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Dalla nuova ricerca UBS Investor Watch emerge che gli investitori italiani sono quelli a livello europeo maggiormente interessati agli investimenti sostenibili

UBS presenta oggi la più recente edizione della ricerca UBS Investor Watch, "Rendimenti di valore", la più vasta indagine periodica globale sugli investitori HNW* a livello mondiale.

Le disparità globali

La ricerca mette in luce profonde differenze nel panorama degli investimenti sostenibili. Le economie emergenti come Cina, Brasile ed Emirati Arabi Uniti figurano tra quelle con la più alta percentuale di persone che dichiarano investimenti in strumenti sostenibili (60%, 53% e 53%), mentre gli investitori negli Stati Uniti e nel Regno Unito mostrano dati nettamente inferiori (12% e 20%). La media globale si attesta appena al 39%.

Lo stile di vita sostenibile si traduce in interesse

Gli investitori italiani dominano la classifica in termini di stile di vita sostenibile, con percentuali superiori ai colleghi europei sotto molti aspetti. Una significativa maggioranza degli investitori facoltosi in Italia (78%) considera importante utilizzare il proprio tempo e le proprie risorse per contribuire a creare un pianeta migliore (media globale: 65%).
Di conseguenza l’86% degli investitori italiani è sempre più attivo nell’allineare le decisioni di spesa ai propri valori personali (media globale: 81%) e nello spendere di più per prodotti di aziende che adottano pratiche sostenibili (media italiana: 76%; media globale: 69%). Tale mentalità si traduce anche in un interesse verso gli investimenti sostenibili, con una prevalenza nell’Italia centrale (96%). Anche se in tutte le fasce d’età si registra un'elevata attenzione per gli investimenti sostenibili, è il gruppo degli under 35 a essere maggiormente coinvolto (96%), mentre la fascia 51-64 mostra un livello di interessamento inferiore (87%).

Gli ostacoli agli investimenti sostenibili

Tra gli investitori italiani che non adottano soluzioni sostenibili, il 69% (media globale: 72%) dichiara che l’ostacolo principale consista nella difficoltà di quantificarne l’impatto. Altrettanti sono gli investitori italiani già soddisfatti dell’approccio che attualmente applicano agli investimenti (media globale: 66%). Un altro timore evidenziato dal 60% degli investitori italiani (media globale: 68%) nasce dalla convinzione che le soluzioni di investimento sostenibile non siano sufficientemente consolidate.

Nessun compromesso tra valori personali e rendimento

Dalla ricerca emerge che sono pochissimi gli investitori italiani che si aspettano un rendimento inferiore quando investono in strumenti sostenibili. Il 93% degli investitori italiani (a fronte dell’82% globale) ritiene infatti che i rendimenti degli investimenti sostenibili saranno pari o superiori a quelli degli investimenti tradizionali e considera le aziende sostenibili maggiormente responsabili, meglio gestite e più lungimiranti, e pertanto dei “buoni investimenti”.

Le aspettative relative al rendimento variano molto da paese a paese. In Cina e Brasile, che registrano un’elevata percentuale di soggetti che si dichiarano investiti in soluzioni sostenibili, oltre il 70% degli intervistati ritiene che questi strumenti avranno una performance migliore rispetto agli investimenti tradizionali (media globale: 50%). Le aspettative in Italia sono allineate alla media globale, mentre Stati Uniti e Regno Unito mostrano il minor livello di fiducia nei rendimenti, con percentuali che non superano rispettivamente il 19% e il 27%.

Il grande slancio degli investimenti sostenibili

Malgrado gli ostacoli esistenti, gli investitori italiani si attendono un notevole incremento della popolarità degli investimenti sostenibili nei prossimi anni. Infatti, il 90% degli investitori italiani è attualmente interessato agli investimenti sostenibili (media globale: 85%) e oltre la metà (54%) degli stessi prevede di detenere investimenti sostenibili nel proprio portafoglio nei prossimi cinque anni (media globale: 48%). In termini di fasce d’età, i più propensi a optare da qui a 5 anni per gli investimenti sostenibili sono gli under 35 (70%).
L’interesse è tale che il 72% degli investitori italiani ritiene che investire nella finanza sostenibile diverrà la nuova pratica standard nell’arco di un decennio, con un valore ben superiore alla media globale (58%). Al contrario, soltanto un terzo degli investitori negli Stati Uniti e nel Regno Unito concorda sul fatto che gli investimenti sostenibili diverranno una pratica comune entro tale lasso di tempo.

Paolo Federici, Head of Wealth di UBS in Italia ha dichiarato: "Gli investitori italiani mostrano una crescente attenzione verso le tematiche di sostenibilità, il cui riflesso si riscontra anche nei sistemi di valori e negli stili di vita che scelgono di adottare. Gli investimenti sostenibili diventano parte integrante di questa filosofia, e per questo è di primaria importanza che siano opportunamente rappresentati anche nel patrimonio personale. Alla luce di ciò, vediamo nei prossimi anni rilevanti prospettive di sviluppo per tali soluzioni, soprattutto tra le generazioni di investitori più giovani. Sussistono, da parte di chi ancora non li ha adottati, alcune difficoltà nel quantificarne l'impatto, ma in generale l'interesse e l'entusiasmo stanno crescendo a un ritmo decisamente sostenuto."

Per incoraggiare ulteriormente tali investimenti, UBS si è impegnata a portare ad almeno 5 miliardi di dollari la propria quota negli impact investment nell’arco dei prossimi cinque anni, a sostegno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. A Davos 2018 UBS ha annunciato i primi portafogli cross-asset 100% sostenibili riservati a clienti privati, orientati ai tassi di rendimento di mercato risk-adjusted e al raggiungimento di benefici sociali e ambientali.

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