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Focus

Elezioni americane di Mid-term: possibili programmi economici e implicazioni per i mercati

Le elezioni americane di mid-term si terranno il 6 novembre. Sono in molti a prevedere un Congresso
diviso, con il Partito Democratico che assumerebbe il controllo della Camera dei Rappresentanti e il Partito
Repubblicano che manterrebbe quello del Senato. Tuttavia, sono possibili altri scenari: i Repubblicani potrebbero mantenere il controllo dell’intero Congresso, mentre i Democratici potrebbero conquistare sia la Camera dei Rappresentanti, sia il Senato.

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Brasile, outlook e prospettive del post-elezioni

Come previsto, il candidato del Partito Social-Liberale Jair Bolsonaro ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, aggiudicandosi il 55% dei voti validi contro il 45% ottenuto dal candidato del Partito dei Lavoratori Fernando Haddad.

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Amundi: Focus su Tassi Usa e Analisi sulla Cina

Crediamo che il rialzo potenziale dei tassi a lungo termine USA sia limitato. Il 5 ottobre i Treasury decennali USA hanno toccato nuovi massimi al 3,23% prima di ridiscendere al 3,09%. Tale fenomeno e? dovuto al rialzo dei rendimenti reali all’1,05%, un livello che non si vedeva dal 2011.

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Il confine tra mercati Emergenti e di frontiera

Nell’attuale contesto, caratterizzato da mercati che si trovano sui loro livelli più bassi, è necessario individuare i titoli di qualità, attendere che il prezzo cali, verificare che si trovino nel migliore segmento dell’investment grade e siano in grado di generare un flusso di cassa positivo.

Adottando tale approccio e filosofia di investimento, ci si troverà a indirizzarsi, dal nostro punto di vista, verso Paesi come il Messico – che ha sofferto in maniera sproporzionata prima della nomina del nuovo Presidente tra dicembre e gennaio – e il Brasile, altra nazione che, similmente, ha risentito in maniera eccessiva degli scandali legati alla corruzione (ad esempio il caso Car Wash) e delle elezioni stesse, che vedranno la seconda tornata svolgersi tra poco. Messico e Brasile rappresentano entrambe buone opportunità per acquistare titoli di qualità, dal nostro punto di vista, a condizioni economiche vantaggiose.

Altro segmento significativamente conveniente, sia su base storica che nel confronto con i Paesi sviluppati, è quello del mercato domestico cinese delle A-shares. È importante essere estremamente specifici nella scelta del segmento di mercato, dei titoli da acquistare e nelle ragioni alla base della scelta, ma riteniamo che il settore nel suo complesso abbia sofferto in maniera sproporzionata per una serie di ragioni, comprese tematiche legate alla corporate governance e al renminbi, che ha lasciato sul terreno più di 10 punti percentuali dal primo trimestre dell’anno. Al confronto, i titoli quotati ad Hong Kong non sono crollati perché il dollaro di Hong Kong è ancorato al dollaro statunitense e quindi le A-shares cinesi in renminbi stanno offrendo al momento entry point più interessanti selettivamente. Per quanto riguarda il complesso dei mercati di frontiera, che portano con sé una dose maggiore di rischio e una minore liquidità, i Paesi su cui nutriamo maggior fiducia sono Vietnam e Romania.

Sono Paesi che ci appaiono attraenti non solo per il buon rischio di credito, ma anche perché hanno mostrato una buona solidità nei fondamentali, un deciso flusso di cassa e società di alta qualità che stanno registrando buoni dati di crescita, riscontrando miglioramenti anche per quanto riguarda i punteggi ESG. Crediamo che continueranno a essere delle opportunità estremamente interessanti fintanto che i movimenti legati al rischio sono dovuti alla sfera globale. Al momento le aree geografiche meno convincenti dal nostro punto di vista sono Turchia, Indonesia e Sud Africa, i cui fondamentali sono messi sotto pressione in questo contesto. Tali mercati offrono tuttavia titoli di qualità molto interessanti, ma al momento la prospettiva top-down rappresenta un punto interrogativo.


Tim Love - responsabile strategie azionarie Paesi Emergenti - GAM Investments

Cina più debole di quanto si creda. Ma gli stimoli sono in arrivo

Recentemente abbiamo compiuto un viaggio in Cina che ci ha permesso di cogliere due aspetti fondamentali. Il primo: l’economia è molto più debole di quanto gli indicatori macro suggeriscano. Secondo: riteniamo che le autorità stiano preparando un considerevole pacchetto di stimoli per rivitalizzare le attività.

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Cina, il rallentamento della crescita è solo l’inizio

Vi sono diversi segnali che sollevano preoccupazioni sull’outlook per la crescita economica cinese. Il rallentamento più accentuato del previsto nella crescita del Pil, passata dal 6,7% del secondo trimestre al 6,5% del terzo, ha rappresentato solo un’anteprima di ciò che ci attende in futuro.

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