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  Premi per ascoltare l'articolo! Video in inglese Temi e idee chiave di investimento per il 2018: azionario europeo, obbligazioni indicizzate all’inflazione, settore bancario negli Usa e in Europa, settore tecnologia e infrastrutture in Asia e naturalmente…disruption! Crediamo che il 2018 segnerà la fine delle politiche monetarie ultra-accomodanti che hanno sostenuto mercati e valutazioni dalla grande crisi finanziaria. Il cambiamento sarà graduale: le Banche Centrali staranno “dietro la curva dei tassi” e la financial repression sarà ancora presente. Di conseguenza, tra le priorità nelle decisioni di investimento dovrebbe esserci la protezione del potere di acquisto. Dieci anni fa, le Banche Centrali hanno iniziato a far fronte alla crisi finanziaria globale con misure di stimolo monetario senza precedenti. Nel complesso, i loro interventi hanno avuto l’effetto desiderato di ripristinare la fiducia degli investitori, ma i livelli di indebitamento sono ancora eccessivi e molti asset presentano valutazioni onerose. Con una crescita ciclica ormai solida, i tempi sono maturi per un cambio di rotta nel 2018. Le Banche Centrali sono pronte per dare il via alla normalizzazione delle politiche monetarie, seppure in modo molto lento e graduale. Con tutta probabilità resteranno “dietro la curva” mantenendo i tassi di interesse complessivamente contenuti, ma è prevedibile una maggiore divergenza degli interventi monetari: Negli Stati Uniti, verosimilmente la Federal Reserve alzerà ancora i tassi: per il 2018 si prevedono tre rialzi, non tutti scontati dal mercato. La Banca Centrale Europea molto probabilmente si focalizzerà sulla riduzione del programma di acquisto titoli mantenendo tassi di riferimento invariati. In Giappone dovrebbe proseguire la riduzione “discreta” del programma di acquisto mensile di asset avviata dalla Bank of Japan. Bank of England recentemente ha alzato i tassi per la prima volta dopo 10 anni, ma sono in aumento le preoccupazioni per le prospettive di crescita e l’inflazione superiore al target. La traiettoria esatta della politica monetaria nel 2018 è importante perché i mercati finanziari continueranno a guardare alle dichiarazioni e agli interventi delle Banche Centrali. Anni di politiche ultra-accomodanti hanno gonfiato i prezzi degli asset rischiosi e non. Il superamento di questa fase e i diversi approcci che adotteranno le autorità monetarie potrebbero essere “disruptive” per i mercati e scatenare aumenti improvvisi della volatilità. Secondo noi la volatilità dovrebbe comunque mantenersi relativamente contenuta, soprattutto perché la stabilità del contesto finanziario sarà una delle priorità delle Banche Centrali. La gestione attiva risulta fondamentale in questo scenario di bassa volatilità: ogni movimento può rappresentare infatti un’opportunità. L’importanza di un’attenta selezione Continuiamo a credere che per ottenere rendimento gli investitori debbano assumersi dei rischi, ma in un contesto caratterizzato da un aumento della disruption diventa particolarmente rilevante operare un’attenta selezione, sia tra le varie asset class che all’interno di ogni singola asset class. E’ inoltre importante seguire attentamente gli sviluppi a livello politico, per valutarne l’impatto sulle politiche monetarie e fiscali. Gli elettori esprimono un crescente malcontento nei confronti della globalizzazione, si sentono oppressi dalle misure di austerità e percepiscono un aumento dellediseguaglianze. Nel 2018 occorrerà monitorare anche l’inflazione, dato che i parametri standard su cui le Banche Centrali basano le proprie decisioni potrebbero non riflettere l’esperienza del mondo reale. L’inflazione può ridurre sensibilmente il potere di acquisto nel corso del tempo e complicare ulteriormente la ricerca del rendimento. Tenendo in considerazione la divergenza degli interventi di politica monetaria, le scelte di investimento negli Stati Uniti, in Europa e nell’area dell’Asia-Pacifico potrebbero concentrarsi su temi specifici: Negli USA, il settore bancario potrebbe risultare interessante in un contesto di continuo rialzo dei tassi di riferimento da parte della Federal Reserve. I titoli delle telecomunicazioni, industriali e dei beni di prima necessità sarebbero invece favoriti in caso di approvazione della riforma fiscale. Potremmo inoltre aspettarci probabili pressioni al ribasso sulle azioni statunitensi con valutazioni elevate. In Europa, il mercato azionario e la moneta unica dovrebbero confermare la propria forza sulla scia dell’andamento positivo del 2017. Nel Regno Unito va monitorata l’inflazione legata alla Brexit. Le banche europee potrebbero rappresentare opportunità di investimento interessanti e sul mercato obbligazionario ci aspettiamo un ampliamento degli spread tra Treasury e Bund. Nell’area dell’Asia-Pacifico, l’economia della Cina sarà trainata essenzialmente dall’impegno del governo per le riforme e le normative ambientali. Il settore tecnologico resta il motore principale della performance di Corea e Taiwan, ma non dei Paesi ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico). Se i governi e il settore privato spenderanno e investiranno, le infrastrutture potrebbero rappresentare una storia di crescita nei mercati ASEAN e in India. Implicazioni per gli investimenti Il nostro scenario prevede 5 temi di investimento chiave per il 2018: Ricerca di rendimento. La normalizzazione della politica monetaria non favorirà le obbligazioni tradizionali di riferimento. È opportuno selezionare le opportunità nel debito emergente e tra le azioni che distribuiscono dividendi. Il segmento del credito rimane nel complesso attraente, nonostante le valutazioni elevate. Protezione del potere di acquisto. Il tasso dinflazione tendenziale sottostante sta lentamente aumentando e i parametri standard non sono in grado di cogliere i costi reali. Dovrebbero essere tenute in considerazione le obbligazioni europee e statunitensi indicizzate all’inflazione. Valutazioni. Le azioni in Europa e nei mercati emergenti sono in grado di offrire rendimenti interessanti e ritorni reali, e non sono eccessivamente costose. Titoli growth vs. titoli value. Riteniamo opportuno prediligere i titoli growth che traggono beneficio dalla crescita dei propri modelli di business. Secondo un approccio “contrarian”, i titoli value ciclici potrebbero assumere un ruolo rilevante. Gestione attiva. E’ fondamentale selezionare attentamente Paesi, settori e valute; considerare le strategie di copertura dei rischi estremi; puntare a sfruttare al meglio i picchi di volatilità e prepararsi a ridurre l’esposizione agli asset rischiosi nel caso in cui i dati ciclici inizino a perdere vigore. Neil Dwane - global strategist - Allianz GI

