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  Premi per ascoltare l'articolo! Alla vigilia delle celebrazioni per il Capodanno cinese il prossimo 16 febbraio e con le Olimpiadi invernali in corso in Corea del Sud, Soo Nam NG, Responsabile azionario Asia di Columbia Threadneedle Investments, analizza le prospettive per i mercati asiatici. Persistono ancora le prospettive per un rally dell’azionario asiatico che duri diversi anni. La correzione a cui abbiamo assistito recentemente è stata una conseguenza della discesa del mercato statunitense e, sulla scia di mercati in crescita, cè ovviamente molto da guadagnare. I rendimenti delle obbligazioni a lunga scadenza sono cresciuti, quindi è comprensibile che abbiamo avuto qualche preoccupazione e vi sia stato un riapprezamento del rischio. Ma per quanto riguarda la ripresa dei fondamentali, non vi sono cambiamenti. E’ chiaro che vi sarà un trend rialzista che durerà diversi anni e i driver legati a questo rialzo sono molto solidi e non sono influenzati da un aumento dell’inflazione. Linflazione è una forza positiva - è un indicatore di una forte economia globale. Gli investitori dovrebbero aspettarsi che linflazione aumenti, data la crescita sincronizzata a cui abbiamo assistito: la domanda da porsi è fino a che livello essa aumenterà. I numeri dell’inflazione dovrebbero rimanere stabili ma comunque entro buoni livelli, il che contribuirà alla volatilità del mercato a breve termine; ma a più lungo termine, se linflazione rimane ben controllata e allinterno delle aspettative del mercato, non la vedo come qualcosa di troppo preoccupante. Il ritmo degli aumenti della Fed è ovviamente discutibile. Anche se vi saranno forse uno o due aumenti in più rispetto a quelli attualmente già prezzati, ritengo che ciò farà parte del processo di normalizzazione e sarà sufficiente per tenere sotto controllo linflazione. In tal caso, non credo che né la tendenza dellinflazione né la tendenza dei tassi di interesse possano minare la dinamica di ripresa pluriennale in corso in Asia. Credo che la crescita sostenibile, guidata dalla politica e dalla stabilità politica, con un forte impulso e un sentiment positivo, porterà alla sovraperformance nei prossimi due anni. Gli investitori dovrebbero considerare opportunisticamente questa situazione, perché se il rally previsto per questi anni rimane confermato, sarà sicuramente una buona opportunità per i gestori attivi. Lenorme economia cinese sta assistendo a un secondo risveglio sotto la presidenza di Xi Jinping, con una fitta agenda di riforme sul fronte dellofferta e particolare concentrazione su una crescita macroeconomica sostenibile. La spinta verso unintegrazione geoeconomica impressa dallambizioso progetto One Belt One Road (OBOR) del presidente cinese Xi implica una crescita destinata a coinvolgere anche il resto dei paesi asiatici, in particolare alla luce dei punti di forza complementari delle diverse economie della regione. In gran parte dellAsia, è già iniziato un nuovo ciclo di crescita imperniata sulla qualità. In segno di rottura con il passato, il ritmo dovrebbe essere moderatamente elevato ma sostenibile, conducendo a un contesto più robusto per una crescita costante degli utili societari e un quadro positivo per i mercati azionari asiatici. Alla luce di questi fattori, riteniamo che il 2017 sia stato un anno di svolta. Lindice MSCI Asia (Giappone escluso) ha realizzato guadagni in ciascun trimestre di calendario. Ora che la fine dellanno è vicina, è arrivato a rendimenti di oltre il 30% in termini di dollari statunitensi. Questo rally è la dimostrazione di ciò che può accadere ai mercati azionari asiatici di pari passo con il palesarsi di una crescita economica sostenibile e un effetto di contagio sugli utili societari. Alla fine dellanno, le valutazioni erano eterogenee. Ormai le azioni che erano in testa durante il rally, ad esempio i titoli della new economy e quelli tecnologici, non sono più convenienti. Permangono però sacche di valutazioni allettanti. Lindice MSCI Asia Pacifico (Giappone escluso) è scambiato a un rapporto prezzo/utili prospettico pari a circa 13x al momento della redazione, il che non dovrebbe pregiudicare un ulteriore rialzo del mercato nel caso in cui la dinamica del 2017 si protraesse anche nei prossimi anni. 1 Si preannuncia un ciclo di crescita di qualità Il ciclo di crescita di qualità dei paesi emergenti osservabile attualmente è stato preceduto da una fase preparatoria di almeno cinque anni. Ripercorrerne la storia consente di trarre indicazioni utili per il futuro. La Cina ha svolto un ruolo di apripista in quanto artefice dellattuale stabilità. Allindomani della crisi finanziaria globale, lamministrazione di Hu Jintao adottò massicce misure fiscali volte a stimolare leconomia. Ciò si rivelò disastroso, in quanto creò eccessi di capacità in diversi settori e fu eseguito male, perché non ci si assicurò che il denaro si indirizzasse verso progetti commercialmente validi; per non parlare poi dei fondi andati perduti a causa della corruzione. La mancata sostenibilità di tale provvedimento fiscale