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  Premi per ascoltare l'articolo! Le preoccupazioni di una guerra commerciale hanno dominato il mese, con le crescenti dispute tra Stati Uniti e Cina, nonché con alleati tradizionali come lUE, il Canada e il Messico. Lincontro annuale dei leader del G7 è finito in un nulla di fatto dopo che il presidente Trump ha attaccato le politiche commerciali degli altri membri e si è rifiutato di firmare il documento finale del gruppo. In concomitanza in un incontro separato, e molto atteso Trump ha incontrato Kim Jong-un, segnando i primi passi verso un accordo di denuclearizzazione. Gli investitori erano anche preoccupati dei piani di espansione fiscale del governo di coalizione appena insediato in Italia. I dati economici USA sono rimasti generalmente positivi, con uno slancio verso lalto sia nei servizi che nel manifatturiero. I prezzi al consumo degli Stati Uniti sono cresciuti ad un ritmo superiore rispetto agli ultimi 6 anni. La Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse dello 0,25%, raggiungendo un obiettivo compreso tra l1,75% e il 2%, in scia al rafforzamento della crescita economica e ad una più robusta occupazione. In Europa, i dati pubblicati nel mese hanno mostrato che la produzione industriale della zona euro per aprile è diminuita dello 0,9%. Nel frattempo, laumento dei prezzi del petrolio ha spinto linflazione primaria delleurozona al 2% a giugno dall1,9% del mese precedente. La BCE ha dichiarato che avrebbe ulteriormente ridotto gli acquisti di asset da settembre, con lobiettivo di porre fine al quantitative easing entro la fine del 2018. Le nuove emissioni hanno continuato ad essere forti, ammontando a 11,5 miliardi su scala globale. Le società statunitensi hanno contribuito con 6 miliardi di nuove emissioni, tra cui Twitter, Vishay, Zillow, Restoration Hardware e un’obbligazione convertibile da DCI Liberty in Charter Communications. Tra gli emittenti in Europa troviamo Safran e SwissRe, in Giappone Nippon Flour Mills. Il nostro quadro macroeconomico rimane positivo e le nostre prospettive di crescita per il 2018 sono: USA 3%; Europa 2,5%; Cina 6,5%; Giappone 1,5%. Le preoccupazioni sullinflazione ex-petrolio si sono dissipate; l’inflazione in Europa e in Gran Bretagna è stata più bassa di quella attesa e l’accelerazione della crescita dei salari negli Stati Uniti ha rallentato più del previsto. I timori sulla fine del ciclo economico potrebbero diminuire in vista di una possibile accelerazione della crescita USA, dovuto all’aumento degli investimenti, specialmente in energia e ad un ritardo nei consumi derivante dai tagli fiscali. Le aspettative sulla possibilità che Trump potrebbe evitare una recessione nel 2020 (anno di elezioni), incrementando la spesa per le infrastrutture, potrebbe anche intensificarsi. Gli utili societari e i fatturati sono solidi. Tuttavia, i timori sull’escalation di una possibile guerra commerciale sovrastano il mercato. Dazi sulle importazioni USA dalla Cina limitati a 50 miliardi di dollari rallenterebbero la crescita di circa lo 0,25%. Ciò non dovrebbe pregiudicare materialmente i mercati finanziari. La robusta crescita economica negli Stati Uniti e la ragionevole crescita in Europa, accanto a un euro più debole, sostengono forti guadagni societari e quindi le annunciate tariffe di importazione non hanno innescato una significativa svendita. Se le prospettive macroeconomiche degli Stati Uniti si deteriorassero, o il Presidente Trump imponesse tariffe di importazione a 450 miliardi di dollari su prodotti cinesi, ciò inciderebbe gravemente sulla crescita economica e su un aumento dell’inflazione.  Anja Eijking - gestore del fondo F&C Global Convertible Bond - BMO Global Asset Management

Le preoccupazioni di una guerra commerciale hanno dominato il mese, con le crescenti dispute tra Stati Uniti e Cina, nonché con alleati tradizionali come l'UE, il Canada e il Messico.

L'incontro annuale dei leader del G7 è finito in un nulla di fatto dopo che il presidente Trump ha attaccato le politiche commerciali degli altri membri e si è rifiutato di firmare il documento finale del gruppo. In concomitanza in un incontro separato, e molto atteso Trump ha incontrato Kim Jong-un, segnando i primi passi verso un accordo di denuclearizzazione.

Gli investitori erano anche preoccupati dei piani di espansione fiscale del governo di coalizione appena insediato in Italia. I dati economici USA sono rimasti generalmente positivi, con uno slancio verso l'alto sia nei servizi che nel manifatturiero. I prezzi al consumo degli Stati Uniti sono cresciuti ad un ritmo superiore rispetto agli ultimi 6 anni. La Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse dello 0,25%, raggiungendo un obiettivo compreso tra l'1,75% e il 2%, in scia al rafforzamento della crescita economica e ad una più robusta occupazione. In Europa, i dati pubblicati nel mese hanno mostrato che la produzione industriale della zona euro per aprile è diminuita dello 0,9%. Nel frattempo, l'aumento dei prezzi del petrolio ha spinto l'inflazione primaria dell'eurozona al 2% a giugno dall'1,9% del mese precedente. La BCE ha dichiarato che avrebbe ulteriormente ridotto gli acquisti di asset da settembre, con l'obiettivo di porre fine al quantitative easing entro la fine del 2018.

Le nuove emissioni hanno continuato ad essere forti, ammontando a 11,5 miliardi su scala globale. Le società statunitensi hanno contribuito con 6 miliardi di nuove emissioni, tra cui Twitter, Vishay, Zillow, Restoration Hardware e un’obbligazione convertibile da DCI Liberty in Charter Communications. Tra gli emittenti in Europa troviamo Safran e SwissRe, in Giappone Nippon Flour Mills.

Il nostro quadro macroeconomico rimane positivo e le nostre prospettive di crescita per il 2018 sono: USA 3%; Europa 2,5%; Cina 6,5%; Giappone 1,5%. Le preoccupazioni sull'inflazione ex-petrolio si sono dissipate; l’inflazione in Europa e in Gran Bretagna è stata più bassa di quella attesa e l’accelerazione della crescita dei salari negli Stati Uniti ha rallentato più del previsto.

I timori sulla fine del ciclo economico potrebbero diminuire in vista di una possibile accelerazione della crescita USA, dovuto all’aumento degli investimenti, specialmente in energia e ad un ritardo nei consumi derivante dai tagli fiscali. Le aspettative sulla possibilità che Trump potrebbe evitare una recessione nel 2020 (anno di elezioni), incrementando la spesa per le infrastrutture, potrebbe anche intensificarsi. Gli utili societari e i fatturati sono solidi.

Tuttavia, i timori sull’escalation di una possibile guerra commerciale sovrastano il mercato. Dazi sulle importazioni USA dalla Cina limitati a 50 miliardi di dollari rallenterebbero la crescita di circa lo 0,25%. Ciò non dovrebbe pregiudicare materialmente i mercati finanziari. La robusta crescita economica negli Stati Uniti e la ragionevole crescita in Europa, accanto a un euro più debole, sostengono forti guadagni societari e quindi le annunciate tariffe di importazione non hanno innescato una significativa svendita. Se le prospettive macroeconomiche degli Stati Uniti si deteriorassero, o il Presidente Trump imponesse tariffe di importazione a 450 miliardi di dollari su prodotti cinesi, ciò inciderebbe gravemente sulla crescita economica e su un aumento dell’inflazione.


 Anja Eijking - gestore del fondo F&C Global Convertible Bond - BMO Global Asset Management

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