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  Premi per ascoltare l'articolo! Nonostante gli investitori stiano cercando da vicino i segnali di una ripresa della crescita economica nella zona euro dopo avere letto i dati del Pil del Vecchio Continente stamattina, ci siano buone ragioni per considerare che lo scenario del secondo trimestre rimanga piuttosto nebuloso poiché i fattori di rischio derivanti dalla guerra sui dazi provenienti dagli Stati Uniti e dalla Cina aumentano l’incertezza sulle esportazioni. La Germania è pertanto un buon esempio per illustrare la situazione: il trend al ribasso dell’indicatore ZEW a -2,1 in territorio negativo suggerisce che la crescita economica nel Paese dovrebbe essere contenuta per i prossimi sei mesi, nonostante il robusto incremento registrato nei primi tre mesi dell’anno (+0,4%) che è anche il più alto da giugno 2018 e che potrebbe, a prima vista, porre fine al periodo di decrescita. Il contributo insolito fornito dagli investimenti nel settore delle costruzioni dovuto al clima moderato in questo periodo di tempo ha portato ad una sopravvalutazione della misura. In positivo si sono registrati la domanda domestica, i macchinari e gli equipaggiamenti mentre la spesa governativa ha rivelato una flessione. Nello stesso periodo, la stima annuale ha fatto segnare +0,6%, la più bassa da marzo 2013, il che indicherebbe un Pil piatto o potenzialmente in calo nel secondo trimestre dell’anno. Nella situazione attuale, ci aspettiamo l’avvio di una fase di ripresa a partire dalla seconda metà del 2019 poiché l’economia cinese dovrebbe beneficiare delle misure di stimolo messe in atto dal Governo. Vincent Mivelaz - analista - Swissquote

Nonostante gli investitori stiano cercando da vicino i segnali di una ripresa della crescita economica nella zona euro dopo avere letto i dati del Pil del Vecchio Continente stamattina, ci siano buone ragioni per considerare che lo scenario del secondo trimestre rimanga piuttosto nebuloso poiché i fattori di rischio derivanti dalla guerra sui dazi provenienti dagli Stati Uniti e dalla Cina aumentano l’incertezza sulle esportazioni.

La Germania è pertanto un buon esempio per illustrare la situazione: il trend al ribasso dell’indicatore ZEW a -2,1 in territorio negativo suggerisce che la crescita economica nel Paese dovrebbe essere contenuta per i prossimi sei mesi, nonostante il robusto incremento registrato nei primi tre mesi dell’anno (+0,4%) che è anche il più alto da giugno 2018 e che potrebbe, a prima vista, porre fine al periodo di decrescita.

Il contributo insolito fornito dagli investimenti nel settore delle costruzioni dovuto al clima moderato in questo periodo di tempo ha portato ad una sopravvalutazione della misura. In positivo si sono registrati la domanda domestica, i macchinari e gli equipaggiamenti mentre la spesa governativa ha rivelato una flessione. Nello stesso periodo, la stima annuale ha fatto segnare +0,6%, la più bassa da marzo 2013, il che indicherebbe un Pil piatto o potenzialmente in calo nel secondo trimestre dell’anno.

Nella situazione attuale, ci aspettiamo l’avvio di una fase di ripresa a partire dalla seconda metà del 2019 poiché l’economia cinese dovrebbe beneficiare delle misure di stimolo messe in atto dal Governo.


Vincent Mivelaz - analista - Swissquote

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