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Focus

L’impatto del populismo nell’economia reale

Il populismo è tornato, è dagli anni 30 che non si vedono livelli così alti di successo dei partiti populisti. Dalla Brexit nel Regno Unito alla Lega Nord in Italia fino ai Gilet Jaunes in Francia, le radici dei movimenti anti-establishment sono in crescita.

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La nuova Lunga Marcia della Cina

Il presidente Xi Jinping ha paragonato la sfida cinese di superare le ostilità esterne ad una “nuova Lunga Marcia”, riferendosi all’epica ritirata dell’Armata Rossa che nel 1934-35 percorse 9000 km nell’arco di un anno per sottrarsi all’accerchiamento delle forze Nazionaliste. Quell’episodio segnò l’ascesa di Mao Tse-tung e la nascita della nazione comunista.

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Stati Uniti, l'espansione continua

In sei mesi le cose possono cambiare in maniera radicale. Interrompendo il ciclo d'inasprimento dei tassi d'interesse avviato tre anni orsono, la Federal Reserve statunitense ha operato la svolta più decisiva per i mercati finanziari dall'inizio dell'anno.

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L’era della leadership statunitense sta per finire

Gli Stati Uniti hanno mercati azionari con valutazioni elevate, una moneta sopravvalutata e un gap di crescita del paese rispetto al resto del mondo sviluppato che si sta restringendo. Per questi motivi, le azioni americane sono destinate a produrre rendimenti solo di poco superiori all’inflazione nei prossimi cinque anni.

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Tre anni dal referendum Brexit: ecco cosa è successo sui mercati

Il 24 giugno 2016 gli elettori del Regno Unito votarono in maggioranza per abbandonare l’Unione Europea al termine di un lungo e drammatico scontro politico che ha lacerato la nazione per anni. Quel giorno segnò l’inizio della tumultuosa avventura della Brexit.

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Il regalo d’addio di Draghi

Dopo otto anni in carica, il Presidente della Banca Centrale Europea (BCE) Mario Draghi sembra deciso ad andarsene “col botto”.

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Instabilità monetaria

A conclusione delle riunioni di BCE e Federal Reserve emerge un quadro preoccupante, su cui ragionare in un’ottica temporale neanche troppo lunga: perdita di indipendenza delle autorità monetarie, conflitti valutari, costo sociale dei tassi negativi e del QE.

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Mercati emergenti: Fed più accomodante e accordo USA-Cina nel 2019 sono fattori a favore

Da inizio anno ad oggi la performance dei mercati emergenti in valuta forte è stata sostenuta dalla posizione più morbida della Fed e dalla forza dei fondamentali di questi paesi i vantaggi dell’esposizione a questa asset class in termini di diversificazione e la ripresa dei rendimenti rispetto alle obbligazioni societarie statunitensi sono relativamente interessanti per alcuni investitori. In particolare vediamo due fattori che potrebbero continuare a fornire sostegno nel secondo semestre del 2019.

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