ha in ultima istanza causato la rapida decelerazione della crescita osservata nel 2010-2012. Questo doloroso adeguamento ha contribuito a forgiare una nuova mentalità. Da quando ha assunto la presidenza nel 2013, Xi Jinping ha continuamente sottolineato come la sostenibilità della crescita sia più importante della sua velocità. Le riforme sul lato dellofferta e uneconomia più equilibrata fanno ben sperare per il futuro, in quanto riducono la vulnerabilità del paese a shock economici. Levento cardine del 2017 per la Cina, ossia il 19° Congresso nazionale del Partito comunista cinese, ha ribadito la supremazia del peso politico di Xi Jinping e il rafforzamento della disciplina nel partito, il che dovrebbe sostenere una futura accelerazione delle riforme sul lato dellofferta. La persistenza della campagna anticorruzione del leader cinese migliorerà anche la corporate governance nellampio settore delle aziende pubbliche, contribuendo a innalzare lo standard per il mercato nel suo insieme. Il settore finanziario è riuscito a tenere testa alle sfide costituite dallaumento del debito e dai prestiti ombra, ed è stato rimesso in riga mediante un irrigidimento proattivo della regolamentazione. È senzaltro necessario monitorare i livelli del debito, ma la probabilità di una crisi sistemica è diminuita notevolmente. Sulla spinta dellambiziosa iniziativa OBOR di Xi Jinping finalizzata a unintegrazione geoeconomica, crescerà anche il resto dei paesi asiatici, soprattutto alla luce dei punti di forza complementari delle rispettive economie. Allinterno della regione, la stabilità economica è legata a doppio filo alla stabilità politica. Sono emersi nuovi, carismatici leader come Xi, appunto, ma anche Narendra Modi (India), Joko Widodo, altresì noto con lappellativo Jokowi (Indonesia), Prayut Chan-o-cha (Thailandia) e Rodrigo Duterte (Filippine). La penisola coreana resta unarea calda dal punto di vista geopolitico, ma alla fine dovrebbe riuscire a imporsi una prudente diplomazia, considerata la positiva intesa emersa tra Xi e Trump, una delle principali sorprese del 2017. LIndia, da parte sua, dovrebbe riuscire a cavarsela nel 2018, anche se sembra faticare a mantenere intatta lattuale dinamica di crescita. Innanzitutto, il subcontinente indiano necessita di ulteriori riforme fondamentali per risolvere alla radice i diversi problemi. Le politiche recentemente finite sotto i riflettori – la demonetizzazione delle banconote nel 2016, lintroduzione di unimposta su beni e servizi nel 2017 e la ricapitalizzazione delle banche di proprietà dello Stato – possono certamente essere utili, ma non sono la panacea per tutti i complessi problemi che affliggono il paese. Affinché la crescita sia più sostenibile a medio-lungo termine, sono necessarie misure più rigorose volte ad affrontare una miriade di questioni, tra cui linquinamento ambientale, la diseguaglianza dei redditi e levasione fiscale. Nonostante tali difficoltà, le azioni indiane potrebbero comunque essere interessate da un rialzo in caso di concretizzazione delle proiezioni di utile. Rally pluriennale in vista Il rallentamento della crescita del periodo 2010-2012 si è rapidamente tramutato in una solida crescita tendenziale sostenuta a livelli moderatamente elevati, che si è tradotta esplicitamente in unespansione degli utili societari. In questa prospettiva, a nostro avviso il rally del 2017 prelude alla possibilità di un ciclo di rialzo pluriennale per leconomia e i listini azionari. Appare chiaro che la Cina può contare sulle risorse, sulla visione e sul desiderio della leadership di consolidare questa fase del secolo della regione Asia-Pacifico. Le riforme sul lato dellofferta avviate da Xi Jinping e lagenda OBOR sono garantite almeno per il prossimo quinquennio. Alla luce degli anni di mandato residui dei leader politici nel resto dellAsia, dovrebbe esservi stabilità sufficiente affinché lattuale dinamica di crescita continui a seguire il suo corso. Il consolidamento delle strutture settoriali, il ritorno del potere di prezzo, il miglioramento della fiducia dei consumatori e la costante disciplina dei prezzi dovrebbero conferire maggiore profondità al rally nel corso del 2018, salvo eventi esterni che potrebbero verificarsi in maniera puntuale senza tuttavia rischiare di compromettere la tendenza al rialzo. I titoli a forte crescita nella new economy e i settori tecnologici dovrebbero continuare a evidenziare un andamento soddisfacente, ma non dovrebbero mettere a segno una sovraperformance paragonabile a quella del 2017. Per contro, ci aspettiamo che la fiducia nella ripresa dei profitti dei settori industriale e finanziario produca una significativa rivalutazione dei titoli azionari. La possibilità di un irripidimento della curva dei rendimenti potrebbe inoltre stimolare il potenziale di rialzo per alcuni istituti bancari e assicurativi. In Cina, in India e in tutto il continente asiatico, per gli investitori che utilizzano strategie attive di selezione dei titoli la stagione è ancora nel vivo. Soo Nam NG - Responsabile azionario Asia - Columbia Threadneedle Investments

