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  Premi per ascoltare l'articolo! I lavoratori iscritti a forme di previdenza complementare hanno raggiunto nel 2017 quota 8,3 milioni, con un aumento del 7,1 % rispetto al 2016. Lo rileva la Covip, l’authority di vigilanza sui fondi pensione nell’ultimo report aggiornato a dicembre scorso. La crescita degli iscritti è dovuta in parte al boom dei fondi contrattuali, dovuta all’iscrizione automatica prevista dal contratto dei lavoratori del settore autostrade, dei dipendenti delle aziende del gruppo Ferrovie dello Stato, degli autoferrotranvieri, dei lavoratori iscritti al fondo territoriale del Veneto e dall’entrata a regime dell’adesione contrattuale per i lavoratori del settore edile. I fondi aperti, le forme pensionistiche di mercato offerte da intermediari finanziari, hanno fatto registrare nel 2017 l’incremento di iscritti maggiore con un + 9,2 % sul 2016, seguiti dai PIP di nuova generazione, detti “nuovi”, con un + 8,1% . Infine i fondi pensioni negoziali hanno visto aumentare le adesioni dell’ 8%. I rendimenti dei fondi pensioni nel 2017 hanno premiato proprio chi ha sceltoi i fondi aperti che hanno reso in media il 3,3% in più rispetto allo scorso anno (2,2 nel 2016), mentre i fondi negoziali sono scesi di un punto ( 2,6 % nel 2017 contro il 2,7% del 2016) e i PiP “nuovi” di ramo III hanno scontato una flessione da un + 3,6% del 2016 a un + 2,2 del 2017. Battuto in ogni caso il rendimento nello stesso periodo del TFR che si è rivalutato, al netto dell’imposta sostitutiva dell’1,7%. Patrimonio della previdenza complementare A fine dicembre 2017 il patrimonio accumulato dalle forme pensionistiche complementari ammonta a 160,7 miliardi di euro ( 107 miliardi nel 2015) . Le risorse dei fondi negoziali ammontano a 49,5 miliardi di euro, in crescita del 7,7 %. I fondi aperti dispongono di un patrimonio di 19,1 miliardi e i PIP “nuovi” di 27,6 miliardi. L’incremento nell’anno è stato, rispettivamente, del 12% e del 16,4 %. Adesioni A fine 2017 il numero complessivo di iscritti a forme pensionistiche complementari, incluso coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, è di 8,341 milioni; al netto delle uscite, la crescita dall’inizio del 2017 è stata di 554.000 unità (7,1%). Nei fondi negoziali si sono registrate 208.000 iscrizioni in più (8%) rispetto al 2016, portando il totale a fine anno a 2,805 milioni. Nelle forme pensionistiche di mercato offerte da intermediari finanziari, i fondi aperti totalizzano 1,374 milioni di iscritti, crescendo di 115.000 unità (9,2 %) rispetto al 2016. Nei PIP “nuovi” il totale degli iscritti è di 3,103 milioni; l’incremento netto è stato di 233.000 unità (8,1%). Rendimenti Rendimenti in media più elevati si sono riscontrati nelle linee di investimento azionarie e anche bilanciate, per effetto dell’andamento nel complesso favorevole delle borse mondiali. Da segnalare la perfomance del comparto “Azionario” nei fondi pensioni aperti con un +7,2% rispetto al +3,2 % del 2016 e nei fondi pensioni negoziali con un + 5,9% rispetto al +4,4 % del 2016. I risultati medi sono stati marginalmente negativi per i comparti obbligazionari puri e modesti per gli altri comparti obbligazionari e per i garantiti, in presenza di tassi di interesse rimasti su livelli storicamente bassi pur se in leggera risalita nel corso dell’anno. Su un orizzonte temporale più ampio, pari agli ultimi dieci anni, i rendimenti medi annui composti sono stati il 3,3 % per i fondi negoziali, il 3 % per i fondi aperti e il 2,2 % per i PIP “nuovi” di ramo III; la rivalutazione media annua composta del TFR è stata del 2,1%.