Temi e idee chiave di investimento per il 2018: azionario europeo, obbligazioni indicizzate all’inflazione, settore bancario negli Usa e in Europa, settore tecnologia e infrastrutture in Asia e naturalmente…disruption!

Crediamo che il 2018 segnerà la fine delle politiche monetarie ultra-accomodanti che hanno sostenuto mercati e valutazioni dalla grande crisi finanziaria. Il cambiamento sarà graduale: le Banche Centrali staranno “dietro la curva dei tassi” e la financial repression sarà ancora presente. Di conseguenza, tra le priorità nelle decisioni di investimento dovrebbe esserci la protezione del potere di acquisto.

Dieci anni fa, le Banche Centrali hanno iniziato a far fronte alla crisi finanziaria globale con misure di stimolo monetario senza precedenti. Nel complesso, i loro interventi hanno avuto l’effetto desiderato di ripristinare la fiducia degli investitori, ma i livelli di indebitamento sono ancora eccessivi e molti asset presentano valutazioni onerose.

Con una crescita ciclica ormai solida, i tempi sono maturi per un cambio di rotta nel 2018. Le Banche Centrali sono pronte per dare il via alla normalizzazione delle politiche monetarie, seppure in modo molto lento e graduale. Con tutta probabilità resteranno “dietro la curva” mantenendo i tassi di interesse complessivamente contenuti, ma è prevedibile una maggiore divergenza degli interventi monetari:

  • Negli Stati Uniti, verosimilmente la Federal Reserve alzerà ancora i tassi: per il 2018 si prevedono tre rialzi, non tutti scontati dal mercato.
  • La Banca Centrale Europea molto probabilmente si focalizzerà sulla riduzione del programma di acquisto titoli mantenendo tassi di riferimento invariati.
  • In Giappone dovrebbe proseguire la riduzione “discreta” del programma di acquisto mensile di asset avviata dalla Bank of Japan.
  • Bank of England recentemente ha alzato i tassi per la prima volta dopo 10 anni, ma sono in aumento le preoccupazioni per le prospettive di crescita e l’inflazione superiore al target.

