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  Premi per ascoltare l'articolo! In attesa di verificare se l’Italia riuscirà ad evitare la famigerata procedura di infrazione, andiamo a verificare se un altro paese mediterraneo, la Spagna, sarà in grado di offrire delle opportunità nel 2019. Il paese fu uno dei più colpiti dalla crisi del 2008 e le misure a sostegno dell’economia furono tra le più massicce (se valutate rispetto alla dimensione), con valori di deficit di bilancio molto elevati per gli anni 2009-2012. Il percorso di recupero a partire dal 2011 è stato però abbastanza virtuoso, nonostante una certa instabilità politica e il susseguirsi di numerosi governi di matrice diversa. Il risultato è quello di un paese che, dopo aver rischiato nel 2012 di diventare sub-investment grade, ha invece intrapreso un percorso di recupero che potrebbe riportare i rating di tutte le principali agenzia a “Singola A”. Ci sembra quindi interessante confrontare la situazione della Spagna, con quella dei due paesi del Nord Europa che presentano situazioni assimilabili (seppure diverse): Irlanda e Belgio. A fini comparativi inseriamo anche i dati relativi all’Italia. Cominciamo innanzitutto confrontando i rendimenti dei titoli di stato dei quattro paesi sulle varie scadenze. I titoli spagnoli trattano al di sopra di quelli di Irlanda e Belgio in maniera abbastanza uniforme su tutte le scadenze. Storicamente, i rendimenti dei titoli spagnoli hanno subito una volatilità comparabile a quella dei BTP, tuttavia negli ultimi 3-4 anni i mercati sembrano aver concluso che la situazione è migliorata in maniera strutturale. Dal punto di vista dei fondamentali economici, la Spagna presenta un quadro sostanzialmente stabile, abbastanza simile a quello del Belgio. L’Irlanda invece rappresenta un po’ un “caso a parte”, con valori di crescita assolutamente fuori dalla norma per un paese dell’Europa Occidentale. La tabella sottostante riassume i dati più rilevanti per la sostenibilità del debito (e quindi per il livello di rendimento dei Bond). Dal confronto emerge per la Spagna una situazione tutto sommato comparabile a quella del Belgio, con il maggiore Deficit di bilancio compensato dalla crescita economica più elevata e da un livello di debito più basso. I dati dell’Irlanda, come già segnalato, rappresentano un’eccezione legata alle caratteristiche molto volatili del paese, che storicamente oscilla tra fasi molto positive (come quella attuale) ad altre estremamente negative. In questo senso, i dati molto positivi attuali vanno probabilmente “mediati” rispetto alla maggiore volatilità dell’economia Irlandese rispetto alle altre. I rating dei tre paesi rispecchiano in buona parte i dati economici e le prospettive per i prossimi anni. Come si può notare, la tendenza per la Spagna è di un significativo miglioramento del Rating da parte di tutte le agenzie. Nel caso S&P dovesse ulteriormente migliorare il suo giudizio da A- a A (la Spagna è attualmente in “Outlook” positivo), resterebbe solo Moody’s a relegare il paese iberico nel “purgatorio” delle Triple B. È però abbastanza plausibile che, se nonostante i primi segnali di rallentamento la crescita economica in Europa non dovesse discostarsi troppo dalle previsioni - Eurostat ha abbassato la crescita prevista per l’anno in corso da 1.7% all’1,6% - anche Moody’s prima o poi potrebbe allinearsi alle altre due agenzie, a quel punto i titoli spagnoli potrebbero beneficiare di un avvicinamento ai rendimenti di Belgio e Irlanda. Come già accennato, puntare su una convergenza della curva spagnola su quelle belga e irlandese, equivale a puntare su uno scenario complessivamente positivo, il che’ potrebbe avere un impatto a rialzo sui tassi di interesse (e quindi a ribasso sui corsi dei titoli). In quest’ottica potrebbe forse avere senso puntare su emissioni inflation linked (di cui faremo un approfondimento nei prossimi giorni). Per chi invece ritiene che le prospettive dell’Europa siano tutt’altro che rosee, i titoli spagnoli non rappresentano probabilmente una scelta corretta. A prescindere dai fondamentali infatti, l’associazione con gli altri due paesi mediterranei (Italia e Portogallo), creerebbe i presupposti per una maggiore pressione di mercati e investitori sui titoli spagnoli rispetto ai “nordici” Belgio e Irlanda.

