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  Premi per ascoltare l'articolo! La manovra finanziaria trasmessa in Parlamento prevede tra le diverse misure anche un aumento degli investimenti qualificati cui possono accedere gli Enti previdenziali privati dei liberi professionisti. Più nello specifico si passa dall’attuale limite del 5 per cento dell’attivo patrimoniale all ‘8 per cento. La novità era stata già anticipata nell’ambito del tavolo di confronto che è stato avviato al Ministero del Lavoro in cui si sta affrontando anche il delicato nodo della doppia tassazione che grava sulle Casse di previdenza. E’ utile ricordare come il regime degli investimenti qualificati era stato introdotto per gli investitori istituzionali di tipo previdenziale, vale a dire forme pensionistiche complementari e Enti previdenziali privati , con la Legge di Bilancio 2017 in sostituzione del precedente meccanismo del credito di imposta (del 9 per cento per i fondi pensione e del 6 per le casse) con cui si era cercato di sterilizzare, in caso di investimento infrastrutturale, l’innalzamento della aliquota sui rendimenti rispettivamente dal 20 e al 26 per cento rispetto ai precedenti 11 e 20 per cento. Come funzionano gli investimenti qualificati? Fondi pensione e Casse possono destinare fino al 5 per cento del loro patrimonio ad “investimenti qualificati” beneficiando dell’esenzione sui redditi di natura finanziaria (redditi di capitale e diversi) derivanti da tali investimenti a condizione che li detengano per almeno 5 anni. Per investimenti qualificati si intendono le azioni o quote di imprese (quotate o non quotate) residenti in Italia o in Stati Ue o Asee con stabile organizzazione in Italia, le quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio, ugualmente residenti in Italia o in Stati Ue o See, che investono prevalentemente negli strumenti finanziari sopra indicati. In caso di cessione prima dei cinque anni, i redditi realizzati attraverso la cessione e quelli percepiti durante il periodo minimo di investimento sono soggetti a imposizione secondo le regole proprie dell’ente, con gli interessi, senza applicazione delle sanzioni. Con la Legge di Bilancio 2019 si eleva ora la soglia all’8 per cento per le Casse ? Quale è la finalità che si intende perseguire ? In prospettiva di diversificazione di portafoglio si vuole incentivare l’investimento nella economia reale per favorire la crescita economica. Quanto investono oggi gli Enti previdenziali privati nel sistema Paese ? Secondo recenti dati Covip gli investimenti domestici delle Casse ammontano a 34,4 miliardi di euro, il 40,3 per cento delle attività; restano predominanti gli investimenti immobiliari (18,7 miliardi di euro, il 22 per cento delle attività totali) e i titoli di Stato (8,4 miliardi di euro, il 9,9 per cento delle attività totali. L’evoluzione nel quinquennio 2013-2017 delle componenti dell’attivo ripartite tra investimenti domestici e non domestici mostra che, nell’ambito della quota domestica, si riducono gli investimenti immobiliari (7,5 punti percentuali), i titoli di Stato (4,2 punti percentuali) e gli altri titoli di debito (0,9 punti percentuali); aumenta, invece, l’incidenza dei titoli di capitale (2,6 punti percentuali) e delle quote di OICVM (1 punto percentuale)

La manovra finanziaria trasmessa in Parlamento prevede tra le diverse misure anche un aumento degli investimenti qualificati cui possono accedere gli Enti previdenziali privati dei liberi professionisti.

Più nello specifico si passa dall’attuale limite del 5 per cento dell’attivo patrimoniale all ‘8 per cento.

La novità era stata già anticipata nell’ambito del tavolo di confronto che è stato avviato al Ministero del Lavoro in cui si sta affrontando anche il delicato nodo della doppia tassazione che grava sulle Casse di previdenza.

E’ utile ricordare come il regime degli investimenti qualificati era stato introdotto per gli investitori istituzionali di tipo previdenziale, vale a dire forme pensionistiche complementari e Enti previdenziali privati , con la Legge di Bilancio 2017 in sostituzione del precedente meccanismo del credito di imposta (del 9 per cento per i fondi pensione e del 6 per le casse) con cui si era cercato di sterilizzare, in caso di investimento infrastrutturale, l’innalzamento della aliquota sui rendimenti rispettivamente dal 20 e al 26 per cento rispetto ai precedenti 11 e 20 per cento.

Come funzionano gli investimenti qualificati? Fondi pensione e Casse possono destinare fino al 5 per cento del loro patrimonio ad “investimenti qualificati” beneficiando dell’esenzione sui redditi di natura finanziaria (redditi di capitale e diversi) derivanti da tali investimenti a condizione che li detengano per almeno 5 anni.

Per investimenti qualificati si intendono le azioni o quote di imprese (quotate o non quotate) residenti in Italia o in Stati Ue o Asee con stabile organizzazione in Italia, le quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio, ugualmente residenti in Italia o in Stati Ue o See, che investono prevalentemente negli strumenti finanziari sopra indicati. In caso di cessione prima dei cinque anni, i redditi realizzati attraverso la cessione e quelli percepiti durante il periodo minimo di investimento sono soggetti a imposizione secondo le regole proprie dell’ente, con gli interessi, senza applicazione delle sanzioni.

Con la Legge di Bilancio 2019 si eleva ora la soglia all’8 per cento per le Casse ? Quale è la finalità che si intende perseguire ? In prospettiva di diversificazione di portafoglio si vuole incentivare l’investimento nella economia reale per favorire la crescita economica.

Quanto investono oggi gli Enti previdenziali privati nel sistema Paese ? Secondo recenti dati Covip gli investimenti domestici delle Casse ammontano a 34,4 miliardi di euro, il 40,3 per cento delle attività; restano predominanti gli investimenti immobiliari (18,7 miliardi di euro, il 22 per cento delle attività totali) e i titoli di Stato (8,4 miliardi di euro, il 9,9 per cento delle attività totali.

L’evoluzione nel quinquennio 2013-2017 delle componenti dell’attivo ripartite tra investimenti domestici e non domestici mostra che, nell’ambito della quota domestica, si riducono gli investimenti immobiliari (7,5 punti percentuali), i titoli di Stato (4,2 punti percentuali) e gli altri titoli di debito (0,9 punti percentuali); aumenta, invece, l’incidenza dei titoli di capitale (2,6 punti percentuali) e delle quote di OICVM (1 punto percentuale)

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