La traiettoria esatta della politica monetaria nel 2018 è importante perché i mercati finanziari continueranno a guardare alle dichiarazioni e agli interventi delle Banche Centrali. Anni di politiche ultra-accomodanti hanno gonfiato i prezzi degli asset rischiosi e non. Il superamento di questa fase e i diversi approcci che adotteranno le autorità monetarie potrebbero essere “disruptive” per i mercati e scatenare aumenti improvvisi della volatilità. Secondo noi la volatilità dovrebbe comunque mantenersi relativamente contenuta, soprattutto perché la stabilità del contesto finanziario sarà una delle priorità delle Banche Centrali. La gestione attiva risulta fondamentale in questo scenario di bassa volatilità: ogni movimento può rappresentare infatti un’opportunità.

L’importanza di un’attenta selezione

Continuiamo a credere che per ottenere rendimento gli investitori debbano assumersi dei rischi, ma in un contesto caratterizzato da un aumento della disruption diventa particolarmente rilevante operare un’attenta selezione, sia tra le varie asset class che all’interno di ogni singola asset class.

E’ inoltre importante seguire attentamente gli sviluppi a livello politico, per valutarne l’impatto sulle politiche monetarie e fiscali. Gli elettori esprimono un crescente malcontento nei confronti della globalizzazione, si sentono oppressi dalle misure di austerità e percepiscono un aumento delle
diseguaglianze.

Nel 2018 occorrerà monitorare anche l’inflazione, dato che i parametri standard su cui le Banche Centrali basano le proprie decisioni potrebbero non riflettere l’esperienza del mondo reale. L’inflazione può ridurre sensibilmente il potere di acquisto nel corso del tempo e complicare ulteriormente la ricerca del rendimento.

Tenendo in considerazione la divergenza degli interventi di politica monetaria, le scelte di investimento negli Stati Uniti, in Europa e nell’area dell’Asia-Pacifico potrebbero concentrarsi su temi specifici:

  • Negli USA, il settore bancario potrebbe risultare interessante in un contesto di continuo rialzo dei tassi di riferimento da parte della Federal Reserve. I titoli delle telecomunicazioni, industriali e dei beni di prima necessità sarebbero invece favoriti in caso di approvazione della riforma fiscale. Potremmo inoltre aspettarci probabili pressioni al ribasso sulle azioni statunitensi con valutazioni elevate.
  • In Europa, il mercato azionario e la moneta unica dovrebbero confermare la propria forza sulla scia dell’andamento positivo del 2017. Nel Regno Unito va monitorata l’inflazione legata alla Brexit. Le banche europee potrebbero rappresentare opportunità di investimento interessanti e sul mercato obbligazionario ci aspettiamo un ampliamento degli spread tra Treasury e Bund.
  • Nell’area dell’Asia-Pacifico, l’economia della Cina sarà trainata essenzialmente dall’impegno del governo per le riforme e le normative ambientali. Il settore tecnologico resta il motore principale della performance di Corea e Taiwan, ma non dei Paesi ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico). Se i governi e il settore privato spenderanno e investiranno, le infrastrutture potrebbero rappresentare una storia di crescita nei mercati ASEAN e in India.

Implicazioni per gli investimenti

Il nostro scenario prevede 5 temi di investimento chiave per il 2018:

  1. Ricerca di rendimento. La normalizzazione della politica monetaria non favorirà le obbligazioni tradizionali di riferimento. È opportuno selezionare le opportunità nel debito emergente e tra le azioni che distribuiscono dividendi. Il segmento del credito rimane nel complesso attraente, nonostante le valutazioni elevate.
  2. Protezione del potere di acquisto. Il tasso d'inflazione tendenziale sottostante sta lentamente aumentando e i parametri standard non sono in grado di cogliere i costi reali. Dovrebbero essere tenute in considerazione le obbligazioni europee e statunitensi indicizzate all’inflazione.
  3. Valutazioni. Le azioni in Europa e nei mercati emergenti sono in grado di offrire rendimenti interessanti e ritorni reali, e non sono eccessivamente costose.
  4. Titoli growth vs. titoli value. Riteniamo opportuno prediligere i titoli growth che traggono beneficio dalla crescita dei propri modelli di business. Secondo un approccio “contrarian”, i titoli value ciclici potrebbero assumere un ruolo rilevante.
  5. Gestione attiva. E’ fondamentale selezionare attentamente Paesi, settori e valute; considerare le strategie di copertura dei rischi estremi; puntare a sfruttare al meglio i picchi di volatilità e prepararsi a ridurre l’esposizione agli asset rischiosi nel caso in cui i dati ciclici inizino a perdere vigore.

Neil Dwane - global strategist - Allianz GI

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