Alla vigilia delle celebrazioni per il Capodanno cinese il prossimo 16 febbraio e con le Olimpiadi invernali in corso in Corea del Sud, Soo Nam NG, Responsabile azionario Asia di Columbia Threadneedle Investments, analizza le prospettive per i mercati asiatici.

Persistono ancora le prospettive per un rally dell’azionario asiatico che duri diversi anni. La correzione a cui abbiamo assistito recentemente è stata una conseguenza della discesa del mercato statunitense e, sulla scia di mercati in crescita, c'è ovviamente molto da guadagnare. I rendimenti delle obbligazioni a lunga scadenza sono cresciuti, quindi è comprensibile che abbiamo avuto qualche preoccupazione e vi sia stato un riapprezamento del rischio.

Ma per quanto riguarda la ripresa dei fondamentali, non vi sono cambiamenti. E’ chiaro che vi sarà un trend rialzista che durerà diversi anni e i driver legati a questo rialzo sono molto solidi e non sono influenzati da un aumento dell’inflazione.

L'inflazione è una forza positiva - è un indicatore di una forte economia globale. Gli investitori dovrebbero aspettarsi che l'inflazione aumenti, data la crescita sincronizzata a cui abbiamo assistito: la domanda da porsi è fino a che livello essa aumenterà. I numeri dell’inflazione dovrebbero rimanere stabili ma comunque entro buoni livelli, il che contribuirà alla volatilità del mercato a breve termine; ma a più lungo termine, se l'inflazione rimane ben controllata e all'interno delle aspettative del mercato, non la vedo come qualcosa di troppo preoccupante.

Il ritmo degli aumenti della Fed è ovviamente discutibile. Anche se vi saranno forse uno o due aumenti in più rispetto a quelli attualmente già prezzati, ritengo che ciò farà parte del processo di normalizzazione e sarà sufficiente per tenere sotto controllo l'inflazione. In tal caso, non credo che né la tendenza dell'inflazione né la tendenza dei tassi di interesse possano minare la dinamica di ripresa pluriennale in corso in Asia.

