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  Premi per ascoltare l'articolo! In caso di lavoro domestico i requisiti contributivi per l’indennità di disoccupazione sono leggermente diversi rispetto alla disciplina generale Vorrei uninformazione in merito al calcolo della Naspi: ho lavorato come operatrice fiscale per 12 settimane e ora ho appena terminato un lavoro come baby sitter con quattro settimane di contribuzione. Posso utilizzare queste settimane per ottenere la Naspi? Risponde Walter QuattrocchiLa risposta è negativa. L’indennità di disoccupazione Naspi non spetta alla lettrice a causa del mancato raggiungimento del requisito lavorativo di almeno 30 giornate di effettivo lavoro negli ultimi 12 mesi, pari, per i lavoratori domestici, a cinque settimane di contribuzione. Per i lavoratori domestici i requisiti per avere diritto alla indennità di disoccupazione Naspi sono gli stessi previsti dalla disciplina generale, ma per individuare il numero di settimane lavorate bisogna verificare quante di queste siano state effettivamente accreditate dall’Inps e non solo lavorate. Infatti, mentre per gli altri lavoratori dipendenti laccredito di una settimana ai fini pensionistici si realizza in base al rispetto di un determinato minimale di retribuzione settimanale, per i collaboratori domestici il calcolo è differente. dato che la retribuzione oraria è più bassa e le modalità di prestazione dellattività lavorativa sono spesso frammentate. Per raggiungere il requisito lavorativo richiesto dalla Naspi di almeno 30 giornate di effettivo lavoro negli ultimi 12 mesi occorre la presenza di una contribuzione per almeno cinque settimane, considerate convenzionalmente di sei giorni ciascuna, equivalenti appunto a 30 giornate di lavoro. L’altro requisito richiesto è quello contributivo di almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Ricordiamo inoltre che lindennità non spetta nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale.

In caso di lavoro domestico i requisiti contributivi per l’indennità di disoccupazione sono leggermente diversi rispetto alla disciplina generale

Vorrei un'informazione in merito al calcolo della Naspi: ho lavorato come operatrice fiscale per 12 settimane e ora ho appena terminato un lavoro come baby sitter con quattro settimane di contribuzione. Posso utilizzare queste settimane per ottenere la Naspi?

Risponde Walter Quattrocchi
La risposta è negativa. L’indennità di disoccupazione Naspi non spetta alla lettrice a causa del mancato raggiungimento del requisito lavorativo di almeno 30 giornate di effettivo lavoro negli ultimi 12 mesi, pari, per i lavoratori domestici, a cinque settimane di contribuzione.

Per i lavoratori domestici i requisiti per avere diritto alla indennità di disoccupazione Naspi sono gli stessi previsti dalla disciplina generale, ma per individuare il numero di settimane lavorate bisogna verificare quante di queste siano state effettivamente accreditate dall’Inps e non solo lavorate.

Infatti, mentre per gli altri lavoratori dipendenti l'accredito di una settimana ai fini pensionistici si realizza in base al rispetto di un determinato minimale di retribuzione settimanale, per i collaboratori domestici il calcolo è differente. dato che la retribuzione oraria è più bassa e le modalità di prestazione dell'attività lavorativa sono spesso frammentate.

Per raggiungere il requisito lavorativo richiesto dalla Naspi di almeno 30 giornate di effettivo lavoro negli ultimi 12 mesi occorre la presenza di una contribuzione per almeno cinque settimane, considerate convenzionalmente di sei giorni ciascuna, equivalenti appunto a 30 giornate di lavoro.

L’altro requisito richiesto è quello contributivo di almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Ricordiamo inoltre che l'indennità non spetta nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale.

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