I lavoratori iscritti a forme di previdenza complementare hanno raggiunto nel 2017 quota 8,3 milioni, con un aumento del 7,1 % rispetto al 2016.
Lo rileva la Covip, l’authority di vigilanza sui fondi pensione nell’ultimo report aggiornato a dicembre scorso.

La crescita degli iscritti è dovuta in parte al boom dei fondi contrattuali, dovuta all’iscrizione automatica prevista dal contratto dei lavoratori del settore autostrade, dei dipendenti delle aziende del gruppo Ferrovie dello Stato, degli autoferrotranvieri, dei lavoratori iscritti al fondo territoriale del Veneto e dall’entrata a regime dell’adesione contrattuale per i lavoratori del settore edile.

I fondi aperti, le forme pensionistiche di mercato offerte da intermediari finanziari, hanno fatto registrare nel 2017 l’incremento di iscritti maggiore con un + 9,2 % sul 2016, seguiti dai PIP di nuova generazione, detti “nuovi”, con un + 8,1% . Infine i fondi pensioni negoziali hanno visto aumentare le adesioni dell’ 8%.

I rendimenti dei fondi pensioni nel 2017 hanno premiato proprio chi ha sceltoi i fondi aperti che hanno reso in media il 3,3% in più rispetto allo scorso anno (2,2 nel 2016), mentre i fondi negoziali sono scesi di un punto ( 2,6 % nel 2017 contro il 2,7% del 2016) e i PiP “nuovi” di ramo III hanno scontato una flessione da un + 3,6% del 2016 a un + 2,2 del 2017.

Battuto in ogni caso il rendimento nello stesso periodo del TFR che si è rivalutato, al netto dell’imposta sostitutiva dell’1,7%.

Patrimonio della previdenza complementare

A fine dicembre 2017 il patrimonio accumulato dalle forme pensionistiche complementari ammonta a 160,7 miliardi di euro ( 107 miliardi nel 2015) .
Le risorse dei fondi negoziali ammontano a 49,5 miliardi di euro, in crescita del 7,7 %. I fondi aperti dispongono di un patrimonio di 19,1 miliardi e i PIP “nuovi” di 27,6 miliardi. L’incremento nell’anno è stato, rispettivamente, del 12% e del 16,4 %.

Adesioni

A fine 2017 il numero complessivo di iscritti a forme pensionistiche complementari, incluso coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, è di 8,341 milioni; al netto delle uscite, la crescita dall’inizio del 2017 è stata di 554.000 unità (7,1%).

Nei fondi negoziali si sono registrate 208.000 iscrizioni in più (8%) rispetto al 2016, portando il totale a fine anno a 2,805 milioni. Nelle forme pensionistiche di mercato offerte da intermediari finanziari, i fondi aperti totalizzano 1,374 milioni di iscritti, crescendo di 115.000 unità (9,2 %) rispetto al 2016. Nei PIP “nuovi” il totale degli iscritti è di 3,103 milioni; l’incremento netto è stato di 233.000 unità (8,1%).

Rendimenti

Rendimenti in media più elevati si sono riscontrati nelle linee di investimento azionarie e anche bilanciate, per effetto dell’andamento nel complesso favorevole delle borse mondiali. Da segnalare la perfomance del comparto “Azionario” nei fondi pensioni aperti con un +7,2% rispetto al +3,2 % del 2016 e nei fondi pensioni negoziali con un + 5,9% rispetto al +4,4 % del 2016.

I risultati medi sono stati marginalmente negativi per i comparti obbligazionari puri e modesti per gli altri comparti obbligazionari e per i garantiti, in presenza di tassi di interesse rimasti su livelli storicamente bassi pur se in leggera risalita nel corso dell’anno.

Su un orizzonte temporale più ampio, pari agli ultimi dieci anni, i rendimenti medi annui composti sono stati il 3,3 % per i fondi negoziali, il 3 % per i fondi aperti e il 2,2 % per i PIP “nuovi” di ramo III; la rivalutazione media annua composta del TFR è stata del 2,1%.

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