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  Premi per ascoltare l'articolo! A differenza del 2017, quando l’azionario asiatico e dei Mercati Emergenti globali (GEM) ha registrato un rally di circa il 40%, il 2018 è stato un anno molto impegnativo per l’azionario emergente, con le azioni GEM e asiatiche in calo di quasi il 15%. Tuttavia, riteniamo che il peggio sia ormai passato e che, a nostro avviso, adesso sia il momento giusto per aumentare l’esposizione sui titoli azionari Asia (escluso Giappone) e su quelli dei Mercati Emergenti globali. Dopo il forte rally del 2017, le valutazioni si sono ristrette, in particolare in alcuni settori come le società cinesi di internet. Inoltre, per tutto il 2018, l’azionario emergente ha risentito dell’impatto di un numero insolitamente elevato di titoli di giornale negativi, che hanno rappresentato importanti venti contrari. Ne sono un esempio la disputa commerciale USA-Cina, la crisi valutaria turca, le tensioni politiche in America Latina e laumento dei tassi dinteresse USA che ha supportato un rafforzamento del dollaro. Tutti questi fattori hanno costituito delle sfide importanti per i titoli azionari GEM. A nostro avviso, le ragioni per un investimento a lungo termine nei Mercati Emergenti Globali sono ancora valide e in questo momento le valutazioni sono più interessanti sia rispetto al passato sia se confrontate con quelle dei mercati sviluppati. Per la maggior parte del 2018, i mercati emergenti hanno subito revisioni negative degli utili in quanto gli analisti sell-side hanno abbassato le loro previsioni sugli utili. Di conseguenza, mentre molte delle notizie negative che questanno hanno avuto ripercussioni sui mercati emergenti sembrano essersi già riflesse nelle valutazioni, le previsioni sugli utili delle azioni americane hanno appena iniziato a ridursi. Di conseguenza, le azioni GEM e le azioni asiatiche sono scambiate a un tasso di sconto prossimo al massimo storico, rispetto ai mercati sviluppati (circa il 30%). In altre parole, riteniamo che ci sia probabilmente un maggiore margine di sicurezza nellacquistare azioni GEM o asiatiche, considerate le loro previsioni sugli utili più basse rispetto a quelle dei mercati sviluppati (in particolare azioni USA), visto anche l’ottimismo forse eccessivo degli operatori sul mercato statunitense. A nostro avviso quest’anno potrebbero esserci due catalizzatori per l’azionario emergente: la risoluzione delle dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina e una moderazione del ritmo di irrigidimento monetario da parte della Federal Reserve. Per quanto riguarda il primo punto, crediamo che alla fine dalla guerra commerciale non usciranno vincitori e che quindi è nellinteresse di entrambe le parti trovare un compromesso. La piena risoluzione della crisi può richiedere tempo, ma qualsiasi discussione o mossa nella giusta direzione, o anche una riduzione del livello di animosità, potrebbe essere un forte catalizzatore per i mercati. Sul secondo fronte, invece, riteniamo che la Fed preferirebbe lasciare che leconomia americana si surriscaldi piuttosto che alzare i tassi troppo rapidamente e soffocare la crescita economica. Le società statunitensi, che hanno un elevato stock di debito, subirebbero un impatto negativo qualora i tassi continuassero a salire. Inoltre, tassi dinteresse più elevati peserebbero molto sullampliamento del deficit fiscale degli Stati Uniti, dato lelevato livello di indebitamento del governo degli Stati Uniti. Di conseguenza, se la Fed rallentasse il ritmo della stretta monetaria o lo fermasse del tutto, il dollaro USA potrebbe affievolirsi il che dovrebbe avere un impatto positivo sull’azionario GEM. Daniel Tubbs - Head of Emerging Market Equities - Mirabaud AM

A differenza del 2017, quando l’azionario asiatico e dei Mercati Emergenti globali (GEM) ha registrato un rally di circa il 40%, il 2018 è stato un anno molto impegnativo per l’azionario emergente, con le azioni GEM e asiatiche in calo di quasi il 15%.

Tuttavia, riteniamo che il peggio sia ormai passato e che, a nostro avviso, adesso sia il momento giusto per aumentare l’esposizione sui titoli azionari Asia (escluso Giappone) e su quelli dei Mercati Emergenti globali.

Dopo il forte rally del 2017, le valutazioni si sono ristrette, in particolare in alcuni settori come le società cinesi di internet. Inoltre, per tutto il 2018, l’azionario emergente ha risentito dell’impatto di un numero insolitamente elevato di titoli di giornale negativi, che hanno rappresentato importanti venti contrari. Ne sono un esempio la disputa commerciale USA-Cina, la crisi valutaria turca, le tensioni politiche in America Latina e l'aumento dei tassi d'interesse USA che ha supportato un rafforzamento del dollaro. Tutti questi fattori hanno costituito delle sfide importanti per i titoli azionari GEM.

A nostro avviso, le ragioni per un investimento a lungo termine nei Mercati Emergenti Globali sono ancora valide e in questo momento le valutazioni sono più interessanti sia rispetto al passato sia se confrontate con quelle dei mercati sviluppati. Per la maggior parte del 2018, i mercati emergenti hanno subito revisioni negative degli utili in quanto gli analisti sell-side hanno abbassato le loro previsioni sugli utili. Di conseguenza, mentre molte delle notizie negative che quest'anno hanno avuto ripercussioni sui mercati emergenti sembrano essersi già riflesse nelle valutazioni, le previsioni sugli utili delle azioni americane hanno appena iniziato a ridursi. Di conseguenza, le azioni GEM e le azioni asiatiche sono scambiate a un tasso di sconto prossimo al massimo storico, rispetto ai mercati sviluppati (circa il 30%). In altre parole, riteniamo che ci sia probabilmente un maggiore margine di sicurezza nell'acquistare azioni GEM o asiatiche, considerate le loro previsioni sugli utili più basse rispetto a quelle dei mercati sviluppati (in particolare azioni USA), visto anche l’ottimismo forse eccessivo degli operatori sul mercato statunitense.

A nostro avviso quest’anno potrebbero esserci due catalizzatori per l’azionario emergente: la risoluzione delle dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina e una moderazione del ritmo di irrigidimento monetario da parte della Federal Reserve.

Per quanto riguarda il primo punto, crediamo che alla fine dalla guerra commerciale non usciranno vincitori e che quindi è nell'interesse di entrambe le parti trovare un compromesso. La piena risoluzione della crisi può richiedere tempo, ma qualsiasi discussione o mossa nella giusta direzione, o anche una riduzione del livello di animosità, potrebbe essere un forte catalizzatore per i mercati.

Sul secondo fronte, invece, riteniamo che la Fed preferirebbe lasciare che l'economia americana si surriscaldi piuttosto che alzare i tassi troppo rapidamente e soffocare la crescita economica. Le società statunitensi, che hanno un elevato stock di debito, subirebbero un impatto negativo qualora i tassi continuassero a salire. Inoltre, tassi d'interesse più elevati peserebbero molto sull'ampliamento del deficit fiscale degli Stati Uniti, dato l'elevato livello di indebitamento del governo degli Stati Uniti. Di conseguenza, se la Fed rallentasse il ritmo della stretta monetaria o lo fermasse del tutto, il dollaro USA potrebbe affievolirsi il che dovrebbe avere un impatto positivo sull’azionario GEM.


Daniel Tubbs - Head of Emerging Market Equities - Mirabaud AM

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