In attesa di verificare se l’Italia riuscirà ad evitare la famigerata procedura di infrazione, andiamo a verificare se un altro paese mediterraneo, la Spagna, sarà in grado di offrire delle opportunità nel 2019.

Il paese fu uno dei più colpiti dalla crisi del 2008 e le misure a sostegno dell’economia furono tra le più massicce (se valutate rispetto alla dimensione), con valori di deficit di bilancio molto elevati per gli anni 2009-2012.

Il percorso di recupero a partire dal 2011 è stato però abbastanza virtuoso, nonostante una certa instabilità politica e il susseguirsi di numerosi governi di matrice diversa.

Il risultato è quello di un paese che, dopo aver rischiato nel 2012 di diventare sub-investment grade, ha invece intrapreso un percorso di recupero che potrebbe riportare i rating di tutte le principali agenzia a “Singola A”.

Ci sembra quindi interessante confrontare la situazione della Spagna, con quella dei due paesi del Nord Europa che presentano situazioni assimilabili (seppure diverse): Irlanda e Belgio. A fini comparativi inseriamo anche i dati relativi all’Italia.

Cominciamo innanzitutto confrontando i rendimenti dei titoli di stato dei quattro paesi sulle varie scadenze.

marzotto bonos un cammino virtuoso 1

I titoli spagnoli trattano al di sopra di quelli di Irlanda e Belgio in maniera abbastanza uniforme su tutte le scadenze. Storicamente, i rendimenti dei titoli spagnoli hanno subito una volatilità comparabile a quella dei BTP, tuttavia negli ultimi 3-4 anni i mercati sembrano aver concluso che la situazione è migliorata in maniera strutturale.

marzotto bonos un cammino virtuoso 2

Dal punto di vista dei fondamentali economici, la Spagna presenta un quadro sostanzialmente stabile, abbastanza simile a quello del Belgio. L’Irlanda invece rappresenta un po’ un “caso a parte”, con valori di crescita assolutamente fuori dalla norma per un paese dell’Europa Occidentale.

La tabella sottostante riassume i dati più rilevanti per la sostenibilità del debito (e quindi per il livello di rendimento dei Bond).

marzotto bonos un cammino virtuoso 3

Dal confronto emerge per la Spagna una situazione tutto sommato comparabile a quella del Belgio, con il maggiore Deficit di bilancio compensato dalla crescita economica più elevata e da un livello di debito più basso.

I dati dell’Irlanda, come già segnalato, rappresentano un’eccezione legata alle caratteristiche molto volatili del paese, che storicamente oscilla tra fasi molto positive (come quella attuale) ad altre estremamente negative. In questo senso, i dati molto positivi attuali vanno probabilmente “mediati” rispetto alla maggiore volatilità dell’economia Irlandese rispetto alle altre.

I rating dei tre paesi rispecchiano in buona parte i dati economici e le prospettive per i prossimi anni.

marzotto bonos un cammino virtuoso 4

Come si può notare, la tendenza per la Spagna è di un significativo miglioramento del Rating da parte di tutte le agenzie.

Nel caso S&P dovesse ulteriormente migliorare il suo giudizio da A- a A (la Spagna è attualmente in “Outlook” positivo), resterebbe solo Moody’s a relegare il paese iberico nel “purgatorio” delle Triple B.

È però abbastanza plausibile che, se nonostante i primi segnali di rallentamento la crescita economica in Europa non dovesse discostarsi troppo dalle previsioni - Eurostat ha abbassato la crescita prevista per l’anno in corso da 1.7% all’1,6% - anche Moody’s prima o poi potrebbe allinearsi alle altre due agenzie, a quel punto i titoli spagnoli potrebbero beneficiare di un avvicinamento ai rendimenti di Belgio e Irlanda.

Come già accennato, puntare su una convergenza della curva spagnola su quelle belga e irlandese, equivale a puntare su uno scenario complessivamente positivo, il che’ potrebbe avere un impatto a rialzo sui tassi di interesse (e quindi a ribasso sui corsi dei titoli). In quest’ottica potrebbe forse avere senso puntare su emissioni inflation linked (di cui faremo un approfondimento nei prossimi giorni).

Per chi invece ritiene che le prospettive dell’Europa siano tutt’altro che rosee, i titoli spagnoli non rappresentano probabilmente una scelta corretta. A prescindere dai fondamentali infatti, l’associazione con gli altri due paesi mediterranei (Italia e Portogallo), creerebbe i presupposti per una maggiore pressione di mercati e investitori sui titoli spagnoli rispetto ai “nordici” Belgio e Irlanda.

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