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  Premi per ascoltare l'articolo! Tra le diverse misure contenute nel decreto pensioni vi è una specifica previsione agevolativa per il riscatto laurea che si affianca alla via canonica. Possono accedere alla nuova opzione per il riscatto laurea a condizione di avere fino a un massimo di 45 anni di età. Il periodo da riscattare deve collocarsi in un periodo di governo del metodo contributivo , successivo cioè al 31 dicembre 1995, Possono essere riscattati al massimo 5 anni, in base al titolo (diploma triennale, specializzazione, dottorato.) mentre sono ovviamente esclusi gli anni fuori corso. Quale è il fattore di vantaggio ? Il costo contenuto , applicandosi l’aliquota per i lavoratori dipendenti (33 per cento) per il reddito minimo di riferimento nella Gestione degli Artigiani e Commercianti (nel 2018 era pari a 15.710 euro). E’ il costo che , per il riscatto laurea per dir così ordinario, si prevede per i non occupati. Nella modalità standard per un occupato invece, l’importo dell’onere di riscatto è calcolato dall’Ente previdenziale in base all’età dell’iscritto, alla sua retribuzione alla data della domanda, nonché in relazione all’entità degli anni da riscattare. In particolare il costo del riscatto laurea è determinato applicando  laliquota contributiva in vigore alla data  di  presentazione della domanda di riscatto, nella misura  prevista  per il versamento della contribuzione obbligatoria  dovuta  alla gestione pensionistica dove opera il riscatto stesso (per i lavoratori dipendenti il 33 per cento), applicata sulla retribuzione assoggettata a contribuzione “nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda” ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto. In un esempio numerico sviluppato dalla Fondazione Studi Consulenti Lavoro si sottolinea come nel 2019 un lavoratore di 44 anni con una retribuzione lorda imponibile di 35.000 euro otterrà un risparmio del 55% rispetto al riscatto ordinario. L’esempio prende in considerazione un lavoratore nato nel 1975 con un primo contributo accreditato nel 1993 e laureatosi in giurisprudenza dal 1996 al 2000, senza aver versato contributi nei 4 anni di durata legale del corso. Secondo le disposizioni ordinarie applicando l’aliquota IVS vigente del 33% per il reddito imponibile delle ultime 52 settimane, il lavoratore pagherebbe 11.550 euro per ogni anno di riscatto. Con il riscatto agevolato, invece, il costo per ogni anno di riscatto scende a 5.184 euro. Va ricordato che il riscatto light , così come quello ordinario, è rateizzabile in massimo 120 rate ed è deducibile. Quello che va sottolineato però è che il riscatto light vale solo per la anzianità contributiva ma non per la determinazione dell’ammontare del montante contributivo, ha cioè un beneficio limitato al potere andare prima in pensione ma non ad avere una pensione più elevata

Tra le diverse misure contenute nel decreto pensioni vi è una specifica previsione agevolativa per il riscatto laurea che si affianca alla via canonica. Possono accedere alla nuova opzione per il riscatto laurea a condizione di avere fino a un massimo di 45 anni di età.

Il periodo da riscattare deve collocarsi in un periodo di governo del metodo contributivo , successivo cioè al 31 dicembre 1995, Possono essere riscattati al massimo 5 anni, in base al titolo (diploma triennale, specializzazione, dottorato.) mentre sono ovviamente esclusi gli anni fuori corso. Quale è il fattore di vantaggio ?

Il costo contenuto , applicandosi l’aliquota per i lavoratori dipendenti (33 per cento) per il reddito minimo di riferimento nella Gestione degli Artigiani e Commercianti (nel 2018 era pari a 15.710 euro). E’ il costo che , per il riscatto laurea per dir così ordinario, si prevede per i non occupati. Nella modalità standard per un occupato invece, l’importo dell’onere di riscatto è calcolato dall’Ente previdenziale in base all’età dell’iscritto, alla sua retribuzione alla data della domanda, nonché in relazione all’entità degli anni da riscattare.

In particolare il costo del riscatto laurea è determinato applicando  l'aliquota contributiva in vigore alla data  di  presentazione della domanda di riscatto, nella misura  prevista  per il versamento della contribuzione obbligatoria  dovuta  alla gestione pensionistica dove opera il riscatto stesso (per i lavoratori dipendenti il 33 per cento), applicata sulla retribuzione assoggettata a contribuzione “nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda” ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto. In un esempio numerico sviluppato dalla Fondazione Studi Consulenti Lavoro si sottolinea come nel 2019 un lavoratore di 44 anni con una retribuzione lorda imponibile di 35.000 euro otterrà un risparmio del 55% rispetto al riscatto ordinario.

L’esempio prende in considerazione un lavoratore nato nel 1975 con un primo contributo accreditato nel 1993 e laureatosi in giurisprudenza dal 1996 al 2000, senza aver versato contributi nei 4 anni di durata legale del corso. Secondo le disposizioni ordinarie applicando l’aliquota IVS vigente del 33% per il reddito imponibile delle ultime 52 settimane, il lavoratore pagherebbe 11.550 euro per ogni anno di riscatto.

Con il riscatto agevolato, invece, il costo per ogni anno di riscatto scende a 5.184 euro.

Va ricordato che il riscatto light , così come quello ordinario, è rateizzabile in massimo 120 rate ed è deducibile. Quello che va sottolineato però è che il riscatto light vale solo per la anzianità contributiva ma non per la determinazione dell’ammontare del montante contributivo, ha cioè un beneficio limitato al potere andare prima in pensione ma non ad avere una pensione più elevata

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