quote predefinite, hanno scelto di adottare questo approccio autonomamente, incoraggiando le società in cui investono ad aumentare le nomine di donne e dei gruppi di minoranza all’interno dei board.

Un tema su cui invece il consenso è universale è l’eliminazione del divario retributivo di genere: a livello globale, le donne guadagnano il 40% in meno rispetto agli uomini per un incarico equivalente. Anche dopo aver preso in considerazione i diversi fattori che possono giustificare un certo grado di disparità nelle compensazioni, è evidente uno svantaggio nei confronti delle donne che rimane inspiegabile. Grazie alla gestione attiva e all’impegno sui temi legati alla diversità di genere messi in campo da Robeco, crediamo che una maggiore trasparenza su questi temi, inclusa la remunerazione, sia positiva per gli azionisti.

I governi potrebbero richiedere comunicazione, disclosure e trasparenza sui processi di nomina dei membri del board, sulla retribuzione di management e dipendenti, sulle assunzioni e sui processi di selezione. Simili livelli di trasparenza permetterebbero a chi adotta pratiche realmente a favore della diversità di attrarre talenti e di ottenere un’attenzione positiva. Al tempo stesso, l’incapacità di affrontare questi temi si tradurrebbe in problematiche sul fonte legale, reputazionale e di fedeltà dei dipendenti per le società.

Un approccio efficace, che sfrutta i mercati del capitale per favorire la parità di genere e la diversità, è quello di Gender Lens Investing, che investe in società e progetti solo nel caso in cui vengano rispettati specifici criteri basati sul genere. I veicoli di investimento incentrati sul genere hanno attirato l’attenzione e i capitali sia degli investitori retail che di quelli istituzionali, con il patrimonio globale in questi prodotti che è raddoppiato tra il 2017 e il 2018 raggiungendo i 4,65 miliardi di dollari, di cui 2,4 miliardi in prodotti riservati agli investitori individuali.

La crescita del potere economico delle donne suggerisce che entro il 2020 il 32% del patrimonio privato a livello mondiale potrebbe essere in mani femminili. Tipicamente interessate alle cause sociali per una società e un futuro migliori, nel campo degli investimenti tendono a essere pazienti e avverse al rischio, il che si traduce in un interesse per i prodotti che promuovono l’equità, l’inclusione, la diversità e l’uguaglianza. Questo è particolarmente vero quando i prodotti in questione sono caratterizzati anche da una bassa volatilità e una solida performance sul lungo periodo.

Anche gli investitori istituzionali stanno dando maggiore importanza alla diversità nelle proprie scelte di voto e di engagement, imponendo dei precisi ultimatum alle società che non stanno compiendo i necessari passi in avanti e richiedendo degli standard di mercato più elevati per quanto riguarda la reportistica e la disclosure.

Indipendentemente dalle modalità adottate, migliorare la corporate governance e la performance delle società è nell’interesse di tutti, che si può raggiungere attraverso l’eliminazione delle discriminazioni sistematiche, facendo leva su talenti non sfruttati o migliorando le opportunità economiche di metà della popolazione mondiale. Il Gender Lens Investing è un ulteriore tassello del puzzle, che sfrutta il potere dei mercati finanziari per raggiungere un impatto positivo, generando allo stesso tempo rendimenti finanziari.


Junwei Hafner-Cai - Portfolio Manager, RobecoSAM Global Gender Equality Impact Equities - RobecoSAM

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