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  Premi per ascoltare l'articolo! Pur riconoscendo che il crescente protezionismo e la forza delleuro potrebbero rivelarsi fonti di rischio in futuro, la Banca centrale europea ha innalzato al 2,4% le sue previsioni sulla crescita per il 2018. È importante notare che il Consiglio direttivo ha anche rinunciato allimpegno di aumentare l’entità e la durata del programma di acquisto degli asset, se necessario.Da questo momento in poi, è possibile che la Bce si avvii verso un inasprimento della politica monetaria. I passi successivi consisteranno, probabilmente, nell’annuncio di unulteriore riduzione del programma di acquisto degli asset, prima di porvi fine nel corso dellanno. Nel 2019 potrebbero seguire aumenti dei tassi di interesse.A nostro parere, questo approccio è in linea con la crescita economica superiore ai trend, con la riduzione costante dell’eccesso di capacità produttiva, e con le pressioni inflattive al rialzo verso il target prestabilito. Tutto ciò potrebbe esercitare ulteriori pressioni sui rendimenti dei titoli di Stato, in particolare nella parte corta della curva, ed è probabile che vada a beneficio delle industrie cicliche e che continui a sostenere gli asset rischiosi.  Stefan Isaacs - deputy head del team Retail Fixed Interest - M&G Investments

Pur riconoscendo che il crescente protezionismo e la forza dell'euro potrebbero rivelarsi fonti di rischio in futuro, la Banca centrale europea ha innalzato al 2,4% le sue previsioni sulla crescita per il 2018. È importante notare che il Consiglio direttivo ha anche rinunciato all'impegno di aumentare l’entità e la durata del programma di acquisto degli asset, se necessario.

Da questo momento in poi, è possibile che la Bce si avvii verso un inasprimento della politica monetaria. I passi successivi consisteranno, probabilmente, nell’annuncio di un'ulteriore riduzione del programma di acquisto degli asset, prima di porvi fine nel corso dell'anno. Nel 2019 potrebbero seguire aumenti dei tassi di interesse.

A nostro parere, questo approccio è in linea con la crescita economica superiore ai trend, con la riduzione costante dell’eccesso di capacità produttiva, e con le pressioni inflattive al rialzo verso il target prestabilito. Tutto ciò potrebbe esercitare ulteriori pressioni sui rendimenti dei titoli di Stato, in particolare nella parte corta della curva, ed è probabile che vada a beneficio delle industrie cicliche e che continui a sostenere gli asset rischiosi.


 Stefan Isaacs - deputy head del team Retail Fixed Interest - M&G Investments

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