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Focus

Dopo le elezioni di mid-term

Risulta piuttosto difficile, alla luce dei risultati delle elezioni americane di mid-term, parlare di «ondata blu» (il tradizionale colore dei Democratici). Come era stato anticipato i Democratici hanno riconquistato la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti anche se il Senato rimane in mano ai Repubblicani, che vi conquistano addirittura altri due seggi. All’indomani del voto gli equilibri negli Stati Uniti paiono tuttavia leggermente modificati, con delle conseguenze più o meno dirette sui mercati.

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Le tre tensioni che catturano l'attenzione degli investitori

Ottobre è stato per lo più un mese difficile per gli attivi finanziari. Dopo la correzione selvaggia di settembre sui titoli governativi, con conseguente rialzo dei rendimenti, è stata la volta dell'impennata degli spread del credito mentre i mercati azionari crollavano, con una differenziazione geografica relativamente modesta. I titoli tecnologici e i settori ciclici sono stati particolarmente colpiti, mentre le obbligazioni governative hanno registrato progressi di scarsa entità.

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Mercati emergenti sofferenti: è prevista una ripresa?

Dopo uno spettacolare 2017, il 2018 è stato un anno complicato per l’azionario dei mercati emergenti. Il sentiment e la crescita dei fondamentali hanno subito l’impatto dei timori legati alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, del Quantitative Tightening della Fed e di un dollaro più forte, oltre a quello di una serie di shock idiosincratici in alcuni paesi, come Turchia e Argentina.

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Elezioni USA: un punto di stallo o un punto di svolta?

Le elezioni di medio termine sono ormai imminenti, e potrebbero rivelarsi tanto un freno all’attività politica dell’amministrazione Trump quanto un volano per dazi, guerre commerciali, critiche alla Fed e altro ancora.

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Guerra commerciale, ecco come reagisce la Cina

Le tariffe commerciali di Trump a oggi (tariffa del 25% su 50 miliardi di dollari di esportazioni cinesi più il 10% su altri 200 miliardi di dollari) ridurranno solo marginalmente la crescita del PIL cinese di circa 30 - 40 punti base.

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