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  Premi per ascoltare l'articolo! Video (Luca Trabattoni) Profilo Il prossimo anno dovrebbe risultare determinante per i policymaker e per gli investitori, poiché le banche centrali ridurranno il proprio supporto monetario, mentre la domanda del settore privato assumerà il ruolo di driver della crescita per le economie mondiali. Nella fase attuale, caratterizzata da un dilagante populismo e da sforzi in materia di riforme politiche, è necessario un quadro di valutazione più ampio dei rischi che gli investitori dovranno affrontare, che tenga conto delle nuove dimensioni di queste sfide. Con l’avvicinarsi del 2018, Union Bancaire Privée rimane ottimista circa l’economia globale e i temi al centro delle proprie prospettive d’investimento sono i seguenti: Il boom economico continua – Nell’anno in corso e nel prossimo la crescita - meno dipendente dal supporto delle banche centrali e più sincronizzata a livello globale - raggiungerà la velocità massima da dieci anni a questa parte, con la probabilità di attestarsi su una media del 3,6% nel 2017 e del 3,5% nel 2018. Un nuovo regimemonetario – Il 2018 dovrebbe assistere a un cambiamento strategico delle politiche monetarie, poiché le banche centrali ridurranno in modo graduale gli stimoli forniti all’economia dal 2008. Prepararsi a un ritorno alla normalità dei tassi – Con un 2017 caratterizzato da una fine dei tagli dei tassi da parte delle banche centrali, nel 2018 dovremmo assistere alla fase finale della transizione cominciata un anno fa. Crescita degli utili nell’azionario statunitense – Possibili ritorni positivi nel 2018 nonostante le valutazioni storicamente elevate. Ripresa ciclica e ostacoli strutturali in Europa – Nel 2018 gli investitori europei dovrebbero concentrarsi sulla crescita degli utili come driver principale dei ritorni azionari. Le riforme e il risanamento prendono piede in Giappone – L’economia giapponese che, come quella europea, ha sofferto a lungo, dovrebbe finalmente riprendersi e mettere a segno una crescita dell’1,7% nel 2017, con l’affermarsi dei benefici derivanti dalla crescita globale, dalle riforme interne e dagli stimoli. Le riforme interne sostengono la ripresa ciclica nei mercati emergenti – Il 2018 dovrebbe assistere a un cambiamento politico significativo nei principali paesi emergenti e dovrebbe veder emergere economie in maturazione, che consentiranno cambiamenti delle politiche locali a supporto di un miglioramento dei ritorni per gli investitori. Un’inversione di lungo termine nelle materie prime – I prezzi delle materie prime rettificati per l’inflazione si avvicinano ai minimi antecedenti al 2000.

Il prossimo anno dovrebbe risultare determinante per i policymaker e per gli investitori, poiché le banche centrali ridurranno il proprio supporto monetario, mentre la domanda del settore privato assumerà il ruolo di driver della crescita per le economie mondiali.

Nella fase attuale, caratterizzata da un dilagante populismo e da sforzi in materia di riforme politiche, è necessario un quadro di valutazione più ampio dei rischi che gli investitori dovranno affrontare, che tenga conto delle nuove dimensioni di queste sfide.

Con l’avvicinarsi del 2018, Union Bancaire Privée rimane ottimista circa l’economia globale e i temi al centro delle proprie prospettive d’investimento sono i seguenti:

  • Il boom economico continua – Nell’anno in corso e nel prossimo la crescita - meno dipendente dal supporto delle banche centrali e più sincronizzata a livello globale - raggiungerà la velocità massima da dieci anni a questa parte, con la probabilità di attestarsi su una media del 3,6% nel 2017 e del 3,5% nel 2018.
  • Un nuovo regimemonetario – Il 2018 dovrebbe assistere a un cambiamento strategico delle politiche monetarie, poiché le banche centrali ridurranno in modo graduale gli stimoli forniti all’economia dal 2008.
  • Prepararsi a un ritorno alla normalità dei tassi – Con un 2017 caratterizzato da una fine dei tagli dei tassi da parte delle banche centrali, nel 2018 dovremmo assistere alla fase finale della transizione cominciata un anno fa.
  • Crescita degli utili nell’azionario statunitense – Possibili ritorni positivi nel 2018 nonostante le valutazioni storicamente elevate.
  • Ripresa ciclica e ostacoli strutturali in Europa – Nel 2018 gli investitori europei dovrebbero concentrarsi sulla crescita degli utili come driver principale dei ritorni azionari.
  • Le riforme e il risanamento prendono piede in Giappone – L’economia giapponese che, come quella europea, ha sofferto a lungo, dovrebbe finalmente riprendersi e mettere a segno una crescita dell’1,7% nel 2017, con l’affermarsi dei benefici derivanti dalla crescita globale, dalle riforme interne e dagli stimoli.
  • Le riforme interne sostengono la ripresa ciclica nei mercati emergenti – Il 2018 dovrebbe assistere a un cambiamento politico significativo nei principali paesi emergenti e dovrebbe veder emergere economie in maturazione, che consentiranno cambiamenti delle politiche locali a supporto di un miglioramento dei ritorni per gli investitori.
  • Un’inversione di lungo termine nelle materie prime – I prezzi delle materie prime rettificati per l’inflazione si avvicinano ai minimi antecedenti al 2000.

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