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  Premi per ascoltare l'articolo! Nel mese di gennaio gli ETP hanno raccolto 100,6 miliardi di dollari a livello globale, raggiungendo un nuovo record di flussi mensili, trainato dall’azionario statunitense e giapponese e sostenuto dai mercati emergenti, sia con esposizioni azionarie allargate che obbligazionarie. L’azionario statunitense ha registrato flussi d’ingresso per 35,8 miliardi di dollari con focus sulle large cap e sui fondi dei settori ciclici stimolati dalla riforma fiscale statunitense e dalla spesa federale superiore alle attese. Quello giapponese ha raccolto 12,1 miliardi di dollari, un nuovo picco mensile, sulla scia del miglioramento della crescita globale, di solidi risultati e del sostegno degli acquisti di titoli di Stato da parte della Banca Centrale del Giappone. A gennaio l’ampio mercato azionario e obbligazionario dei mercati emergenti hanno raggiunto nuovi record di flussi a livello mensile con rispettivamente 10,6 e 4,0 miliardi di dollari in entrata, grazie al deprezzamento del dollaro e al rialzo del prezzo delle commodity. Patrick Mattar, del team capital markets EMEA di iShares (BlackRock), ha commentato le cinque principali tendenze dei flussi degli ETP europei registrate in gennaio 2018: Flussi dei mercati emergenti: in assoluto lo scorso gennaio è stato il mese di maggiori flussi per gli ETP dei mercati emergenti quotati nell’area EMEA, con investimenti di oltre 2 miliardi di dollari in questi fondi per la prima volta in un solo mese. Con gennaio, si registrano 12 mesi consecutivi di afflussi, segnando un periodo record. I fondamentali dei mercati emergenti restano forti e le relative valutazioni a lungo termine interessanti. Sembra che l’azionario dei mercati emergenti rappresenti un’area di attenzione per gli investitori. L’Europa è tornata: con 3,8 miliardi di dollari di flussi per gli ETP azionari europei quotati nell’area EMEA, gennaio è stato il mese con la raccolta maggiore da luglio 2017. Il dato positivo segue le fuoriuscite di dicembre, che avevano interrotto 15 mesi consecutivi di flussi in ingresso da agosto 2016. L’effetto stupore del debito dei mercati emergenti: le esposizioni sul debito emergente quotate nell’area EMEA hanno avuto un forte slancio ad inizio anno, con flussi positivi per 1,1 miliardi di dollari in gennaio, la maggior raccolta mensile da luglio 2016. L’attuale progressione su scala trimestrale è marginalmente inferiore a quella del record registrata nel primo trimestre dell’anno scorso (+3,8 miliardi di dollari), seppur sia stato il miglior gennaio di sempre. Sembra che il perdurare di rendimenti ai minimi sui mercati sviluppati per l’obbligazionario governativo e il credito investment grade, unitamente all’indebolimento del dollaro statunitense, stiano continuando a guidare i flussi degli ETP verso il debito dei mercati emergenti. Tendenza giapponese: Le esposizioni azionarie giapponesi quotate in Europa sembrano aver avuto una crescita inarrestabile da settembre, con flussi cumulati per oltre 4 miliardi di dollari. A gennaio 2018 la raccolta dell’azionario giapponese si è attestata a 1,4 miliardi di dollari, il secondo miglior mese in assoluto per gli ETP quotati nell’area EMEA, e il più alto tasso di acquisti da agosto 2014. Il totale dei flussi del mese di gennaio per i prodotti quotati nell’area EMEA hanno già raggiunto il 40% dei flussi totali del 2017, pari a 3,5 miliardi di dollari. Sembra che gli investitori si stiano orientando verso politiche monetarie accomodanti considerando anche le valutazioni sensibilmente scontate rispetto ai peer di mercato sviluppati, data la forte crescita degli utili nel 2017. Trasformers: i robot raggiungono nuovi massimi: gennaio è stato il mese di maggiori afflussi in assoluto per gli ETF quotati nell’area EMEA che replicano degli indici relativi alla robotica, con una raccolta di 585 milioni di dollari per i 3 fondi UCITS disponibili. Sembra che gli investitori siano sempre più a loro agio nellutilizzare veicoli indicizzati per accedere a esposizioni tematiche a lungo termine, storicamente dominate da gestori attivi. Se estendiamo luniverso dei fondi sulla robotica includendo anche gli ETF quotati negli Stati Uniti e tutti i fondi comuni di investimento attivi che investono nel tema, in tre anni gli asset sono arrivati a quota 24,4 miliardi di dollari da 206 milioni di dollari investiti attraverso 16 fondi.