Credo che la crescita sostenibile, guidata dalla politica e dalla stabilità politica, con un forte impulso e un sentiment positivo, porterà alla sovraperformance nei prossimi due anni. Gli investitori dovrebbero considerare opportunisticamente questa situazione, perché se il rally previsto per questi anni rimane confermato, sarà sicuramente una buona opportunità per i gestori attivi.

L'enorme economia cinese sta assistendo a un "secondo risveglio" sotto la presidenza di Xi Jinping, con una fitta agenda di riforme sul fronte dell'offerta e particolare concentrazione su una crescita macroeconomica sostenibile. La spinta verso un'integrazione geoeconomica impressa dall'ambizioso progetto "One Belt One Road" (OBOR) del presidente cinese Xi implica una crescita destinata a coinvolgere anche il resto dei paesi asiatici, in particolare alla luce dei punti di forza complementari delle diverse economie della regione.

In gran parte dell'Asia, è già iniziato un nuovo ciclo di crescita imperniata sulla qualità. In segno di rottura con il passato, il ritmo dovrebbe essere moderatamente elevato ma sostenibile, conducendo a un contesto più robusto per una crescita costante degli utili societari e un quadro positivo per i mercati azionari asiatici.

Alla luce di questi fattori, riteniamo che il 2017 sia stato un anno di svolta. L'indice MSCI Asia (Giappone escluso) ha realizzato guadagni in ciascun trimestre di calendario. Ora che la fine dell'anno è vicina, è arrivato a rendimenti di oltre il 30% in termini di dollari statunitensi. Questo rally è la dimostrazione di ciò che può accadere ai mercati azionari asiatici di pari passo con il palesarsi di una crescita economica sostenibile e un effetto di contagio sugli utili societari.

Alla fine dell'anno, le valutazioni erano eterogenee. Ormai le azioni che erano in testa durante il rally, ad esempio i titoli della "new economy" e quelli tecnologici, non sono più convenienti. Permangono però sacche di valutazioni allettanti. L'indice MSCI Asia Pacifico (Giappone escluso) è scambiato a un rapporto prezzo/utili prospettico pari a circa 13x al momento della redazione, il che non dovrebbe pregiudicare un ulteriore rialzo del mercato nel caso in cui la dinamica del 2017 si protraesse anche nei prossimi anni. 1

Si preannuncia un ciclo di crescita di qualità

Il ciclo di crescita di qualità dei paesi emergenti osservabile attualmente è stato preceduto da una fase preparatoria di almeno cinque anni. Ripercorrerne la storia consente di trarre indicazioni utili per il futuro.

La Cina ha svolto un ruolo di apripista in quanto artefice dell'attuale stabilità. All'indomani della crisi finanziaria globale, l'amministrazione di Hu Jintao adottò massicce misure fiscali volte a stimolare l'economia. Ciò si rivelò disastroso, in quanto creò eccessi di capacità in diversi settori e fu eseguito male, perché non ci si assicurò che il denaro si indirizzasse verso progetti commercialmente validi; per non parlare poi dei fondi andati perduti a causa della corruzione. La mancata sostenibilità di tale provvedimento fiscale ha in ultima istanza causato la rapida decelerazione della crescita osservata nel 2010-2012.

Questo doloroso adeguamento ha contribuito a forgiare una nuova mentalità. Da quando ha assunto la presidenza nel 2013, Xi Jinping ha continuamente sottolineato come la sostenibilità della crescita sia più importante della sua velocità. Le riforme sul lato dell'offerta e un'economia più equilibrata fanno ben sperare per il futuro, in quanto riducono la vulnerabilità del paese a shock economici.

L'evento cardine del 2017 per la Cina, ossia il 19° Congresso nazionale del Partito comunista cinese, ha ribadito la supremazia del peso politico di Xi Jinping e il rafforzamento della disciplina nel partito, il che dovrebbe sostenere una futura accelerazione delle riforme sul lato dell'offerta. La persistenza della campagna anticorruzione del leader cinese migliorerà anche la corporate governance nell'ampio settore delle aziende pubbliche, contribuendo a innalzare lo standard per il mercato nel suo insieme. Il settore finanziario è riuscito a tenere testa alle sfide costituite dall'aumento del debito e dai prestiti ombra, ed è stato rimesso in riga mediante un irrigidimento proattivo della regolamentazione. È senz'altro necessario monitorare i livelli del debito, ma la probabilità di una crisi sistemica è diminuita notevolmente.

