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  Premi per ascoltare l'articolo! Continuiamo a prevedere che la Federal Reserve continuerà ad alzare i tassi, effettuando un aumento a dicembre e almeno altri tre nel 2019. In un contesto caratterizzato da una crescita solida e da un tasso di disoccupazione ai minimi da 49 anni, osserviamo che i commenti del presidente della Fed, Jerome Powell, sono stati ampiamente mal interpretati dai mercati. Nella sua dichiarazione precisa si legge il passaggio i tassi dinteresse sono ancora al di sotto degli standard storici, e rimangono appena sotto il livello considerato neutro per leconomia.Potremmo mettere in guardia da uninterpretazione troppo dovish di queste osservazioni e notare che durante la riunione di settembre la Fed ha in realtà aumentato le sue stime del tasso neutro a lungo termine, passando al 3% da un precedente 2,9%.Le ultime revisioni sul PIL rivelano una crescita dei consumi leggermente più bassa (con una crescita rivista al ribasso al 3,6%), compensata da maggiori investimenti in conto capitale da parte delle imprese. Un elemento incoraggiante è il fatto che la crescita delle strutture non residenziali (-1,7% t/t contro il -7,9% riportato in precedenza) e delle attrezzature aziendali (+3,5% contro lo 0,4%) sia stata rivista al rialzo. Gero Jung - Chief Economist - Mirabaud AM

Continuiamo a prevedere che la Federal Reserve continuerà ad alzare i tassi, effettuando un aumento a dicembre e almeno altri tre nel 2019.

In un contesto caratterizzato da una crescita solida e da un tasso di disoccupazione ai minimi da 49 anni, osserviamo che i commenti del presidente della Fed, Jerome Powell, sono stati ampiamente mal interpretati dai mercati. Nella sua dichiarazione precisa si legge il passaggio "i tassi d'interesse sono ancora al di sotto degli standard storici, e rimangono appena sotto il livello considerato neutro per l'economia".

Potremmo mettere in guardia da un'interpretazione troppo "dovish" di queste osservazioni e notare che durante la riunione di settembre la Fed ha in realtà aumentato le sue stime del tasso neutro a lungo termine, passando al 3% da un precedente 2,9%.

Le ultime revisioni sul PIL rivelano una crescita dei consumi leggermente più bassa (con una crescita rivista al ribasso al 3,6%), compensata da maggiori investimenti in conto capitale da parte delle imprese. Un elemento incoraggiante è il fatto che la crescita delle strutture non residenziali (-1,7% t/t contro il -7,9% riportato in precedenza) e delle attrezzature aziendali (+3,5% contro lo 0,4%) sia stata rivista al rialzo.


Gero Jung - Chief Economist - Mirabaud AM

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