Nel mese di gennaio gli ETP hanno raccolto 100,6 miliardi di dollari a livello globale, raggiungendo un nuovo record di flussi mensili, trainato dall’azionario statunitense e giapponese e sostenuto dai mercati emergenti, sia con esposizioni azionarie allargate che obbligazionarie.

L’azionario statunitense ha registrato flussi d’ingresso per 35,8 miliardi di dollari con focus sulle large cap e sui fondi dei settori ciclici stimolati dalla riforma fiscale statunitense e dalla spesa federale superiore alle attese. Quello giapponese ha raccolto 12,1 miliardi di dollari, un nuovo picco mensile, sulla scia del miglioramento della crescita globale, di solidi risultati e del sostegno degli acquisti di titoli di Stato da parte della Banca Centrale del Giappone. A gennaio l’ampio mercato azionario e obbligazionario dei mercati emergenti hanno raggiunto nuovi record di flussi a livello mensile con rispettivamente 10,6 e 4,0 miliardi di dollari in entrata, grazie al deprezzamento del dollaro e al rialzo del prezzo delle commodity.

Patrick Mattar, del team capital markets EMEA di iShares (BlackRock), ha commentato le cinque principali tendenze dei flussi degli ETP europei registrate in gennaio 2018:

  1. Flussi dei mercati emergenti: in assoluto lo scorso gennaio è stato il mese di maggiori flussi per gli ETP dei mercati emergenti quotati nell’area EMEA, con investimenti di oltre 2 miliardi di dollari in questi fondi per la prima volta in un solo mese. Con gennaio, si registrano 12 mesi consecutivi di afflussi, segnando un periodo record. I fondamentali dei mercati emergenti restano forti e le relative valutazioni a lungo termine interessanti. Sembra che l’azionario dei mercati emergenti rappresenti un’area di attenzione per gli investitori.
  2. L’Europa è tornata: con 3,8 miliardi di dollari di flussi per gli ETP azionari europei quotati nell’area EMEA, gennaio è stato il mese con la raccolta maggiore da luglio 2017. Il dato positivo segue le fuoriuscite di dicembre, che avevano interrotto 15 mesi consecutivi di flussi in ingresso da agosto 2016.
  3. L’effetto stupore del debito dei mercati emergenti: le esposizioni sul debito emergente quotate nell’area EMEA hanno avuto un forte slancio ad inizio anno, con flussi positivi per 1,1 miliardi di dollari in gennaio, la maggior raccolta mensile da luglio 2016. L’attuale progressione su scala trimestrale è marginalmente inferiore a quella del record registrata nel primo trimestre dell’anno scorso (+3,8 miliardi di dollari), seppur sia stato il miglior gennaio di sempre. Sembra che il perdurare di rendimenti ai minimi sui mercati sviluppati per l’obbligazionario governativo e il credito investment grade, unitamente all’indebolimento del dollaro statunitense, stiano continuando a guidare i flussi degli ETP verso il debito dei mercati emergenti.
  4. Tendenza giapponese: Le esposizioni azionarie giapponesi quotate in Europa sembrano aver avuto una crescita inarrestabile da settembre, con flussi cumulati per oltre 4 miliardi di dollari. A gennaio 2018 la raccolta dell’azionario giapponese si è attestata a 1,4 miliardi di dollari, il secondo miglior mese in assoluto per gli ETP quotati nell’area EMEA, e il più alto tasso di acquisti da agosto 2014. Il totale dei flussi del mese di gennaio per i prodotti quotati nell’area EMEA hanno già raggiunto il 40% dei flussi totali del 2017, pari a 3,5 miliardi di dollari. Sembra che gli investitori si stiano orientando verso politiche monetarie accomodanti considerando anche le valutazioni sensibilmente scontate rispetto ai peer di mercato sviluppati, data la forte crescita degli utili nel 2017.
  5. Trasformers: i robot raggiungono nuovi massimi: gennaio è stato il mese di maggiori afflussi in assoluto per gli ETF quotati nell’area EMEA che replicano degli indici relativi alla robotica, con una raccolta di 585 milioni di dollari per i 3 fondi UCITS disponibili. Sembra che gli investitori siano sempre più a loro agio nell'utilizzare veicoli indicizzati per accedere a esposizioni tematiche a lungo termine, storicamente dominate da gestori attivi. Se estendiamo l'universo dei fondi sulla robotica includendo anche gli ETF quotati negli Stati Uniti e tutti i fondi comuni di investimento attivi che investono nel tema, in tre anni gli asset sono arrivati a quota 24,4 miliardi di dollari da 206 milioni di dollari investiti attraverso 16 fondi.
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