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  Premi per ascoltare l'articolo! La prospettiva di un’economia mondiale che continua a rafforzarsi sostiene lo scenario di un’uscita delle banche centrali dalle politiche monetarie accomodanti. Sui mercati dei capitali, nel mese di gennaio questo si è tradotto in un rialzo sia dei tassi a 10 anni che dei mercati azionari. L’Europa, dato il suo carattere più ciclico, ha approfittato in modo particolare di un ritorno dell’appetito per il rischio, malgrado il deprezzamento del dollaro. Il nostro fondo a gennaio ha avuto una performance dell’8,76% sulla parte A EUR, facendo meglio del Ftse Italia All Share che è salito del 7,03%. Questo risultato non è stato ottenuto prendendo rischi inutili, ma attraverso un’oculata selezione dei titoli (stock picking), fatta in base alle nostre convinzioni. Le scelte su quali società puntare si sono rivelate ancora una volta premianti e hanno consentito al nostro portafoglio di fare meglio del mercato. Il Ftse Italia All Share ha guadagnato principalmente sotto l’impulso dei settori ciclici, come i titoli bancari, i titoli del consumo di beni secondari e gli industriali. Al contrario, i settori a lunga durata, come i servizi alla collettività, l’immobiliare, il consumo durevole e le telecomunicazioni hanno sofferto soprattutto per l’impatto dei tassi d’interesse. Proprio per la sua struttura di mercato pro-ciclico, l’Italia ha beneficiato maggiormente, rispetto ad altri mercati in Europa, di questo rialzo trainato dal buon andamento dell’economia. Si arresterà la corsa? Dopo un inizio d’anno molto forte, era ipotizzabile che i mercati azionari facessero una pausa. La pausa è arrivata lunedì scorso, con il crollo degli indici statunitensi. Il moltiplicarsi di annunci di un rialzo dei salari in seguito alla riforma fiscale ed a un mercato del lavoro sempre più sotto stress negli Stati Uniti potrebbe generare un ritorno dell’inflazione e condurre a una stretta monetaria più rapida del previsto. In Europa, l’avvicinarsi delle elezioni legislative in Italia, sebbene la probabilità di un governo di tipo populista sia piuttosto debole, potrebbe innescare delle prese di profitto. In questa fase manteniamo una view costruttiva sui mercati azionari, anche se le alte valutazioni ci portano ad essere molto selettivi e a selezionare quelle società che offrono reale potenziale di crescita sul lungo periodo. Dobbiamo temere la volatilità? Il ritorno della volatilità non mette in discussione lo scenario generale, perché il potenziale di rialzo è soprattutto legato al ciclo economico. Questo ritorno di volatilità, quindi, almeno per il momento, non ci preoccupa. I mercati erano strutturati per uno scenario di tassi bassi. Oggi bisogna cominciare a considerare che forse ci sarà un rialzo dell’inflazione e quindi aggiustare la propria asset allocation in base a questo. Noi eravamo già posizionati su titoli soprattutto orientati alla crescita e meno sensibili a un rialzo dei tassi. Abbiamo in portafoglio società che hanno una forte specificità nella loro nicchia. Quindi le correzioni di mercato cambiano poco per il nostro portafoglio e potrebbero invece offrire delle opportunità. Gilles Guibout - gestore del fondo di tipo PIR, AXA WF Framlington Italy - AXA Investment Managers

La prospettiva di un’economia mondiale che continua a rafforzarsi sostiene lo scenario di un’uscita delle banche centrali dalle politiche monetarie accomodanti. Sui mercati dei capitali, nel mese di gennaio questo si è tradotto in un rialzo sia dei tassi a 10 anni che dei mercati azionari.

L’Europa, dato il suo carattere più ciclico, ha approfittato in modo particolare di un ritorno dell’appetito per il rischio, malgrado il deprezzamento del dollaro.

Il nostro fondo a gennaio ha avuto una performance dell’8,76% sulla parte A EUR, facendo meglio del Ftse Italia All Share che è salito del 7,03%. Questo risultato non è stato ottenuto prendendo rischi inutili, ma attraverso un’oculata selezione dei titoli (stock picking), fatta in base alle nostre convinzioni. Le scelte su quali società puntare si sono rivelate ancora una volta premianti e hanno consentito al nostro portafoglio di fare meglio del mercato.

Il Ftse Italia All Share ha guadagnato principalmente sotto l’impulso dei settori ciclici, come i titoli bancari, i titoli del consumo di beni secondari e gli industriali. Al contrario, i settori a lunga durata, come i servizi alla collettività, l’immobiliare, il consumo durevole e le telecomunicazioni hanno sofferto soprattutto per l’impatto dei tassi d’interesse. Proprio per la sua struttura di mercato pro-ciclico, l’Italia ha beneficiato maggiormente, rispetto ad altri mercati in Europa, di questo rialzo trainato dal buon andamento dell’economia.

Si arresterà la corsa?

Dopo un inizio d’anno molto forte, era ipotizzabile che i mercati azionari facessero una pausa. La pausa è arrivata lunedì scorso, con il crollo degli indici statunitensi.

Il moltiplicarsi di annunci di un rialzo dei salari in seguito alla riforma fiscale ed a un mercato del lavoro sempre più sotto stress negli Stati Uniti potrebbe generare un ritorno dell’inflazione e condurre a una stretta monetaria più rapida del previsto. In Europa, l’avvicinarsi delle elezioni legislative in Italia, sebbene la probabilità di un governo di tipo populista sia piuttosto debole, potrebbe innescare delle prese di profitto.

In questa fase manteniamo una view costruttiva sui mercati azionari, anche se le alte valutazioni ci portano ad essere molto selettivi e a selezionare quelle società che offrono reale potenziale di crescita sul lungo periodo.

Dobbiamo temere la volatilità?

Il ritorno della volatilità non mette in discussione lo scenario generale, perché il potenziale di rialzo è soprattutto legato al ciclo economico. Questo ritorno di volatilità, quindi, almeno per il momento, non ci preoccupa.

I mercati erano strutturati per uno scenario di tassi bassi. Oggi bisogna cominciare a considerare che forse ci sarà un rialzo dell’inflazione e quindi aggiustare la propria asset allocation in base a questo. Noi eravamo già posizionati su titoli soprattutto orientati alla crescita e meno sensibili a un rialzo dei tassi. Abbiamo in portafoglio società che hanno una forte specificità nella loro nicchia. Quindi le correzioni di mercato cambiano poco per il nostro portafoglio e potrebbero invece offrire delle opportunità.


Gilles Guibout - gestore del fondo di tipo PIR, AXA WF Framlington Italy - AXA Investment Managers

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