Sulla spinta dell'ambiziosa iniziativa OBOR di Xi Jinping finalizzata a un'integrazione geoeconomica, crescerà anche il resto dei paesi asiatici, soprattutto alla luce dei punti di forza complementari delle rispettive economie. All'interno della regione, la stabilità economica è legata a doppio filo alla stabilità politica. Sono emersi nuovi, carismatici leader come Xi, appunto, ma anche Narendra Modi (India), Joko Widodo, altresì noto con l'appellativo Jokowi (Indonesia), Prayut Chan-o-cha (Thailandia) e Rodrigo Duterte (Filippine). La penisola coreana resta un'area calda dal punto di vista geopolitico, ma alla fine dovrebbe riuscire a imporsi una prudente diplomazia, considerata la positiva intesa emersa tra Xi e Trump, una delle principali sorprese del 2017.

L'India, da parte sua, dovrebbe riuscire a cavarsela nel 2018, anche se sembra faticare a mantenere intatta l'attuale dinamica di crescita. Innanzitutto, il subcontinente indiano necessita di ulteriori riforme fondamentali per risolvere alla radice i diversi problemi. Le politiche recentemente finite sotto i riflettori – la demonetizzazione delle banconote nel 2016, l'introduzione di un'imposta su beni e servizi nel 2017 e la ricapitalizzazione delle banche di proprietà dello Stato – possono certamente essere utili, ma non sono la panacea per tutti i complessi problemi che affliggono il paese. Affinché la crescita sia più sostenibile a medio-lungo termine, sono necessarie misure più rigorose volte ad affrontare una miriade di questioni, tra cui l'inquinamento ambientale, la diseguaglianza dei redditi e l'evasione fiscale. Nonostante tali difficoltà, le azioni indiane potrebbero comunque essere interessate da un rialzo in caso di concretizzazione delle proiezioni di utile.

Rally pluriennale in vista

Il rallentamento della crescita del periodo 2010-2012 si è rapidamente tramutato in una solida crescita tendenziale sostenuta a livelli moderatamente elevati, che si è tradotta esplicitamente in un'espansione degli utili societari. In questa prospettiva, a nostro avviso il rally del 2017 prelude alla possibilità di un ciclo di rialzo pluriennale per l'economia e i listini azionari.

Appare chiaro che la Cina può contare sulle risorse, sulla visione e sul desiderio della leadership di consolidare questa fase del secolo della regione Asia-Pacifico. Le riforme sul lato dell'offerta avviate da Xi Jinping e l'agenda OBOR sono garantite almeno per il prossimo quinquennio. Alla luce degli anni di mandato residui dei leader politici nel resto dell'Asia, dovrebbe esservi stabilità sufficiente affinché l'attuale dinamica di crescita continui a seguire il suo corso. Il consolidamento delle strutture settoriali, il ritorno del potere di prezzo, il miglioramento della fiducia dei consumatori e la costante disciplina dei prezzi dovrebbero conferire maggiore profondità al rally nel corso del 2018, salvo eventi esterni che potrebbero verificarsi in maniera puntuale senza tuttavia rischiare di compromettere la tendenza al rialzo. I titoli a forte crescita nella "new economy" e i settori tecnologici dovrebbero continuare a evidenziare un andamento soddisfacente, ma non dovrebbero mettere a segno una sovraperformance paragonabile a quella del 2017. Per contro, ci aspettiamo che la fiducia nella ripresa dei profitti dei settori industriale e finanziario produca una significativa rivalutazione dei titoli azionari. La possibilità di un irripidimento della curva dei rendimenti potrebbe inoltre stimolare il potenziale di rialzo per alcuni istituti bancari e assicurativi. In Cina, in India e in tutto il continente asiatico, per gli investitori che utilizzano strategie attive di selezione dei titoli la stagione è ancora nel vivo.


Soo Nam NG - Responsabile azionario Asia - Columbia Threadneedle Investments

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